Alla fine è arrivato anche il meritato Oscar. Laura Dern ha convinto l’Academy che le ha assegnato l’ambita statuetta come Migliore attrice non protagonista per la sua performance in Storia di un matrimonio, diretto da Noah Baumbach e distribuito in digitale da Netflix. L’attrice ha avuto la meglio sulle straordinarie Kathy Bates (Richard Jewell), Scarlett Johansson (Jojo Rabbit), Florence Pugh (Piccole donne) e Margot Robbie (Bombshell – La voce dello scandalo).

Non era un premio scontato, quello per Laura Dern, che è stato però fortemente caldeggiato da appassionati e opinione pubblica. Nel discorso di ringraziamento dopo la proclamazione, l'attrice ha voluto ringraziare principalmente i suoi genitori, gli attori Bruce Dern e Diane Ladd, che l'hanno evidentemente ispirata: "Alcuni dicono ‘non incontrare mai i tuoi eroi', ma se sei davvero fortunato, i tuoi eroi sono i tuoi genitori".

La trama di Storia di un matrimonio

Storia di un matrimonio segue le vicende di Charlie Barber (Adam Driver), regista di teatro, e Nicole (Scarlett Johansson), sua moglie e prima attrice. Lui lavora a New York, lei si è trasferita a Los Angeles per lavorare in televisione, insieme hanno un figlio. Nicole vuole un’altra vita e chiede il divorzio, affidandosi ad un abile avvocato, Nora Fanshaw (Laura Dern), che farà di tutto per difendere i suoi diritti. Charlie deve quindi lottare a sua volta, per continuare a vivere nella sua città senza perdere la custodia condivisa del bambino. Improvvisamente i due amanti non si riconoscono più, sono travestiti da versioni mostruose e grottesche di loro stessi, e in questo spettacolo domestico Charlie rischia di avere la peggio e di diventare davvero l’uomo invisibile. Nel cast, ci sono anche Alan Alda, Ray Liotta, Mark O’Brien e Kyle Bonrheimer.

Nora Fanshaw e il monologo sulla percezione della maternità

Il ruolo dell’avvocato Nora Fanshaw è fondamentale nel periodo di crisi di Nicole. Donna tenace, aperta, moderna e disposta a fare l’impossibile pur di vincere la causa e tutelare la sua assistita come madre e come donna. E’ con lei che Nicole si aprirà per la prima volta, raccontandole tutta la sua insoddisfazione e i suoi dubbi mentre Baumbach le farà pronunciare uno splendido monologo sulla percezione della maternità e su come le donne sono considerate diversamente nella società che è già storico.

Laura Dern, musa di David Lynch e diva di grandi blockbuster

L’avventura di Laura Dern nel mondo del cinema parte nel 1973, con una piccola parte nel film McKlusky,metà uomo e metà odio, di Joseph Sargent. In seguito, diventa la musa del grande regista David Lynch che la vuole in Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990), Inland Empire – L'impero della mente (2006) e nella performance teatrale musicale Industrial Symphony No. 1: The Dream of the Brokenhearted (1989). Tra i grandi blockbuster a cui ha preso parte ci sono pellicole come Jurassic Park (1993), di Steven Spielberg; Il dottor T e le donne (2000), per la regia di Robert Altman; Jurassic Park III (2001), di Joe Johnston; Vi presento i nostri (2010), di Paul Weitz e Star Wars: Gli ultimi Jedi (2017), di Rian Johnson. Oltre a Storia di un matrimonio, la Dern ha preso parte anche a Piccole donne (2019), di Greta Gerwig, candidato a 6 Oscar, nei panni di Marmee March.

Tutti i premi vinti da Laura Dern prima dell’Oscar

La Dern è stata nominata agli Oscar anche nel 1992 come Migliore attrice per Rosa scompiglio e i suoi amanti, di Martha Coolidge e nel 2015 come Migliore attrice non protagonista per Wild, diretto da Jean-Marc Vallée. Nella sua carriera, l’attrice ha collezionato ben 5 Golden Globe: Migliore attrice in una mini-serie o film per la televisione per Afterburn, di Robert Markowitz; Miglior attrice non protagonista in una serie per Recount, di Jay Roach; Migliore attrice in una serie commedia o musicale per Enlightened; iglior attrice non protagonista in una serie per Big Little Lies – Piccole grandi bugie e Migliore attrice non protagonista per Storia di un matrimonio. Per il ruolo dell’avvocato Nora Fanshaw ha vinto anche un SAG Awards come Migliore attrice non protagonista.