Qual è il segreto per dimostrare 30 anni pur avendone 50 all’anagrafe? Bisognerebbe chiedere a Keanu Reeves, che oggi 2 settembre, compie mezzo secolo, ma il tempo per lui sembra essersi veramente fermato. L’attore, divo di film eccezionali come “Point Break”, “Dracula di Bram Stoker”, “Belli e dannati”, “Piccolo Buddha”, “Speed”, “Matrix” e “L’avvocato del diavolo”, negli ultimi 10 anni non è riuscito più a mettere a segno un successo, dopo aver girato una sessantina di film, anche perchè Hollywood è come se gli avesse girato le spalle, non offrendogli più ruoli allettanti. L'anno scorso si è presentato al Festival di Cannes decisamente trasandato, ma tantissime riviste lo hanno, da sempre, inserito nelle top ten degli uomini più belli e sexy del pianeta. Le donne impazziscono per lui sin dal suo esordio cinematografico, avvenuto nel 1985, ma la sua stella è stata, ingiustamente, appannata e i film in uscita, purtroppo, non si prospettano come potenziali blockbuster in grado di farla splendere di nuovo. Ma andiamo con ordine. Reeves nasce a Beirut, in Libano, da un geologo per metà hawaiano e metà cinese, e da madre inglese, di professione showgirl e costumista. Il significato hawaiiano del suo nome è “leggera brezza sui monti” e, all’inizio della sua carriera, il suo agente decise di cambiarlo in K.C. Reeves, per renderlo meno esotico.

Gli esordi

A seguito della separazione dei genitori (il padre era dipendente da droghe), Keanu si trasferisce con la mamma in Australia e poi a Toronto, in Canada. Reeves ha una sorella, Kim, da tempo malata di leucemia e residente a Capri, e due sorellastre, Karina e Emma Rose. Qui frequenta la Jesse Ketchum Public School, poi la High School al De La Salle College ed, infine, la Toronto School per attori, spinto dal nuovo compagno della madre e suo padrino, il regista Paul Aaron. Per mantenersi, lavorò come affilatore di pattini da ghiaccio, boscaiolo e per un anno fu anche gestore di un negozio di pasta. Il primo piccolo ruolo lo ottiene in “One Step Away”, di Robert Fortier, nel 1985, ma il vero primo ruolo importante lo ottiene in "Spalle larghe" (1986), film sul mondo dell’hockey con Rob Lowe, Cynthia Gibb e Patrick Swayze. Poi partecipa al crepuscolare "I ragazzi del fiume", con Dennis Hopper. La critica si accorge di lui grazie a "Le relazioni pericolose" (1988), con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer, diretto da Stephen Frears.

 

Il boom degli anni ’90

Il boom mediatico per Keanu Reeves si verifica appieno negli anni ’90. Nel 1991 è uno dei protagonisti di “Point Break – Punto di rottura”, con Patrick Swayze, diretto da Kathryn Bigelow, e sempre nello stesso anno, gira anche "Belli e dannati" (1991), al fianco dello sfortunato amico River Phoenix, dove interpreta il ruolo di un gigolò. E' poi la volta di "Dracula di Bram Stoker" (1992), per la regia di Francis Ford Coppola e della trasposizione cinematografica della commedia di William Shakespeare "Molto rumore per nulla" (1993), di Kenneth Branagh. Nel 1993, Bernardo Bertolucci lo sceglie per il film "Piccolo Buddha" nel quale Keanu è uno straordinario Siddhartha. Si passa all’drenalina e all’azione pura con "Speed" (1994) e alla fantascienza con "Johnny Mnemonic" (1995), senza dimenticare la parentesi sentimentale de “Il profumo del mosto selvatico”, di Alfonso Arau.

 

Il successo de “L’avvocato del diavolo” e “Matrix”

Nel 1997 gira il cult “L’avvocato del diavolo”, di Taylor Hackford, al fianco di Al Pacino e Charlize Theron. Il film, costato 57 milioni di dollari, ne ha incassati quasi 153 in tutto il mondo. Nel 1999 inizia la trilogia di “Matrix”, dei fratelli Wachowski, che terminerà nel 2003. Il ruolo di Neo lo porta direttamente sull’olimpo di Hollywood, regalandogli soldi e fama mondiale. La trilogia gli ha fruttato 20 milioni di dollari a film più il 15% delle entrate mondiali, per un totale di 185 milioni di dollari. I film sono stati dei blockbuster esorbitanti, anche se hanno ricevuto parecchie critiche negative da parte della cinematografia e del pubblico, a causa delle loro trame questa volta davvero troppo visionarie e irreali.

 

Il declino degli anni Duemila

Gli anni Duemila non sono fortunatissimi per Reeves, se tralasciamo gli ultimi due capitoli di “Matrix”. Dopo le accoglienze tiepide riservate ai thriller “The Watcher” e “The Gift – il dono”, l’attore tenta di nuovo di risalire la china coi fantascientifici “Constantine” (2005) e “Ultimatum alla terra” (2008). Quest’ultimo ha ricevuto, durante l'edizione dei Razzie Awards 2008, una nomination come peggior prequel, remake, rip-off o sequel.

 

La morte della fidanzata e della figlia

Da tempo circolano voci incontrollate su una sua presunta omosessualità, ma di provato e confermato, si sa poco o nulla. Tuttavia, oltre a questi rumors, si aggiunge anche una doppia tragedia subita in età adulta. Nel 1999, infatti Jennifer Syme, attrice 26enne, rimase incinta di Reeves. La bimba nacque, però, morta pochi giorni prima della data del parto, un lutto che in breve tempo portò anche alla definitiva rottura tra i due. Due anni più tardi, nel 2001, l’attrice morì in un drammatico incidente automobilistico, mentre tornava da un party dato da Marilyn Manson.

 

Gli ultimi film e l’attesa della rinascita

Nel 2013, Reeves decide di fare il suo esordio alla regia con il film d’azione “Man of Tai Chi”, la cui storia segue le vicende di un giovane esperto di arti marziali alle prese con decisioni difficili e un percorso da intraprendere pieno di ostacoli. Reeves si ritaglia anche uno dei ruoli principali, ma il film passa quasi inosservato. Non va meglio per la sua ultima pellicola, “47 Ronin”, uscita in Italia il 13 marzi scorso, dopo vari rinvii, il film ha raccolto pochi consensi e non ha fatto impazzire il pubblico, che non l’ha premiato. Il prossimo 24 ottobre Reeves sarà nelle sale USA col thriller “John Wick”, diretto da David Leitch e Chad Stahelski, mentre nel 2015 uscirà il thriller drammatico “The Whole Truth”, nel quale reciterà accanto a Renée Zellweger, nell’attesa che Hollywood lo faccia tornare ai fasti di un tempo.