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Opinioni
13 Settembre 2014
11:35

L’addio di Miyazaki con un film più adulto, “si alza il vento” della passione

“Si alza il vento” è il film più maturo e adulto che abbiamo mai visto dal maestro giapponese. Racconta la vita del progettista degli aerei usati dai kamikaze ma in realtà parla di Miyazaki stesso. Uno film come non ne sono mai stati fatti, soprattutto per gli inediti riferimenti sessuali e passionali.
A cura di Gabriele Niola
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Morte, distruzione, macerie e amore non sono mai mancati nei film di Hayao Miyazaki eppure non è mai stato come in Si alza il vento, clamoroso ultimo film del maestro giapponese (ma ultimo sul serio, il ritiro dalle scene è stato già annunciato) in uscita nei cinema italiani solo per 4 giorni (13, 14, 15 e 16 Settembre). L’uomo capace di realizzare film diretti ad un pubblico infantile che colpiscono più gli adulti (a chi dirà “Pure la Pixar lo fa” bisogna ricordare che John Lasseter aveva come nume non Disney ma Miyazaki) questa volta ha fatto un film per adulti, senza creature inventate, senza sottotesti favolistici e senza faccine buffe. Certo è pur sempre Hayao Miyazaki, quindi non si parla di materiale eccessivo, tuttavia la maniera in cui i consueti temi sono trattati non ha nulla a che vedere con il passato. Per la prima volta vediamo la morte rappresentata, per la prima volta vediamo dei baci francesi e addirittura si suggerisce la presenza di un atto sessuale.

Com’era facile immaginare il maestro delle emozioni semplici e sottili è straordinariamente bravo anche con quelle che stordiscono. Questa volta la storia d’amore tra i due protagonisti ha un tocco carnale, le mani nei capelli, la foga di baci (francesi!), niente somiglia a ciò a cui ci ha abituato, ovvero emozionanti relazioni platoniche. Perchè stavolta la storia è una biografia, la vita di Jiro Horikoshi, rivoluzionario progettista di aerei e creatore dei famigerati A6M, velivoli fenomenali per design, capacità di volo e tecnologia che però proprio per le loro caratteristiche avveniristiche furono usati dai kamikaze. Per raccontare questa storia Miyazaki si è allineato al cinema più moderno, fondendo realtà e finzione, mettendo in scena i veri fatti della vita di Horikoshi ma in realtà parlando di se stesso. Il grande progettista infatti è ritratto come un creativo, come un disegnatore con la passione per la natura e il volo (le stesse fissazioni di Miyazaki) e il film stesso è più sull’essere creativi che altro. Addirittura Horikoshi nei sogni parla con il suo idolo, il Conte Caproni (un vero conte italiano, grandissimo aviatore), che in realtà è sempre stato l’idolo di Miyazaki.

Parlare di sè raccontando la vita di un altro, fare una biografia per interposta persona, un gesto clamoroso, un’audacia che non si era mai vista al cinema con la quale Hayao Miyazaki si congeda dall’animazione (pare che forse realizzerà un fumetto). Ecco il perchè della diversità di tono. Sebbene contaminato da sogni, miraggi e idealizzazioni (incredibile la maniera in cui Miyazaki rappresenta la furia creativa del protagonista, come un vento potentissimo tutto intorno a lui mentre disegna) in Si alza il vento c’è moltissimo di reale. C’è il terremoto del ‘22 e le sue vittime, c’è la guerra, c’è il rapporto del Giappone con le potenze più avanzate (un viaggio in Germania sarà determinante), la voglia di riscatto di un popolo attraverso il lavoro e l’abnegazione e c’è la serietà dei legami stretti. Per quanto potenti i precedenti film di Miyazaki erano sempre ambientati in realtà mescolate con elementi di fantasia, qui la fantasia sta solo nei sogni e nelle proiezioni del protagonista (un altro colpo di genio: il fatto che nei sogni incontri il conte Caproni è dovuto al fatto che aspirano alle medesime cose dunque condividono gli stessi sogni, effettivamente li abitano contemporaneamente).

Non è sfuggito a nessuno il fatto che Si alza il vento racconta la storia di una persona che ha creato macchine di morte. Non è sfuggito agli spettatori e non è sfuggito ai giornali e non è sfuggito alla politica giapponese. In patria il maestro è stato attaccato da tutte le parti, da destra e da sinistra ugualmente. Vedendo il film ognuno si farà l’idea che meglio crede, di certo è incredibile la maniera in cui le grandi contraddizioni che albergano in ognuno siano affrontate mettendo in scena le proprie: amare gli aerei da guerra ed essere un grande pacifista, praticare un fervente ecologismo ed essere appassionato di motori a scoppio. È possibile? Per fortuna Si alza il vento, nonostante una storia molto appassionante, è pieno di livelli di lettura che non sono semplici per nulla, non è un film che dice allo spettatore cosa pensare ma lo contamina di dubbi e curiosità, mette in crisi le sue sicurezze mentre lo fa innamorare dei sentimenti che rappresenta, mette in scena elementi contrastanti senza farli apparire tali. Un miracolo d’arte cinematografica.
In una filmografia esaltante come quella di Hayao Miyazaki questo film si pone dritto ai massimi vertici. Perderlo al cinema sarebbe davvero un peccato.

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