Data di uscita: 24 ottobre
Durata: 97 minuti
Nazione: Italia
Genere: Drammatico
Distribuzione: 01 Distribution
Regia: Gabriele Salvatores

Dopo “Il ragazzo invisibile – Seconda generazione”, Gabriele Salvatores torna al cinema con Tutto il mio folle amore, road movie all’italiana che ci regalerà sicuramente 97 minuti di grandi emozioni.  La pellicola è ispirata al romanzo “Se ti abbraccio non aver paura”, di Fulvio Ervas, che segue la storia vera di Andrea e Franco Antonello, padre e figlio autistico che decidono di intraprendere un viaggio in moto dagli USA al Sud America. I protagonisti di Salvatores, invece, sono Vincent (Giulio Pranno), un 16enne autistico cresciuto con la madre Elena (Valeria Golino) e col compagno Mario (Diego Abatantuono). Willy (Claudio Santamaria), suo padre, cantante di scarso successo, un giorno andrà a conoscerlo e lo porterà con sé in un lungo viaggio in moto fino alle strade deserte dei Balcani che li porterà ad avvicinarsi, conoscersi e a volersi bene in maniera istintiva. Prodotto da Indiana Production Company, con Rai Cinema, ed EDI Effetti Digitali Italiani, lo potremo vedere al cinema dal 24 ottobre 2019, distribuito da 01 Distribution.

Il regista Gabriele Salvatores, sul suo film, ha rivelato quanto segue:

Il viaggio, la musica, le strade senza nome dove emozioni e sentimenti trovano spazio per volare. Insomma, rock and roll! Di nuovo in strada, dove a volte ho bisogno di tornare. Come il Pifferaio Magico o un fool shakespeariano, un ragazzo di sedici anni si trascina dietro, per strade deserte, i tre adulti più importanti della sua vita. E li costringe a fare i conti con sé stessi e con l’amore che ognuno di loro è riuscito a conservare dentro di sé. Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile amare anche chi è diverso da noi, a patto di non aver paura di questa diversità.

La sceneggiatura è stata scritta da Umberto Contarello e Sara Mosetti mentre la fotografia è di Italo Petriccione. Il montaggio è stato curato da Massimo Fiocchi mentre scenografie e costumi sono opera di Rita Rabassini e Patrizia Chericoni. Le musiche sono state composte dal maestro Mauro Pagani.

La trama

Vincent è un 16enne immerso in un mondo tutto suo, difficile da penetrare anche da sua madre Elena e il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willy, che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e una sera trova il coraggio di andare a conoscerlo. Non sa ancora che quel gesto è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che non si erano mai detti.

Il cast

Claudio Santamaria (Willy) mancava dagli schermi dal 2018, anno in cui è uscito il film “Rimetti a noi i nostri debiti”, di Antonio Morabito mentre Valeria Golino (Elena), solo un mese fa, è stata nelle sale con l’originale “5 è il numero perfetto”, di Igort. Ma nel sensazionale cast ci sono anche Diego Abatantuono (Mario), Giulio Pranno (Vincent), Daniel Vivian (Dragan), Marusa Majer (Anja), Tania Garribba (Lorena) e Maria Gnecchi (Danja).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Gabriele Salvatores ha detto che ha scelto ancora una volta di girare un film a Trieste perché I Balcani erano necessari per questa pellicola, aveva bisogno di un confine reale e metaforico da far superare a padre e figlio. Il regista ritiene che Trieste sia molto simile alla sua Napoli, con cui ha in comune una malinconia e una visione fatalista della vita che gli sembravano molto adatte.

2. Il giovane Giulio Pranno ha avuto modo di conoscere nella vita reale i protagonisti del romanzo da cui è tratto il film, passando molto tempo con loro e ha raccontato che Andrea è una persona magnetica, frizzante, briosa, con una grande vitalità e coraggio.

3. Valeria Golino ha tenuto a precisare che non si tratta di un film sull’autismo, ma su un padre e un figlio che s’incontrano e si migliorano. Il film è molto simile al cult “Rain Man”, nel cui cast c’era anche lei, ma l’attrice ha detto che all’epoca non si parlava affatto dell’autismo e “Tutto il mio folle amore” è, quindi, molto più contemporaneo del film di Barry Levinson. Entrambi sono comunque prodotti gioiosi.