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4 Giugno 2015
23:22

I 15 film di guerra più belli di sempre

“Fury”, di David Ayer, con Brad Pitt, sta stracciando tutti al botteghino. Da alcuni critici è stato definito il miglior film di guerra degli ultimi 30 anni. Ecco, però, alcune perle del cinema mondiale dello stesso genere, che probabilmente, faranno riflettere sul primato appena citato.
A cura di Ciro Brandi
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Fury”, film di guerra diretto da David Ayer, con Brad Pitt è stato osannato dalla critica e sta avendo un successo clamoroso anche presso il pubblico. È stato definito, addirittura, la migliore pellicola di guerra degli ultimi 30 anni. Beh, “Fury” è senza dubbio un ottimo film, ma la storia del cinema è piena di pellicole dello stesso genere veramente stupende. Basta fare qualche titolo, come “Salvate il soldato Ryan”, “Black Hawk Down” , “Lettere da Iwo Jima” e, più recentemente, “American Sniper” di Clint Eastwood, fanno decisamente “incrinare” il primato della pellicola di Ayer di cui parlavamo prima. Di seguito, trovate 15 capolavori del genere – incluso “Fury” – che vi faranno immediatamente venire voglia di vederli di seguito, per un’indigestione di grandissimo cinema.

“Apocalypse Now”(1979)

Il film cult del 1979, diretto da Francis Ford Coppola, ha come protagonisti Marlon Brando, Robert Duvall e Martin Sheen ed è ispirato al romanzo di Joseph Conrad “Cuore di tenebra”. La pellicola vinse la Palma d'oro al 32° Festival di Cannes due Oscar nel 1980 per la migliore fotografia (a Vittorio Storaro) e per il miglior sonoro (a Walter Murch). Impossibile dimenticare la feroce guerra privata del colonnello Kurtz (Brando) che dal Vietnam si sposta in Cambogia, e il tentativo del capitano Willard (Sheen) di eliminarlo. Dicesi, semplicemente, capolavoro della storia del cinema.

“Salvate il soldato Ryan”(1998)

Steven Spielberg, nel 1998, vinse il suo secondo premio Oscar per la miglior regia con questa  storia, ambientata durante la Seconda guerra mondiale, in particolare nei giorni del D-Day. I soldati americani, comandati dal capitano John Miller (Tom Hanks) si stanno preparando allo sbarco in Normandia. Il capitano, però, riceve l'ordine di portare i suoi soldati oltre le linee nemiche per trovare e salvare il soldato Ryan (Matt Damon), l'unico sopravvissuto di quattro fratelli.

“American Sniper”(2014)

Il film dell’immenso Clint Eastwood, basato sull'omonima autobiografia di Chris Kyle, è stato un grande blockbuster e ha come protagonista uno straordinario Bradley Cooper, affiancato da Sienna Miller, Luke Grimes, Kyle Gallner e Sam Jaeger. La pellicola ha ricevuto 6 nomination agli Oscar 2015, vincendo quello per il Miglior montaggio sonoro. Eastwood racconta la storia vera del cecchino Chris Kyle, che viene inviato in Iraq con la missione di proteggere i propri compagni. Grazie alla sua precisione millimetrica e alla sue gesta eroiche salverà innumerevoli vite guadagnandosi il soprannome di "Legend".  La sua reputazione, però, cresce anche dietro le linee nemiche, facendolo diventare uno degli obiettivi primari.

“Bastardi senza gloria”(2008)

Quentin Tarantino presentò la sua pellicola al Festival di Cannes 2008, dove Christoph Waltz vinse il Premio d'interpretazione maschile (l’attore vincerà anche l’Oscar 2010 come Miglior attore non protagonista). Il titolo è un omaggio al film del 1977 di Enzo G. Castellari “Quel maledetto treno blindato”, uscito negli USA con il titolo “Inglorious Bastards”, che Tarantino ha storpiato in “Inglourious Basterds”. L’eclettico regista racconta la storia di un gruppo di soldati americani ebrei, conosciuto come "The Basterds" che viene inviato nella Francia occupata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, con il preciso compito di assassinare brutalmente qualsiasi nazista incontri sul suo cammino. Nel cast Brad Pitt, Michael Fassbender, Diane Kruger, Daniel Bruhl, Eli Roth e tantissime altre star.

 

“Black Hawk Down”(2001)

Il geniale Ridley Scott, nel 2001, ha portato sul grande schermo questo straordinario film basato sul saggio storico scritto da Mark Bowden, “Black Hawk Down: A Story of Modern War”. La pellicola è stata premiata con due meritatissimi Oscar nel 2002 (Miglior sonoro e Miglior montaggio all’italiano Pietro Scalia) e ci porta indietro fino all’ottobre 1993, quando un gruppo di rangers e di specialisti della Delta Force riceve l'ordine di catturare i luogotenenti del generale Aidid riuniti nel cuore di Mogadiscio, all'interno dell'area ostile alle truppe americane di stanza in Somalia. La missione doveva durare pochi minuti, invece dura 18 ore e due elicotteri Black Hawk vengono abbattuti e i soldato vanno assolutamente portati in salvo.

“La grande guerra”(1959)

Il capolavoro del maestro Mario Monicelli, del 1959, prodotto da Dino De Laurentiis e interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman ha vinto il Leone d'oro al Festival del Cinema di Venezia ex aequo con “Il generale Della Rovere” di Roberto Rossellini e nominato all'Oscar come Miglior pellicola straniera, e si aggiudicò anche tre David di Donatello e due Nastri d'argento. Per quei pochi che non conoscessero la trama, Monicelli narra la storia del romano Oreste Jacovacci (Sordi) e del milanese Giovanni Busacca (Gassman), due uomini che si conoscono durante la chiamata alle armi della Prima guerra mondiale. Oreste in quell'occasione promette a Giovanni di farlo riformare in cambio di denaro, ma lo inganna. I due si rincontrano sul treno per il fronte: dopo l'ira iniziale di Giovanni, finiscono per simpatizzare e per divenire amici. Seppure di carattere completamente diverso sono uniti dalla mancanza di qualsiasi ideale e dalla volontà di evitare ogni pericolo e uscire indenni dalla guerra. Emozionante, profondo, commovente e divertente allo stesso tempo, uno dei più bei film italiani di sempre.

“Lettere da Iwo Jima”(2006)

Clint Eastwood, nel 2006, affronta il tema della battaglia di Iwo Jima, durante la Seconda guerra mondiale dal punto di vista dell'esercito giapponese. Il film è complementare alla precedente opera del regista, “Flags of Our Fathers”, che considera la stessa battaglia dal punto di vista delle truppe americane. Il soggetto è tratto dal romanzo “Picture Letters from Commander in Chief”, di Tadamichi Kuribayashi ed è quasi interamente girato in lingua giapponese. “Lettere da Iwo Jima” e “Flags of Our Fathers” rappresentano l'omaggio che Eastwood ha voluto dedicare ai caduti di entrambi gli schieramenti.

“Orizzonti di gloria”(1957)

Il maestro Stanley Kubrick, come quarto film, decise di girare “Orizzonti di gloria”(1957), tratto dal romanzo omonimo di Humphrey Cobb e la storia prende ispirazione da alcuni episodi realmente accaduti all'interno dell'esercito francese durante la Prima guerra mondiale. Seppur ambientato nelle retroguardie francesi, la pellicola, a causa del rifiuto da parte del governo francese di autorizzarne le riprese, venne girata in Germania. Il fim racconta la storia di un generale francese che ordina un attacco a una postazione tedesca inespugnabile. Il colonnello Dax (Kirk Douglas), uomo coraggioso e onesto, capisce la follia dell'ordine e cerca di evitare la carneficina, ma di fronte all'ottusità dei suoi superiori, è costretto a eseguire i comandi, ma preferiamo non svelarvi altro qualora non l’aveste mai visto.

“We were soldiers – Fino all’ultimo uomo”(2002)

Il film del 2002, diretto da Randall Wallace, si basa sul libro “We Were Soldiers Once … And Young” del tenente colonnello Hal G. Moore, non più in servizio, e del reporter Joseph L. Galloway, i quali, entrambi, presero parte alla battaglia. La pellicola ruota attorno alla Battaglia di Ia Drang, uno degli scontri più violenti tra gli USA e l'esercito popolare vietnamita. il tenente colonnello Hal Moore (Mel Gibson) guida gli americani nella Valle della Morte, ma qui scopre ben presto di essere circondato da oltre 4000 vietcong. L’inferno sulla terra non era mai stato così reale.

“Il cacciatore”(1979)

Michael Cimino, nel 1979, vince 5 Oscar raccontando la storia di Mike (Robert De Niro), Nick (Christopher Walken) e Steven (John Savage) lavorano in un'acciaieria di Clayton, in Pennsylvania, e nel tempo libero cacciano cervi. I tre vengono chiamati alle armi per essere inviati in Vietnam, ma prima Steven sposa Angela. In guerra, i tre amici subiscono una terribile prigionia. Quando riescono a evadere, vengono separati. Da quel momento, iniziano le loro vere avventure. Semplicemente meraviglioso.

“Platoon”(1986)

Oliver Stone, nel 1986, si cimenta col genere raccontando la permanenza in Vietnam di Chris Taylor (nel film impersonato da Charlie Sheen) come volontario durante la guerra, ispirandosi alle reali esperienze vissute dal regista, in guerra nel 1967-1968. La pellicola vinse 4 premi Oscar e Stone fu premiato anche con l'Orso d'argento a Berlino come Miglior regista. Nel cast ci sono anche Willem Dafoe, Tom Berenger, Forest Whitaker, Johnny Depp e Mark Moses.

“Full Metal Jacket”(1987)

Il cult di Stanley Kubrick, del 1987, è ispirato al romanzo “Nato per uccidere” (“The Short-Timers”) di Gustav Hasford, un ex Marine e corrispondente di guerra che ha collaborato alla sceneggiatura. I metodi poco ortodossi del sergente Hartman al campo di addestramento dei marines di Parris Island – sullo sfondo della guerra del Vietnam – e le vicende di Joker (Matthew Modine) e del soldato Lawrence (Vincent D'Onofrio), soprannominato "Palla di lardo", che non reggerà la vita militare e i soprusi di cui è vittima, impressionano e catturano la nostra attenzione ancora oggi.

 

“Good Morning, Vietnam”(1978)

Barry Levinson, nel 1978, dirige Robin Williams, Forest Whitaker, J.T. Walsh e Bruno Kirby, per narrare la permanenza a Saigon, durante la guerra del Vietnam, del disc-jockey dell'aviazione Adrian Cronauer (Williams), a cui viene affidata la conduzione della radio, che gli regala moltissima popolarità ma anche molti detrattori tra i suoi superiori. Tra mille diatribe e avventure pericolose, Cronauer avrà la sua rivincita.

 

“Jarhead”(2005)

Jake Gyllenhaal è il protagonista di questo film del 2005, diretto da Sam Mendes. La pellicola è tratta dall'omonima autobiografia dell'ex-marine Anthony Swofford, inviato in missione in Kuwait durante la prima guerra del Golfo. Gyllenhaal è, appunto, nei panni di Swofford, detto Swoff, un giovane che si è arruolato come suo padre e suo nonno prima di lui. Quando scoppia la prima Guerra del Golfo, si ritrova a far parte dell'operazione Desert Storm. Un po’ spaesato e  con in spalla un fucile da cecchino e uno zaino pesantissimo, Swoff dovrà attraversare gli sterminati deserti, sapendo che i soldati iracheni sono appostati in ogni angolo di quelle assolate terre e che potrebbero ucciderlo da un momento all’altro.

“Fury”(2014)

David Ayer ha impressionato critica e pubblico con “Fury”, attualmente nelle nostre sale, e ha già portato a casa 420 mila euro in un solo giorno di programmazione. Protagonista assoluto è Brad Pitt, in una delle sue performance più riuscite della sua carriera, coadiuvato da Shia LaBeouf e Logan Lerman. Ambientato quasi alla fine della Seconda guerra mondiale, nell'aprile del 1945, mentre gli alleati sferrano l’attacco decisivo in Europa, il sergente dell'esercito americano Don Collier (Pitt), da tutti chiamato “Wardaddy”, guida un’unità di cinque soldati in una missione mortale dietro le linee nemiche a bordo di un carro armato Sherman – chiamato “Fury”. Una missione temeraria ed eroica nel cuore della Germania nazista, ormai al collasso. In inferiorità numerica, disarmati e con una recluta giovane e inesperta nel plotone, Wardaddy e i suoi uomini dovranno ricorrere a tutto il proprio coraggio e alla propria arguzia per sopravvivere agli orrori della guerra. Gli uomini dovranno ricorrere a tutto il proprio coraggio per sopravvivere agli orrori della guerra. Non perdetelo.

 
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