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Opinioni

“Unico”, non c’è altro modo per definire il cinema di Bud Spencer

Commedie con allegre risse, cartoni animati con attori in carne ed ossa, personaggi ricorrenti come nei fumetti, uno stile musicale e una personalità nei suoni e nelle interazioni che nessuno, nemmeno lo stesso Bud Spencer, è più riuscito a replicare.
A cura di Gabriele Niola
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bud tuta

Un corpo come Bud Spencer il cinema non lo conosceva né l’ha più conosciuto. Come del resto non ha più conosciuto film come quelli che faceva da solo o assieme a Terence Hill. Non veniva dalle scuole di recitazione Carlo Pedersoli e i suoi film non venivano dalla tradizione del grande schermo ma inizialmente mescolavano western e commedie, abbandonando poi i cavalli per mantenere le risse e aumentare le risate. La targhetta del genere dice “commedie”, in realtà erano film d’animazione con attori in carne ed ossa e non stupisce che il più noto e di successo sia …altrimenti ci arrabbiamo, il più colorato, stravagante e camp di tutta la filmografia. Nessuno ha più girato film come quelli, perché non si potevano replicare, il loro segreto non stava nella narrazione o nei personaggi ma negli attori: niente Bud e Terence, niente film. Semmai qualcun altro ne ha raccolto il testimone, al di fuori dell’Italia, qualcuno come Jackie Chan, che non ha mai nascosto di aver girato i suoi film da regista avendo in mente come queste stranezze italiane girate in America mescolassero umorismo semplice e “arti marziali” (virgolette d’obbligo).

I film di Bud Spencer, con o senza Terence Hill, erano girati in America e parlati in inglese (poi doppiati per ogni paese), avevano successo in diversi territori tra i quali l’Italia e la Germania facevano da capofila. Uno o due l’anno per dieci anni, dal 1972 fino al 1983, poi serie tv e telefilm, ma con meno originalità, declinando la novità che aveva portato in sala sul piccolo schermo con risultati più quieti. Perché la componente realmente strana e attraente era il movimento di questo gigante molto poco agile e le regole della grammatica audiovisiva del piccolo schermo non rendevano giustizia a questo volto burbero fisso in poche espressioni ben chiare, anch’esse provenienti dal mondo dei cartoni animati in cui ogni stato d’animo è comunicato a gran voce. Se dunque gli anni ‘70 sono stati un momento d’oro per il nostro cinema di genere, i film di Bud Spencer facevano “genere” a sé, erano e rimangono unici.

Il corpo di Bud Spencer non aveva regole

Spesso raffazzonati e molto dozzinali nella fattura, tagliati con l’accetta e ben poco raffinati, la loro forza non stava nella tecnica ma nei due corpi protagonisti, erano gigantesche scuse per mettere in moto le espressioni e le manate di Bud Spencer, l’impresa era filmarle adeguatamente, renderne la comica assurdità. I più riusciti sono quindi quelli che meglio lo inquadrano, che più restituiscono la sua figura. Perché i corpulenti del cinema non sono certo pochi ma nessuno era così “pesante” e poco agile, specie tra quelli impegnati in film in cui ci si muove molto. I John Belushi sono grossi e agili, i Jack Black sono grossi e armoniosi, i Philip Seymour Hoffman sono grossi e pensosi, Bud Spencer non rispondeva a nessuna regola, secondo il manuale del buon cinema non avrebbe dovuto stare sullo schermo. È solo una delle molte caratteristiche che rendono unica la sua produzione, uniche quelle commedie in cui tutto era risolto con risse da cartone animato, caratterizzate da effetti sonori e movimenti ricorrenti (i “colpi” di Bud Spencer sono pochi e ben chiari).

Le Botte di Natale e il modello ormai obsoleto

Sarebbe impossibile oggi proporre un film di nuovo così ingenuo e buonista. Gli stessi Bud Spencer e Terence Hill ci riprovarono nel 1994 con Botte di Natale ma fu un terribile fiasco, già allora non erano più anni per quel cinema, eppure la logica nostalgica e retromaniaca della televisione fa sì che sul piccolo schermo continuino ad avere molto senso. Hanno cioè ancora molto senso le logiche ripetitive all’interno delle quali si muoveva Bud Spencer. Le risse che utilizzano sempre le stesse movenze, gli intrecci che si muovono sempre sulle stesse direzioni e i suoi personaggi tutti uguali, burberi di poche parole ma dal buon cuore, la sua forza stava nel proporre infinite variazioni di un medesimo personaggio, come fossero diversi episodi di una serie tv, come se fossero diverse avventure di un fumetto che è nato e morto assieme al suo protagonista.

Un uomo che non veniva dal mondo del cinema aveva unito diverse tradizioni esterne a quelle del grande schermo, come i fumetti e le serie tv, per creare uno strano ibrido che prima non esisteva, un cinema nato per l’infanzia ma presto debordato e diventato per tutti, fondato sul piacere della ripetizione, sulla gioia del movimento e delle musiche (sempre molto sottovalutate e invece fondamentali per le sequenze di rissa), sugli effetti sonori che nessun altro aveva se non lui, sulla differenza con il magro, bello e atletico Terence Hill. Una figura realmente unica.

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