Il suo stile recitativo è inconfondibile. Voce calda e profonda, tono nervoso e veloce, sguardo fisso e magnetico e un talento che poche attrici italiane possono vantare. Laura Morante è una vera signora del cinema italiano e lo ha dimostrato nella sua lunga carriera, partita con Carmelo Bene e che l’ha portata, ad oggi, a girare circa 60 pellicole per il grande schermo e quattro tra film e serie tv. L’attrice è riuscita a portare a casa 1 David di Donatello, 2 Nastri d’Argento, 2 Globi d’Oro e 1 Ciak d’Oro ed è apprezzatissima anche all’estero.

L’esordio con Carmelo Bene e i film con i Bertolucci.

L’attrice è nata a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, dov’è cresciuta con sette fratelli. Il padre è Marcello Morante, giornalista romano, fratello della scrittrice Elsa Morante, mentre la mamma è Maria Bona Palazzeschi. La Morante ha il pallino della recitazione già negli anni ’70 e, infatti, nel 1978, intrepreta il ruolo di Ofelia in un “Amleto”, col grande Carmelo Bene. L’esordio sul grande schermo, invece, avviene nel 1980, con il film “Oggetti smarriti”, di Giuseppe Bertolucci, dove interpreta il ruolo della tossicodipendente Sara, mentre l’anno successivo è sul set di “La tragedia di un uomo ridicolo”, di Bernardo Bertolucci, con Ugo Tognazzi. Con il suo amico Nanni Moretti, gira, invece, “Sogni d’oro”(1981) e “Bianca”(1983), intervallati da “Colpire al cuore”, di Gianni Amelio.

Le produzioni internazionali.

L’attrice si trasferisce per un periodo in Francia, dove gira “L’air du crime”(1984) di Alain Klarer e “L’intruse”(1984), per la regia di Bruno Gantillon. Nello stesso anno, è anche sul set del film La doppia vita di Mattia Pascal”, del maestro Mario Monicelli. Altre produzioni internazionali saranno: “A Flor do Mar”(1985) di Joao Cesar Monteiro; “Un uomo sotto tiro”(1987) di Elie Chouraqui e “Pink Palace, Paradise Beach”(1987) di Milan Dor. Nel 1988, torna a lavorare con Gianni Amelio in “I ragazzi di via Panisperna” e, due anni dopo, è alla corte di Gabriele Salvatores per il film “Turné”, con Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio e Claudio Bisio. Dopo la commedia “Ferie d’agosto”(1996) di Paolo Virzì,  è nel cast di “Marianna Ucria”(1997) di Roberto Faenza e nel controverso “Lo sguardo dell’altro”(1998), diretto da Vicente Aranda.

Il David per “La stanza del figlio” e il Nastro D’argento per “L’amore è eterno finchè dura”.

Gli anni Duemila si aprono con la commedia “Liberate i pesci!”, di Cristina Comencini, con Francesco Paolantoni, Emilio Solfrizzi e  Michele Placido ma è con il drammatico “La stanza del figlio”(2001), di e con Nanni Moretti, che l’attrice riesce finalmente ad imporsi, grazie al commovente ruolo di Paola, mamma di un ragazzo morto durante un’immersione, che non riesce a darsi pace. Per la performance, sarà premiata con il David di Donatello. Successivamente, la vedremo in “Hotel”(2001), di Mike Figgis; “Vajont”(2001), di Renzo Martinelli; “Danza di sangue – Dancer Upstairs”(2002), per la regia di John Malkovich e “Un viaggio chiamato amore”(2002), di Michele Placido. Grazie al ruolo di Giulia Ristuccia, aspirante attrice e moglie tradita in “Ricordati di me”, di Gabriele Muccino, sarà candidata al David di Donatello come Migliore attrice protagonista, mentre la commedia “L’amore è eterno finchè dura”(2004), di Carlo Verdone, le regalerà il Nastro d’Argento come Migliora attrice protagonista. Nello stesso anno, presta la voce al personaggio di Elastigirl nel film d’animazione “Gli Incredibili”.

I due film da regista e gli ultimi lavori.

Nel 2005, torna in Francia per girare “L’impero dei lupi”, di Chris Nahon, mentre nel 2006 è sul set di “L’estate del mio primo bacio”, di Carlo Virzì e “Cuori”, di Alain Resnais. L’anno dopo, gira “Il nascondiglio”, di Pupi Avati e, successivamente, è diretta da Michele Placido ne “Il grande sogno”(2009). Altri film bellissimi di questo periodo sono “Il figlio più piccolo”(2010) sempre di Pupi Avati; “La bellezza del somaro”(2010) di Sergio Castellitto e “Appartamento ad Atene”(2011), di Ruggero Dipaola. Nel 2012, esordisce anche alla regia col film “Ciliegine”, di cui è anche la protagonista femminile mentre, nel 2013, l’abbiamo vista nei panni di Lady Montecchi in “Romeo and Juliet”, di Carlo Carlei. Negli ultimi anni, l’abbiamo vista in “Nessuno mi pettina bene come il vento”(2014) di Peter Del Monte; “Ogni maledetto Natale”(2014) e “Se Dio vuole”(2015), di Edoardo Falcone e nel film tv “Con il sole negli occhi”(2015), di Pupi Avati. Nel gennaio scorso, l’attrice ha portato nelle sale il suo secondo film da regista, il plurinominato “Assolo”, in cui recita anche nel ruolo della protagonista Flavia, donna di mezza età che, dopo due divorzi e due figli, si sente sola e poco realizzata. L’ultimo film che ha girato è stato “L’età d’oro”, di Emanuela Piovano, in cui la Morante interpreta il ruolo di Arabella, pasionaria del cinema.