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The Iron Lady, il sacrificio della propria vita per la politica

La strepitosa Mery Streep è la protagonista assoluta di questa pellicola diretta da Phyllida Lloyd, incentrata sulla vita dell’ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher. Il film è in corsa con due nomination ai prossimi Oscar, tra cui quella come miglior attrice protagonista (già vincitrice del Golden Globe 2012).
A cura di Ciro Brandi
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La strepitosa Meryl Streep  è la protagonista assoluta di questa pellicola diretta da Phyllida Lloyd, incentrata sulla vita dell’ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher. Il film è in corsa con due nomination ai prossimi Oscar, tra cui quella come miglior attrice protagonista (già vincitrice del Golden Globe 2012). E’ doveroso ricordare anche Alexandra Roach, che interpreta la Thatcher da giovane in maniera eccellente, il carismatico Jim Broadbent nei panni di Denis Thatcher e Anthony Head in quelli del membro del gabinetto Geoffrey Howe.

l film ripercorre la vita dell'ex-Primo Ministro, compresa l'infanzia, la sua carriera politica e i 17 giorni antecedenti alla Guerra delle Falkland (avvenuta nel 1982). Il tutto è visto attraverso gli occhi della donna che, ormai ottantenne, vive con nostalgia i momenti del suo passato, specie quelli trascorsi al fianco del marito Denis. Nonostante passato e presente si fondano nella sua testa in maniera inestricabile, Margaret non cede alle preoccupazioni della figlia e dei suoi collaboratori, consapevole del fatto che, nonostante l'importanza degli eventi trascorsi, anche la sua vita presente rimane degna di essere vissuta fino in fondo.

Scegliere Meryl Streep come protagonista è stata sicuramente la mossa giusta per spingere la pellicola verso traguardi forse inaspettati per la regista Phyllida Lloyd, anche se è stato comunque rischioso, data la nazionalità non americana dell’attrice. Solo lei poteva interpretare il ruolo di questa donna fortissima, una lady di ferro che non si è fermata neanche di fronte all’attentato messo in atto dall’IRA, mettendo da parte la propria vita affettiva (e di donna) per il suo paese.

Nota di merito ovviamente alla stupenda sceneggiatura di Abi Morgan, abilissima nel destreggiarsi tra dialoghi complessi e pieni di contenuti politici (vedi i dibattiti alla Camera Inglese). Ciò che ci fa un po’ storcere il naso è forse la troppa velocità con cui vengono affrontati temi di una verta importanza (La guerra delle Falkland, le sommosse ecc..) e i continui flashback che possono annoiare e confondere un po’ lo spettatore meno attento, ma sono solo dettagli.

Voto: 8

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