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14 Dicembre 2019
23:15

Via col vento, l’intramontabile kolossal con Vivien Leigh e Clark Gable, usciva 80 anni fa

Era il 15 dicembre 1939, quando ad Atlanta, in Georgia, si teneva l’affollatissima premiere di uno dei pilastri della storia del cinema mondiale. Diretto da Victor Fleming e basato sul romanzo omonimo scritto da Margaret Mitchell nel 1936, Via col vento è stato il risultato di un immenso sforzo creativo e produttivo senza precedenti, che ha conquistato pubblico e critica e ben 10 Oscar.
A cura di Ciro Brandi
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Il 15 dicembre 1939, ad Atlanta, in Georgia, si teneva l’affollatissima premiere di uno dei pilastri della storia del cinema mondiale, Via col vento (Gone With The Wind), diretto da Victor Fleming e basato sul romanzo omonimo scritto da Margaret Mitchell nel 1936. Fleming ci riporta al 1861, poco prima dello scoppio della Guerra civile americana. Nella piantagione di Tara, in Georgia, vive la bella a capricciosa Rossella O’Hara (Vivien Leigh) con la sua famiglia. La ragazza ama Ashley Wilkes (Leslie Howard), che però sta per sposare sua cugina Melania (Olivia de Havilland). Durante la festa di fidanzamento, Rossella gli dichiara il suo amore, ma viene rifiutata. Le sue parole, però, vengono ascoltate dal bello e ribelle playboy Rhett Butler (Clark Gable) e, nel frattempo, Carlo (Rand Brooks) propone a Rossella di sposarlo. La donna accetta ma Carlo morirà mentre prestava servizio nel Confederate States Army. Rossella va ad Atlanta, dagli Hamilton, per tirarsi un po' e incontra di nuovo Rhett e, qualche mese dopo, la città viene assediata dallo Union Army nella campagna di Atlanta. Rossella chiederà a Rhett di riportarla a Tara con Melania, il suo bimbo e Prissy (Butterfly McQueen), ma una volta lì la sua vita viene sconvolta da eventi nefasti che riguardano la sua famiglie e le piantagioni. La donna si rimbocca coraggiosamente le maniche, con la sua cameriera Mami (Hattie McDaniel) lavorando con tutte le sue forze per riportare la sua casa al vecchio splendore. Nonostante il suo immortale amore per Ashley, Rossella sposerà l’indomabile Rhett, vivendo con lui passione, tragedie e grandissimi dolori.

Via col vento, un classico senza tempo

Via col vento è davvero il kolossal dei kolossal. Se pensiamo che è stato girato nel 1939, poi, ci rendiamo ancora di più conto dell’immenso sforzo creativo e produttivo che c’è stato dietro, una macchina da guerra che ha conquistato pubblico e critica e che, ad oggi, può essere definito un classico immortale e senza tempo, che non conosce rivali. Tutto parte nel 1936, quando il produttore David O. Selznick acquistò i diritti del libro della Mitchell per 50mila dollari, accordandosi con la Metro Goldwyn Mayer per la successiva distribuzione del film. L’uomo iniziò a scrivere anche la sceneggiatura, affidando inizialmente la regia a George Cukor. In realtà, allo script lavorarono ben 8 sceneggiatori, ma alla fine quello accreditato rimane Sydney Howard. Anche la ricerca degli attori protagonisti non fu affatto semplice. Per il ruolo di Rhett, Selznick era indeciso tra Clark Gable e Gary Cooper, anche se quest’ultimo non credeva assolutamente nel progetto e riteneva fosse destinato a fare flop. A quel punto, Gable fu assoldato come protagonista maschile, mentre per la parte di Rossella O’Hara (nella versione originale il nome è Scarlett) furono provinate circa 1400 attrici, tra le quali spiccano i nomi di Katharine Hepburn, Paulette Goddard, Jean Arthur e Joan Crawford. Alla fine, rimasero solo la Goddard e Vivien Leigh, inglese, all’epoca 25enne, che ebbe la meglio, anche se ciò provocò aspre polemiche per il fatto che non fosse americana.

Uno sforzo produttivo senza precedenti

Le riprese del kolossal durarono circa 7 mesi, in cui furono costruiti 90 set e utilizzate più di 2400 comparse. Fondamentali furono i contributi del direttore della fotografia Ernest Haller; di Hal C. Kern al montaggio; degli effetti speciali di Jack Cosgrove; delle scenografie create da William Cameron Menzies e degli strepitosi costumi di Walter Plunkett, il tutto incorniciato dalle inconfondibili e storiche musiche di Max Steiner. Purtroppo, le incomprensioni tra Selznick e Cukor portarono alla sostituzione di quest’ultimo con Victor Fleming, all’epoca già impegnato nelle riprese di un altro cult assoluto, Il mago di Oz. Il regista accettò ma ebbe vari contrasti con il produttore e la regia venne affidata, solo per periodi brevi, anche a William Cameron Menzies e a Sam Wood.

I temi principali, dal razzismo all'assurdità della guerra

Il risultato di tutti questi sforzi, diatribe e corse contro il tempo è un’opera di dimensioni epiche, della durata di quasi 4 ore, assolutamente pioneristica per più ragioni. Fleming, sullo sfondo della Guerra di Secessione, riesce a parlare di razzismo, schiavismo, dell’assurdità dei conflitti e delle loro terribili conseguenze, facendo scorrere in parallelo due storie d’amore, dando spazio ovviamente a quella struggente e appassionante, tra Rhett e Rossella. La Leigh incarnava, poi, alla perfezione tutte le caratteristiche presenti anche nel libro, cioè quelle di un’eroina si capricciosa, antipatica e ambiziosa ma anche romantica, innamorata, tenace coraggiosa, sfrontata, lavoratrice instancabile, anche divertente nella sua follia. Un personaggio dalle mille sfaccettature mai visto prima di allora al cinema.

Gli incassi record e i 10 Oscar

Via col vento è anche uno dei film più premiati di sempre. L’Academy gli assegnò ben 10 Oscar: Miglior film, Miglior regia, Migliore attrice protagonista a Vivien Leigh, Migliore attrice non protagonista a Hattie Mc Daniel, Migliore sceneggiatura, Migliore fotografia, Migliore scenografia,  Miglior montaggio poi l’Oscar alla conquista tecnica a R.D. Musgrave e l’Oscar onorario alla carriera a William Cameron Menzies. Clark Gable fu nominato ma rimase a bocca asciutta, dato che la statuetta fu assegnata a Robert Donat per la sua performance nel film Addio, Mr. Chips! Per moltissimi anni, è stato anche il film col maggiore incasso della storia del cinema, dal momento che all’epoca ha racimolato circa 400.000.000 di dollari che, tenendo conto dell’inflazione, sarebbero 2.7 miliardi odierni. Solo nel 2010 è stato superato da Avatar, di James Cameron, a sua volta scalzato dal primo posto da Avengers: Endgame (2019) pochi mesi fa.

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