stefania-sandrell, all'esordio come regista

Si è fatta attendere Stefania Sandrelli per il suo esordio alla regia, ma alla fine Christine Cristina è giunto nelle sale, per la precisione lo farà venerdì prossimo 7 maggio. Dopo la presentazione a ottobre al Festival Internazionale del Film di Roma, il film era rimasto nei cassetti, ma ora 01 Distribution ha deciso di distribuire la pellicola che racconta di Christine De Pizan, poetessa italo-francese che si scontra con l’ottuso mondo letterario del Medio-Evo.

“Un film piccolo, nel senso migliore del termine, fatto con pochi mezzi e riciclati, ma cercando di calibrare ogni scelta; alla fine mi ha soddisfatta completamente”, dichiara la solare e all’apparenza svagata neo-regista che ha scovato quasi per caso la biografia della poetessa per poi farne il cuore del suo primo film. Che parla di libertà e scelte, di forza e grazia femminili: “Il coraggio di Christine mi ha messo il desiderio di raccontare questa piccola grande donna. E' un film ogni giorno più attuale”.

Grandi temi, ma male espressi: perché se si può perdonare a Sandrelli l’eccesso di entusiasmo, l’ingenuità narrativa, la mancanza di polso nella messinscena, non è possibile fare concessioni sullo stile. Piatto, spento, televisivo, tutto di seconda mano dalla ricerca estetica a quella “teorica” sulla funzione dell’arte: ci prova Stefania nostra (che ricorda il defunto Furio Scarpelli, collaboratore alla sceneggiatura), ma le mancano i fondamentali alla regia, e – a fronte di un gustoso Alessandro Haber e di un superbo Herlitzka – il birignao di Amanda Sandrelli e la pomposità di Alessio Boni (esilarante invece in Tutti pazzi per amore 2) danno il colpo di grazia. Se il buongiorno si vede dal mattino, buonanotte Stefania.

Emanuele Rauco