Data di uscita: 21 novembre 2019
Durata: ND
Nazione: Israele
Genere: Drammatico
Distribuzione: Italian International Film
Regia: Mimmo Calopresti

Il calabrese Mimmo Calopresti, dopo i documentari La fabbrica fantasma (2016) e Immondezza – La bellezza salverà il mondo, sbarca nelle sale con Aspromonte – La Terra degli Ultimi. Il film, ispirato al libro Via dall'Aspromonte, di Pietro Criaco, ci riporta agli anni ’50, ad Africo, piccolo paesino abbandonato da tutti. Esasperati da questa situazione, gi abitanti vanno a protestare dal sindaco e ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe (Francesco Colella), decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Nel cast ci sono anche Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Marco Leonardi, Sergio Rubini, Fabrizio Gifuni ed Elisabetta Gregoraci. Rai Cinema e IIF – Lucisano Media Group hanno prodotto il film e la IIF lo distribuirà nelle nostre sale dal 21 novembre 2019.

Calopresti, riguardo la sua pellicola, ha dichiarato quanto segue:

Il film è il racconto del Sud, del suo orgoglio, della forza della sua identità che diventa prigione, della grandiosa bellezza della sua natura che si intreccia con la miseria delle condizioni di vita, del suo isolamento e del sogno disperato dei suoi abitanti di far parte di un mondo più grande. E’ il racconto dell’impossibilità di un riscatto collettivo, della condanna all’abbandono e all’emigrazione come unica possibilità di rinascita. Africo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto Sud assomiglia, nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo.

Il regista ha scritto la sceneggiatura con Monica Zapelli e ha affidato la fotografia a Stefano Falivene. Il montaggio è di Valerio Quintarelli invece per le musiche Calopresti ha scelto il grande Nicola Piovani.

La trama

Ad Africo, nel 1960, una donna muore di parto perché il medico non è riuscito ad arrivare a casa sua. Il paese è in delirio e si rivolge alle autorità. Mentre tutti sono alla Marina, arriva in paese la maestra Giulia accolta dal Poeta, l’unico che legge e scrive e apprezza l’isolamento e la bellezza di Africo. Nonostante la promessa scritta estorta al prefetto, gli africoti non stanno con le mani in mano. Decidono di costruirsela da soli la strada. I bambini – e tra questi Andrea di 9 anni, figlio di Peppe semplice manovale, ma persona molto ascoltata – partecipano alla costruzione e non vorrebbero stare in classe. L’entusiasmo si spegne presto: per motivi diversi, né Don Totò, il bandito locale, né il prefetto, accettano che gli africoti si costruiscano la loro strada. La tensione salirà alle stelle e lo scontro sarà inevitabile.

Il cast

Francesco Colella (Peppe), a fine 2018, è stato il co-protagonista di Due piccoli italiani, esordio alla regia di Paolo Sassanelli mentre Valeria Bruni Tedeschi (Giulia) è reduce dalla sua quarta prova da regista, I Villeggianti (2018), molto apprezzata dalla critica. Il successo di Marcello Fonte (Poeta) è inarrestabile. Dopo il pluripremiato Dogman, l’attore ha girato Pinocchio, di Matteo Garrone e Vivere per la regia di Francesca Archibugi. Gli altri attori del cast sono: Marco Leonardi (Cosimo), Sergio Rubini (Don Totò), Romina Mondello (Cicca), Francesco Siciliano (Sindaco), Elisabetta Gregoraci (Maria), Francesca Grillo (Andrea), Giulio Cuzzilla (Micu), Elisa Rosaci (Caterina), Salvatore Spirlì (Mommo), Carlo Marrapodi (Massaro Salvatore) e Carlo Gallo (Bruno).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Il personaggio della maestra Giulia (Valeria Bruni Tedeschi) è ispirato alla figura di Umberto Zanotti Bianco, patriota, filantropo, ambientalista e politico antifascista italiano, vissuto tra il 1889 e il 1963.

2. Africo esiste realmente ed è un comune di 2.980 abitanti della città di Reggio Calabria. Ha una composizione molto particolare, infatti è diviso praticamente in due parti: la prima è una piccola enclave nel comune di Bianco, la seconda invece si trova sulle pendici dell'Aspromonte. La pellicola, comunque, è stata girata per la maggior parte a Ferruzzano, un altro paesino abbandonato.

3. Marcello Fonte, in un’intervista, ha detto che il film gli ha fatto venir voglia di zappare la terra, di coltivare e seminare. L’attore ha, inoltre, affermato che gli ha ricordato molto lo stile di Ermanno Olmi.