Keanu Reeves è, senza dubbio, uno di quelli che ha scoperto il segreto dell’eterna giovinezza. L’amatissimo attore, il 2 settembre, compie 55 anni ma è praticamente uguale a quando nel 1992 sfrecciava sulle onde con Patrick Swayze in “Point Break”. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e il sexy Reeves è arrivato a girare circa 68 pellicole con cult assoluti come “Dracula di Bram Stoker”, “Piccolo Buddha”, “Speed” e naturalmente la trilogia di “Matrix”. E’ di pochi giorni fa la notizia di un quarto capitolo del celebre franchise che dovrebbe entrare in lavorazione nei primi mesi del 2020, per la regia di Lana Wachowski ma, nell’attesa, per festeggiare i 55 anni del sex symbol, ammiratissimo anche nella trilogia di “John Wick”, ecco 7 suoi film che l’hanno reso un’irresistibile icona di Hollywood.

“Point Break – Punto di rottura”(1991), di Kathryn Bigelow

La quarta prova da regista di Kathryn Bigelow (regista di “The Hurth Locker”, del 2010, vincitore di 6 Oscar)  è una vera e propria colonna del cinema d’azione. La regista racconta la storia di Johnny Utah (Keanu Reeves), un agente speciale dell’FBI assoldato per infiltrarsi in un gruppo di surfisti della California che rapinano le banche con le maschere dei presidente americani Ronald Reagan, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon e Jimmy Carter. Utah sarà, presto, affiancato da Angelo Pappas (Gary Busey) e aiutato dalla bella Tyler (Lori Petty), ma, soprattutto, dal temerario Bodhi (Patrick Swayze), giovane sempre alla ricerca dell’onda perfetta e dell’adrenalina allo stato puro. Insieme, vivranno avventure estreme, rischiando la morte ad ogni acrobazia. Quello che colpisce subito lo spettatore è l’estrema sinergia che si viene a creare tra i due attori protagonisti. Reeves, all’epoca, aveva già girato una dozzina di film ma i produttori volevano un attore più noto per il ruolo di Johnny Utah. Infatti, furono provinati, tra gli altri, Johnny Depp e Charlie Sheen, ma la Bigelow volle fortemente Reeves. Patrick Swayze, invece, era già un’amatissima star, protagonista di pellicole cult come “Dirty Dancing”(1987) e “Ghost”(1990). Il ruolo del biondissimo, coraggioso, spericolato (e filosofico) Bodhi non fece altro che accrescere la sua fama di sex-symbol assoluto del cinema, conquistando, stavolta, anche il pubblico maschile. Un cult che ha avuto anche un remake, nel 2015, diretto da Ericson Core, che però non ha avuto il successo sperato.

“Dracula di Bram Stoker”(1992), di Francis Ford Coppola

Tratto dal romanzo “Dracula” dello scrittore irlandese Bram Stoker, la pellicola vede Gary Oldman nel ruolo del conte, Winona Ryder nei panni di Mina Harker, Anthony Hopkins in quelli del professor Abraham Van Helsing e Keanu Reeves nel ruolo di Jonathan Harker. Il film narra di Dracula, il principe di Valacchia, che entra in guerra contro i turchi per difendere la cristianità. Di fronte alla morte della moglie Elisabeth però, il protagonista rinnegherà Dio e si trasformerà in una creatura della notte, un vampiro per l'appunto. Quando, dopo secoli, scorgerà la foto della giovane Mina, identica alla moglie, deciderà di trasferirsi a Londra e farne la sua eterna compagna. Reeves è, appunto, Jonathan Harker, avvocato londinese, prossimo alle nozze con la fidanzata Mina, che viene incaricato di recarsi in Transilvania, presso il castello del Conte Dracula, per conto di un'agenzia immobiliare. Dopo aver scoperto che il conte è un vampiro, riesce a fuggire tra mille difficoltà e sposerà Mina, ma per lui la storia non sarà affatto finita. Il film vinse tre Oscar – Migliori costumi, Miglior trucco e Miglior montaggio – e, a fronte di un budget di 40 milioni di dollari, la pellicola ne portò a casa più di 215, conquistando anche la critica specializzata. Per Reeves fu una vetrina sensazionale che lo fece notare anche in un ruolo prettamente drammatico.

“Piccolo Buddha”(1993), di Bernardo Bertolucci

Piccolo Buddha”, la 13esima pellicola del compianto maestro Bernardo Bertolucci, è tratta dall’omonimo romanzo di Gordon McGill ed è incentrata sulla storia di Jesse Konrad (Alex Wiesendanger), un bimbo di Seattle che vive con i genitori Dean (Chris Isaak) e Lisa (Bridget Fonda). Un giorno, la famiglia riceve la visita di alcuni monaci buddisti del regno del Bhutan, guidati dal Lama Norbu (Ying Ruocheng). Questi credono che il bimbo sia la reincarnazione di uno dei loro più grandi lama e lo vorrebbero portare nella loro terra a studiare il buddismo. Dopo alcuni tentennamenti, il padre lo accompagnerà in questa straordinaria avventura, in un mondo totalmente diverso dal loro. Tra Jesse e il lama s’instaura subito un legame profondo e quest’ultimo gli racconterà la leggendaria storia del Principe Siddharta (Keanu Reeves) la storia, destinato a diventare il venerato Buddha. Bertolucci ci porta in un’ambientazione esotica ed onirica, raccontando una vera e propria favola, ponendo in netto contrasto la grigia routine del mondo occidentale (Seattle) ai colori e alla vita semplice e fiabesca di quello orientale (Bhutan), con una miscela perfetta di religiosità, spiritualità, leggenda, tradizioni secolari che convergono nella figura del Principe Siddharta – uno straordinario Reeves – da sempre una delle figure più amate della letteratura mondiale, e nel buddismo. La sua svolta ascetica, dopo aver conosciuto il dolore e la morte, fa da cornice e scorre in parallelo alla storia tra il saggio lama e il piccolo Jesse, in un crescendo di emozioni positive e di estasi estetica di cui il regista piacentino era ben consapevole.

“Speed”(1994), di Jan De Bont

Keanu Reeves è Jack Traven, un agente della polizia di Los Angeles che, col suo collega Harry Temple (Jeff Daniels), dovrà fermare un violento terrorista che ha prima messo una bomba su un ascensore di un grattacielo, poi ha imbottito un autobus di esplosivo con un detonatore che salterà in aria se il mezzo scende sotto le ottanta miglia all'ora. Traven entra ancora in azione e, stavolta, con l’aiuto dell’autista Annie Porter (Sandra Bullock), supererà i propri limiti pur di salvare tutto e tutti. “Speed” resta uno dei migliori film divisi tra azione e suspense degli anni ’90 e l’innesto di elementi ovviamente surreali non fa altro che aumentarne la tensione e l’adrenalina. Ottima l’alchimia tra i tre protagonisti principali e un plauso speciale va alla grande fotografia di Andrzej Bartkowiak.

“L’avvocato del diavolo”(1997), di Taylor Hackford

Lo straordinario cult di Taylor Hackford, con protagonisti Al Pacino, Keanu Reeves e Charlize Theron, parte dall’omonimo romanzo di Andrew Neiderman, con riferimento alle opere di Milton e ai gironi concentrici de “La Divina Commedia” di Dante. Hackford racconta la storia di John Milton/Satana (Pacino) boss dello studio forense più importante di New York, mentre il ruolo di Faust spetta a Kevin Lomax (Reeves), giovane e promettente avvocato di provincia. Preceduto da una solida fama di vincente, Lomax viene chiamato a New York da Milton, arrivando ben presto ad occupare un posto di rilievo nello studio. Ma si sa, tutto ha un prezzo, a volte anche molto caro. Il tema principale della pellicola è rappresentato dal dilemma del protagonista Keanu Reeves: l’eterna diatriba tra la volontà di fare la cosa giusta o quella più conveniente, con le relative conseguenze. Vanità, materialismo, scrupoli, ricerca del successo a tutti i costi sono le tentazioni del Diavolo Pacino, in una New York infernale, alle quali l’avvocato Lomax/Reeves difficilmente potrà resistere. Partendo da un budget di 57 milioni di dollari, gli incassi della pellicola sfiorarono i 153 milioni e la critica specializzata andò in visibilio. Quante volte l’avete visto?

“Matrix”(1999), delle sorelle Wachowski

Nel 1999, le sorelle Wachowski portavano nelle sale il complesso e favoloso universo di “Matrix”, con un grandioso Keanu Reeves che entrerà nella storia del cinema grazie al ruolo di Thomas Anderson, programmatore di software della Metacortex che di notte vive una vita segreta come hacker, utilizzando lo pseudonimo di Neo. Un giorno, sullo schermo del suo pc, compaiono alcune frasi misteriose relative a un non meglio specificato “Matrix”. Interessato ad approfondire la vicenda, Neo incontra alcuni agenti e viene condotto da Morpheus (Laurence Fishburne) e Trinity (Carrie-Anne Moss), misteriosi individuo che gli permette di conoscere tutto ciò che riguarda Matrix. Neo accetta e, dopo aver preso una pillola rossa, si ritrova in un altro mondo in un imprecisato futuro. A prescindere da ciò, l’umanità si ritrova impegnata a combattere contro una moltitudine di macchine intelligenti create proprio dall’uomo nei secoli precedenti. Neo dovrà stare attento a non farsi stanare dagli Agenti e salvare la sua stessa vita in questa dimensione parallela tanto affascinante quanto pericolosa. 4 Oscar (Miglior montaggio, Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro e Migliori effetti speciali) e circa 463 milioni di dollari d’incasso sono solo l’inizio del cammino trionfale della trilogia, continuata con “Matrix Reloaded”(2003) e “Matrix Revolutions”(2003). E’ di pochi giorni fa, però, la notizia della lavorazione in progress di “Matrix 4”. Lana Wachowski, infatti, dovrebbe iniziare le riprese nel 2020 ma è ancora tutto top secret.

“John Wick”(2014), di Chad Stahelski

Chad Stahelski, fondatore con David Leitch della società di stunt più famosa del cinema, la 87Eleven, nel 2014 sbarcava nelle sale con il thriller-action “John Wick”, dando nuova vita alla stella di Keanu Reeves, appannatasi nel corso degli anni precedenti a causa, soprattutto, di scelte lavorative decisamente discutibili e di scarso seguito. L’attore è nei panni, appunto, di John Wick, un ex-sicario in pensione, uno dei più crudeli e letali di sempre, che torna su piazza per vendicare un meschino torto subito dal figlio del suo ex-Boss, e nessuno riuscirà a fermarlo. Azione, adrenalina, sparatorie, permeano una New York sotterranea fatta di boss e scagnozzi, che non risparmia nessuno. I fan andarono in visibilio e gli incassi volarono oltre le aspettative. Ciò ha fatto si che uscissero i sequel “John Wick – Capitolo 2”(2017) e “John Wick 3 – Parabellum”(2019). Globalmente, i tre capitoli hanno incassato più di 575 milioni di dollari.