La vicenda delle presunte molestie che vedono il regista Fausto Brizzi nello scomodo ruolo di accusato si avvia alla conclusione. È arrivata oggi la decisione della Procura di Roma di chiedere l’archiviazione del caso che ha visto imputato il noto professionista romano a partire da una serie di denunce raccolte da Le Iene, perlopiù rimaste anonime. Analizziamo in ordine cronologico i fatti che hanno condotto a questo epilogo che permetterebbe a Brizzi di smarcarsi da una vicenda che ha avuto un pesante impatto, non solo mediatico, sulla sua vita privata e sulla sua carriera.

20 ottobre 2017 – Scoppia il caso molestie sul set in Italia

Il caso molestie arriva in Italia nell’ottobre scorso, sull’onda dell’indignazione di quanto accaduto a Hollywood con il produttore Harvey Weinstein. A partire dalla seconda metà di ottobre, la trasmissione di Italia 1 Le Iene raccoglie e pubblica una serie di testimonianze rimaste anonime, a parte che per due casi, di donne che raccontano di essere state molestate da un noto “regista poco più che 40enne”. Le Iene non divulgano, almeno inizialmente, il nome dell’accusato, limitandosi a fornire qualche indicazione generica circa la sua identità.

11 novembre 2017 – La prima dichiarazione del regista

Dopo i primi servizi de Le Iene comincia a serpeggiare, soprattutto sui social, la possibilità che le accuse si riferiscano proprio a Brizzi. Il regista si vede quindi costretto a diramare la prima nota ufficiale in cui prende le distanze da quelle indiscrezioni: “Ho appreso con grande sconcerto dagli articoli apparsi sulle pagine di alcuni quotidiani dell’esistenza di ipotetiche segnalazioni di molestie fatte da persone di cui non viene precisata l’identità. Posso solo affermare, con serenità e sin da ora, che mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi. Per questo, escludo categoricamente di aver conferito mandato legale per trattare il risarcimento del danno in favore di presunte vittime. Procederò, pertanto, in ogni opportuna sede nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario. In via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni, ho sospeso tutte le mie attività lavorative ed imprenditoriali. Chiedo a tutti il massimo rispetto della privacy della mia famiglia e, in particolare, di mia moglie”.

12 novembre 2017 – Le Iene fanno il nome di Fausto Brizzi

Il 12 novembre 2017 va in onda il primo servizio de Le Iene in occasione del quale le donne intervistate, 10 in tutto, fanno il nome di Fausto Brizzi. La trasmissione di Italia 1 garantisce di avere verificato tali dichiarazioni e di aver proceduto a nascondere l’identità di molte delle donne coinvolte su esplicita richiesta delle interessate. Solo due donne accettano di denunciare a volto scoperto: Clarissa Marchese, Miss Italia 2014, e la modella Alessandra Giulia Bassi.

15 novembre 2017 – La lettera della moglie Claudia Zanella

Claudia Zanella, moglie di Fausto Brizzi, rompe il silenzio per la prima volta. La donna asserisce di essersi ritrovata impreparata ad affrontare il tribunale mediatico montato ai danni del marito: “Mi addolora molto ascoltare le accuse rivolte a Fausto perché non corrispondono in nessun modo alla persona che conosco, pur nutrendo il massimo rispetto per le donne che si sono sentite ferite. Gli sono vicina perché così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili. Sono barricata in casa e non posso nemmeno portare mia figlia al parco: anche questa può essere considerata violenza sulle donne”.

Febbraio 2018 – Depositate le prime denunce

Il 14 febbraio 2018 vengono depositate le prime denunce alla Procura di Roma. Si tratterebbe di tre casi, uno dei quali verificatosi negli ultimi 6 mesi. Il tempo favorisce Brizzi. Secondo quanto stabilito dalla legge italiana, 6 mesi rappresentano il termine massimo oltre il quale non è più possibile presentare denuncia. A febbraio, il regista non risulta ancora indagato.

18 Aprile 2018 – L’iscrizione nel registro degli indagati

È il 18 aprile 2018 che si verifica l’iscrizione nel registro degli indagati per Fausto Brizzi. Il regista viene accusato formalmente di molestie da tre donne. Già ad aprile emergono, però, le prime fragilità delle accuse ai suoi danni. Due delle tre denunce sono state depositate oltre il termine di 6 mesi previsto dalla legge, mentre la terza non risulterebbe possedere gli elementi sufficienti. Sembrava quindi fin da subito profilarsi all’orizzonte un’archiviazione del caso. Sempre ad aprile, il regista fu convocato dai pm cui avrebbe fornito chiarimenti sui casi in esame.

31 luglio 2018 – Chiesta l’archiviazione del caso

La richiesta di archiviazione è arrivata oggi 31 luglio 2018 su richiesta della Procura di Roma. Secondo quanto si apprende, gli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone avrebbero svolto approfondite indagini su tutte e tre le denunce arrivate ai danni del regista, risalenti al 2014, 2015 e 2017. In nessuno dei tre casi sarebbero stati riscontrati elementi di natura penale. Le tre donne che hanno accusato il regista avevano raccontato di essere state invitate nel suo loft per sostenere un provino e poi obbligate a subire atti sessuali.