La 77esima Mostra del Cinema di Venezia è ormai alle porte e dei diciotto film in concorso che quest'anno si contendono l'ambito Leone d'Oro, ben otto sono girati da donne. Una rassegna che, quindi, dà voce alla necessità di amplificare il sentire delle donne, che dà foce al loro modo di comunicare, esprimersi, raccontare. Otto film che narrano di storie diverse, emblema di una modalità di vedere il mondo ben definita, che si addentra nella realtà dei fatti cogliendone sfumature nascoste e sottili. Di queste otto registe, due sono italiane e sei straniere.

Emma Dante porta il suo Le sorelle Macaluso

Partiamo dai titoli nostrani. Con "Le sorelle Macaluso", Emma Dante torna al cinema, dopo l'esperienza proposta a Venezia sei anni fa, Via Castellana Bandiera, la signora del teatro regala un nuovo progetto cinematografico che affonda le radici nella sua Sicilia. Palermo è il luogo in cui si svolge la storia delle cinque sorelle, nate e cresciute in un palazzo alla periferia del capoluogo siculo e tra lotte quotidiane, divertimenti, incomprensioni e anche sofferenza si definisce nel dettaglio il percorso di queste donne, unite dal legame sanguigno.

Susanna Nicchiarelli regista di Miss Marx

Altro nome italiano è quello di Susanna Nicchiarelli, regista di "Miss Marx", il film che racconta la vita di Eleonor Marx, la figlia minore di Karl Marx. Determinata anche ribelle e volenterosa, si racconta che fosse la preferita del filosofo e questo suo temperamento la portò a condurre una vita ricca di emozioni contrastanti tanto negli affari pubblici, quanto nel suo privato. Appassionata di teatro e di politica, Eleonor Marx divenne un simbolo per la sua intraprendenza e la sua inarrestabile voglia di fare.

Nicole Garcia con Lovers

In concorso a Venezia c'è anche Lovers, film dell'attrice e regista francese di 74 anni, Nicole Garcia. Viene rappresentato un triangolo sentimentale che prende spunto da un testo teatrale, velatamente noir, che proprio la regista scrisse con Jean Fieschi ed è interpretato dai tre attori Stacy Martin, Benoit Magimel e Pierre Niney. La storia non nasconde dei risvolti thriller e ha come fulcro la figura di Lisa, che un giorno incontra il suo ex amante dopo che lui è scomparso senza lasciare sue notizie e lei, nel frattempo, si è sposata con un ricco avvocato. Questo incontro, ovviamente, cambierà di punto in bianco la sua vita.

Julia Von Heinz con And Tomorrow the Entire World

Berlinese, classe 1976, Julia Von Heinz è la regista del film "And Tomorrow the Entire World", un lungometraggio che conduce lo spettatore nel racconto di una Germania ancora turbata e ferita da attacchi terroristici neofascisti. La storia ha una sua protagonista, la giovane Luisa che a soli vent'anni si unisce al movimento Antifa e prova, con tutte le sue forze, ad affrontare il timore di questi attacchi, spinta da un coraggio che non pensava di avere. Intanto, non può mancare il risvolto sentimentale: la ragazza cerca di fare colpo su Alfa, un attivista di cui si è perdutamente innamorata.

Malgosrzata Szumowska regista di Never Gonna Snow

Di nazionalità polacca è invece la regista di Never Gonna Snow, Malgorzata Szumowska, che nel 2015 si è aggiudicata un Orso d'argento per la miglior regia al Festival del Cinema di Berlino, con CIALO. Nel film presentato a Venezia, la cineasta descrive la figura di Zenia, un massaggiatore ucraino emigrato in Polonia, che si trova a far visita ad alcuni clienti in luogo angosciante nella sua omogeneità. Il racconto ruota attorno ai segreti che emergono durante ogni seduta, le riflessioni, le paure che tutti i clienti sviscerano a Zenia che, in poco tempo, assume quasi le fattezze di un guru.

Chloè Zhao con Nomadland

NOMADLAND è, invece, il film diretto dalla regista americana, ma nata a Pechino Chloè  Zhao. La pellicola è tratta dal libro Nomadland: un racconto d'inchiesta risalente al 2017, redatto dalla giornalista Jessica Bruder che ha intrapreso un viaggio in America per documentare la vita dei nomadi, sia di coloro che lo hanno fatto per scelta, sia di chi si è trovato a diventarlo per necessità. Nel film c'è il personaggio di Fern (Francis McDormand), una donna che, dopo il tracollo economico di una cittadina del Nevada, decide di fare i bagagli e parte col suo van per cimentarsi nella vita on-the-road, lontana dalla società convenzionale. Nella pellicola ci sono anche i nomadi veri Linda May, Swankie e Bob Wells che fanno da mentori e compagni a Fern nel suo viaggio attraverso il vasto paesaggio dell'Ovest.

Jasmila Zbanic regista di Quo Vadis, Aida?

QUO VADIS, AIDA?, è il film diretto da Jasmila Zbanic, regista 45enne di nazionalità bosniaca già vincitrice di un Orso d'oro al Festival di Berlino per il suo film d'esordio Il Segreto di Esma. La sua pellicola in concorso a Venezia ci fa fare un salto nel passato, nel 1995, durante le guerre che portarono allo smembramento della Jugoslavia. Più precisamente quando l'esercito serbo si appropriò della città bosniaca di Srebrenica, dove Aida la protagonista del lungometraggio, è una traduttrice per l' ONU e vive con marito e figli. Il fatto di lavorare per l'ONU, fa credere alla donna di essere al sicuro, ma dovrà scoprire a sue spese che non è così.

Mona Fastvold firma The World To Come

Mona Fastvold, cineasta e attrice norvegese di 37 anni, è la firma del film "The World to Come". Qui viene raccontata la storia di due donne che a sul finire dell'Ottocento, pur vivendo con i rispettivi mariti, si innamorano una dell'altra. Abigail (Katherine Waterston) ha dovuto affrontare l'immenso dolore della morte di sua figlia, scomparsa per difterite e trascorre i suoi giorni in uno stato di torpore  vegetativo mentre gestisce una fattoria insieme a suo marito Dyer (Casey Affleck). Questo stato di quiescenza, cambierà non appena entrerà nella sua vita Tallie (Kirby),  una donna giovane e nuova del posto, che vive in una fattoria vicina con il marito Finney (Christopher Abbott).