Emanuele Scaringi, dopo aver diretto vari corti e documentari, ha esordito alla regia di un lungometraggio con “La Profezia dell’Armadillo”, adattamento per il grande schermo dell’omonimo libro a fumetti di Zerocalcare, al secolo Michele Rech, famoso fumettista aretino. Il film è stato presentato in anteprima e in concorso nella sezione “Orizzonti” al Festival di Venezia riscuotendo molto successo. La storia è proprio quella di Zero, un disegnatore 27enne di Rebibbia, che per guadagnare qualche soldi in più fa mille altri lavoretti. Ogni volta che torna a casa, oltre al suo amico Secco, gli tiene compagnia un Armadillo che gli racconta ciò che accade nel mondo. E’ una sorta di coscienza critica che lo costringerà anche a fare i conti con la notizia della morte di Camille, sua compagna di scuola e amore dell’adolescenza mai dichiarato.

Il regista ha affermato che il film, scritto da Oscar Glioti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba con lo stesso Michele Rech, è una sorta di elaborazione del lutto con il tono della commedia e, quindi, l’Armadillo, oltre ad essere la coscienza “esterna” del protagonista, interpretato da Simone Liberati, è anche un personaggio che rappresenta tutte le paure e le insicurezze sul futuro di Zero. A rendere speciale questa trasposizione, di cui Scaringi ha sentito ovviamente una forte responsabilità, ci hanno pensato anche il direttore della fotografia Gherardo Gossi, Roberto Di Tanna che si è occupato del montaggio e i musicisti Giorgio Giampà e Nic Cester che si sono occupati della colonna sonora. Nel cast, oltre a Liberati, ci sono anche Pietro Castellitto, Valerio Aprea, Laura Morante, Claudia Pandolfi, Andrea Panatta e Diana Del Bufalo. “La Profezia dell’Armadillo” sarà nei cinema a partire dal 13 settembre.

La trama

Zero è un disegnatore di 27 anni che vive a Rebibbia, precisamente nella Tiburtina Valley. Non avendo un lavoro fisso, il ragazzo da anche ripetizioni di francese, cronometra le file dei check-in all’aeroporto e crea illustrazioni per gruppi musicali punk indipendenti. La sua vita scorre sempre uguale ma quando torna a casa lo aspetta la sua coscienza critica, un Armadillo, che con conversazioni al limite del paradossale, lo aggiorna su cosa succede nel mondo. A tenergli compagnia nelle sue peripezie quotidiane, c’è anche l’amico d’infanzia Secco. A sconvolgergli la vita, però, arriva la notizia della morte di Camille, una compagna di scuola e suo amore adolescenziale mai dichiarato. Ciò lo costringe ad affrontare l’incomunicabilità, i dubbi e la mancanza di certezze della sua generazione.

Il cast

Simone Liberati (Zero), classe 1988, è stato Mirko nel film “Suburra”, di Stefano Sollima ma l’abbiamo visto anche ne “Il permesso – 48 ore fuori”, di Claudio Amendola e come protagonista di “Cuori puri”, diretto da Roberto De Paolis, che gli regala il Nastro d’argento come Attore rivelazione dell’anno. Pietro Castellitto (Secco), invece, è il figlio d’arte di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini. Ha esordito con suo padre nel film “Non ti muovere”, proseguendo ne “La bellezza del somaro”, “Venuto al monto” e “E’ nata una star”. Nei panni dell’Armadillo c’è il bravissimo Valerio Aprea, visto nella serie e nel film della saga di “Boris”, nei panni di uno degli sceneggiatori della seria immaginaria “Gli occhi del cuore”, ma ha recitato anche nella saga di “Smetto quando voglio”, dove interpreta il ruolo del latinista benzinaio Mattia. Il resto dello straordinario cast vanta la presenza di Laura Morante (madre di Zero), Claudia Pandolfi (madre di Blanka), Teco Celio (vicino di casa), Diana Del Bufalo (Greta), Samuele Biscossi (Blanka), Kasia Smutniak (operatrice ecologica), Vincent Candela (padre di Camille), Adriano Panatta (se stesso) e Gianluca Gobbi (fricchettone).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Il film ha avuto una lunga gestazione. Infatti la scrittura del film è iniziata nel 2013, due anni dopo l’uscita del fumetto, e doveva rappresentare l’esordio alla regia di Valerio Mastandrea, che però ha dovuto rinunciare per altri impegni, riservandosi il ruolo di sceneggiatore.

2. Il libro “La Profezia dell'Armadillo” ha vinto il premio Gran Guinigi nel 2012 come Miglior storia breve. La prima edizione è stata autoprodotta e ha venduto oltre 3000 copie. Grazie al successo ottenuto, è stato ristampata in una nuova edizione a colori, dalla BAO Publishing, e con ben 18 ristampe, ha venduto circa 100 mila copie.

3. Il regista Emanuele Scaringi ha detto che il film è anche un piccolo omaggio all’universo narrativo con cui è cresciuta la generazione di Zero e Secco e quindi film come “I Goonies”, “Stand by me” e “Gremlins”.