Il talentuoso Francesco Carnesecchi, giovane regista noto anche col nome d’arte di Frank Jerky, dopo il Master in Regia Cinematografica alla New York Film Academy, ha diretto vari videoclip musicali e corti, fino ad arrivare a “La Partita”, suo primo lungometraggio che vanta la presenza nel cast di Francesco Pannofino e altri bravissimi attori.

La pellicola è stata presentata, in anteprima, pochi giorni fa al RIFFRome Independent Film Festival ed è ambientata nella periferia romana. Qui si svolge una partita di calcio che deciderà il destino del campionato, ma il gioco diventa una sorta di metafora della vita stessa perché, in quei 90 minuti, tutti i protagonisti, dal Presidente (Alberto Di Stasio) all’allenatore (Pannofino), fino al capitano della squadra (Gabriele Fiore), cercheranno di dare una svolta alla loro esistenza.

Carnesecchi ha scritto anche la sceneggiatura del film che, in realtà, è nato come cortometraggio (con lo stesso titolo), nel 2015, ed è stato premiato in alcuni delle più prestigiose kermesse cinematografiche in giro per il mondo. L’intenzione è, comunque, sempre stata quella di fare un film sul calcio che non parla di calcio, ma di quelle scelte che ci cambiano la vita, in maniera giusta o sbagliata che sia. Proprio il regista, a tal proposito, ha detto:

“La Partita” è un film che ci porta dritti nel cuore di Roma e dell’Italia di oggi, inquadrandone debolezze e contraddizioni. La passione totalizzante per il calcio è l’angolo attraverso cui vengono messi in prospettiva tutti i personaggi. La lezione è che non è mai solo un gioco, anche quando si gioca, e che bisogna tendere l’orecchio e il cuore a quei momenti in cui tutto converge e il tempo si cristallizza perché tutto è troppo intenso.

Il direttore della fotografia è Stefano Ferrari mentre il montaggio, incalzante come quello dei film d’azione americani, è stato curato da Giovanni Pompetti. Le musiche sono state composta dalla coppia formata da Alessio Lottero e Vanni Fiorelli. La produzione è di Andrette Lo Conte per Freak Factory, con Wrong Way Pictures e sarà distribuito prossimamente nelle nostre sale.

La trama

Su un campo da calcio della periferia romana non si decide solo il destino del campionato, ma la vita di coloro che hanno deciso di dare una svolta alla propria esistenza. C’è Italo, il Presidente dello “Sporting”, che si è giocato tutto quello che ha sul risultato; c’è Mister Bulla che non ha mai vinto nulla ma va avanti per l’onore e infine Antonio, il capitano della squadra, che insegue imperterrito il sogno di diventare un grande calciatore. Mentre fuori dal campo il mondo continua a vivere, a morire e ad essere pieno di contraddizioni, durante la partita il tempo si ferma perché quello è il momento più importante di sempre.

Il cast

Francesco Pannofino (L’allenatore Claudio Bulla), da poco 60enne, ha girato nella sua carriera ben 29 pellicole per il cinema e ha prestato la sua splendida voce a circa 80 star di Hollywood, tra cui spiccano i nomi di George Clooney e Denzel Washington. Alberto Di Stasio (Il Presidente Italo) ha recitato proprio con Pannofino nella serie “Boris” e in “Boris – Il film”, tratto dalla stessa. Nel corso del 2018, l’abbiamo visto anche nella commedia “Il tuttofare”, di Valerio Attanasio. Gabriele Fiore (Antonio) ha interpretato il ruolo di Aldo nel film di Micol Palluca, “Grotto”(2015) ed era nel cast della serie tv “Luisa Spagnoli”(2016). A completare il cast ci sono Giorgio Colangeli (Umberto), Lidia Vitale (la moglie di Bulla), e Stefano Ambrogi (Cristian).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Francesco Pannofino ha già girato un film sul mondo del calcio. Si tratta de “L’arbitro”, uscito nel 2013 e diretto da Paolo Zucca. Nella pellicola, l’attore ha il ruolo dell’arbitro corrotto Mureno e divide la scena con Stefano Accorsi, nei panni dell’arbitro Cruciani.

2. Tra i tanti premi vinto dal corto “La Partita” ci sono il Premio Fellini e quello al Miglior attore a Pannofino all’Amarcort Film Festival.

3. In un’intervista rilasciata nel corso della manifestazione Cortinametraggio, del 2016, il regista ha dichiarato che il corto di 15 minuti se lo è autoprodotto grazie al successo dei suoi precedenti lavori.