Il caso Fausto Brizzi continua a far parlare. Dopo l'archiviazione delle accuse di molestie da parte della Procura di Roma, ecco spuntare alcuni sms che scagionerebbero il regista, inviatigli da una delle donne che hanno sporto denuncia contro di lui per violenza sessuale. Messaggi (riportati dal Messaggero) che hanno spinto il pm a non procedere contro Brizzi: "Che belle sensazioni che ho avuto", avrebbe scritto la presunta vittima. La notte della presunta violenza, avrebbe inoltre postato sul suo profilo Facebook un post con commenti positivi sui film del regista e qualche giorno dopo si sarebbero incontrati di nuovo nel medesimo appartamento, con successivi sms da parte della donna: "Appena posso ti richiamo", e "Ti devi inginocchiare perché non mi hai fatto una dedica".

Ora Fausto Brizzi chiederà i danni

Ecco perché Maria Monteleone, a capo del pool di magistrati che si occupano di reati sessuali, ha chiesto l'archiviazione per Brizzi, in quanto "il reato non sussiste". Altre due donne hanno presentato denunce contro il cineasta noto per "Notte prima degli esami", ma in questi due casi la procura ha deciso di archiviarle in quanto "improcedibili", ovvero depositate oltre i termini di legge (sei mesi). Ora, il legale di Brizzi  Antonio Marino paventa la possibilità di chiedere i danni, annunciando "tolleranza zero nei confronti di chi riproporrà insinuazioni o allusioni in ordine a presunte molestie sessuali da parte del regista", e insinuando l'idea che dietro le accuse ci sia un'"unica regia".

Il commento de Le Iene, da lì partì lo scandalo

Il caso Brizzi (qui l'intera ricostruzione) si originò, a breve distanza dal gigantesco scandalo hollywoodiano di Harvey Weinstein, grazie a un'inchiesta del programma televisivo "Le Iene". L'inviato Dino Giarrusso raccolse la testimonianza di diverse attrici (molte della quali rimaste anonime) che sostennero di essere state molestate dal regista nel corso di incontri o provini, svolti all'interno di un appartamento che Brizzi avrebbe usato come studio di lavoro. Dopo l'esplosione del caso mediatico, partirono le tre denunce sopracitate. A Repubblica, Giarrusso ha replicato di sentirsi "Come uno che ha avuto il merito di scoperchiare una realtà orribile avendo raccolto le confessioni di 15 ragazze che raccontano fatti veri, incontrovertibili e gravissimi. Sono fatti narrati da testimonianze dirette e mai smentiti. In Italia però vige una legge vergognosa per cui qualunque tipo di violenza sessuale su maggiorenne non può essere punita penalmente se non viene denunciata entro sei mesi".