Manca poco all'uscita del film Addio Fottuti Musi Verdi al cinema. Il 9 novembre 2017 i fan dei The Jackal, e non solo, potranno vedere AFMV sul grande schermo e applaudire il loro esordio nelle sale cinematografiche. Ma, a quanto pare, in molti non hanno la pazienza di aspettare. AFMV streaming ha iniziato a diventare virale ancor prima che il film fosse disponibile nelle sale e i famosi videomaker napoletani sono dovuti correre ai ripari. In effetti, la tendenza a vedere film online è sempre più diffusa, quattro adulti su dieci in Italia guardano illegalmente film, serie tv e programmi di intrattenimento, alimentando il fenomeno della pirateria 2.0.

I The Jackal hanno risposto denunciando il caricamento illecito del loro primo film, AFMV Addio Fottuti Musi Verdi, poche ore dopo la trionfale anteprima della Festa di Roma: "Siamo molto rammaricati nel comunicarvi che è stato caricato in rete un file contenente il nostro film. Ci stiamo già adoperando per farlo rimuovere. È incredibile quanto sia facile in un secondo rendere vano un lavoro lunghissimo che portiamo avanti da anni".

AFMV streaming fake contro la pirateria online.

Il video del quale si sono avvalsi per sottolineare la presunta irregolarità e scorrettezza del web conteneva, in realtà, un'ora e mezza di gag nei loro studios di Napoli, alternate alla lettura, volutamente lenta e gravosa, dell'elenco di persone che hanno partecipato alla realizzazione della pellicola. Un modo per sensibilizzare coloro che credono, vedendo AFMV in streaming, di agire nel pieno diritto di usufruire di un file, seppur non autorizzato, caricato in rete. "A un film ha lavorato tutta questa gente? Abbiamo fatto una bella cosa, perché è importante rendere onore alle persone che si sono impegnate per realizzarlo. Perché poi uno si scarica il film e non se ne rende conto" hanno chiosato i due protagonisti, Ciro Priello e Fabio Balsamo.

I dati della pirateria 2.0 e il profilo dei pirati.

La pirateria, secondo i risultati di una ricerca Ipsos del 2017 per conto della Fapav (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali), sta assumendo proporzioni sempre più significative: di oltre 1400 persone intervistate (di persona e online) da 15 anni in su, il 39% ha usufruito almeno una volta nel 2016 di un contenuto piratato; la percentuale sale fino al 51% per cento tra i giovanissimi, ovvero in quella fascia di età tra i 10-14enni (un ragazzo su 2).

Il furto online tende ad allargarsi e ha subito un netto incremento quello digitale, che registra un incremento del 78% rispetto al 2010. Relativamente ai contenuti, i film restano i più richiesti, occupando un 33% del totale, anche se con un lieve calo rispetto al passato (-4% dal 2010), mentre serie e programmi tv, compreso lo sport, sono in crescita, passando rispettivamente dal 13 al 22%, e dall’11 al 19% in confronto al 2010.

Quanto al profilo socio-demografico, l’indagine Ipsos ha evidenziato che il pirata italiano è in genere un uomo (55% dei casi), sotto i 45 anni, lavoratore (54%), che, più spesso della popolazione media italiana, ricopre posizioni direttive e autonome con un titolo di studio mediamente più elevato (62% diplomati).