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Caso abusi e molestie Harvey Weinstein

Il regista James Toback come Weinstein: 38 donne lo accusano di molestie, lui nega

Dopo il caso di Harvey Weinstein, un altro personaggio di Hollywood è al centro di uno scandalo sessuale: è il regista e sceneggiatore James Toback, che però smentisce tutto.
A cura di Valeria Morini
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Non c'è pace per Hollywood, sconvolta da un nuovo scandalo sessuale dopo quello che ha visto al centro il produttore Harvey Weinstein: l'inchiesta parte stavolta dal Los Angeles Times, che accusa attraverso la testimonianza di 38 donne il regista e sceneggiatore James Toback di molestie. 73 anni, l'autore nominato agli Oscar per lo script di "Bugsy", avrebbe adescato ventenni con la promessa di farle entrare nel mondo del cinema sottoponendole in cambio ad audizioni umilianti e abusi: nel corso dei casting, dicono le accusatrici, lui le avrebbe posto domande molto intime ("Quante volte ti masturbi? Quanti peli pubici hai?") per poi arrivare a praticare atti di autoerotismo di fronte a loro. L'impressione, ora, è che la stampa americana si concentrerà non poco sul tema delle molestie nel mondo del cinema e che i nuovi Weinstein potrebbero essere molti.

Le donne che accusano Toback

Le presunte vittime sono aspiranti star che Toback avrebbe avvicinato per strada, al parco o in un negozio, per poi attirarle ai degradanti incontri con l'illusione di un ruolo al cinema. Nessuna di loro ha mai sporto denuncia alla polizia. L'attrice Adrienne LaValley (nel cast di "Quantico") ha raccontato al L.A. Times di un incontro in hotel nel 2008 in cui il regista avrebbe iniziato a strofinare il suo cavallo contro la gamba di lei: "Mi sono sentita come una prostituta, è stato un affronto per me, i miei genitori, i miei amici. Non sono riuscita a dirlo a nessuno".

"Mi ha detto che voleva solo masturbarsi mentre lo guardavo negli occhi", ha raccontato Louise Post, oggi chitarrista e cantante della band Veruca Salt, che lo avrebbe incontrato nel 1987: "Andare nel suo appartamento è stata la mia più grande vergogna negli ultimi 30 anni, come ho potuto essere così ingenua". Anche l'aspirante attrice Starr Rinaldi sarebbe stata una vittima di Toback, avvicinata da lui a Central Park 15 anni fa: "E la cosa orribile è che, qualsiasi strada si scelga, dormire con lui o andarsene, ci si sente a pezzi, violate". Sari Kamin ha raccontato di essere stata costretta a spogliarsi in una camera d'albergo e di essere fuggita dopo che lui aveva appoggiato il suo inguine contro di lei.

La difesa del regista

A differenza di Weinstein, che ha scelto di andare in rehab ammettendo in sostanza di essere un molestatore, Toback ha respinto tutte le accuse, sostenendo di non aver mai incontrato queste donne o, se è successo, di averle viste per "non più di cinque minuti" e di non ricordare nulla. Secondo lo sceneggiatore e regista, inoltre, negli ultimi 22 anni gli sarebbe stato "biologicamente impossibile" compiere gli atti descritti, a causa dei problemi di salute (diabete e disturbi cardiaci) che lo costringono a prendere farmaci.

Chi è James Toback

Ex giornalista e insegnante, Toback ha esordito nel 1974 con la sceneggiatura di "40.000 dollari per non morire" del grande regista inglese Karel Reisz, in cui ha riversato la sua esperienza giocatore compulsivo in un alter ego interpretato da James Caan. Come regista ha debuttato quattro anni dopo con "Rapsodia per un killer" con Harvey Keitel, rifatto nel 2005 in Francia con "Tutti i battiti del mio cuore". Toback ha inoltre diretto la nostra Ornella Muti in "Per amore e per denaro", ha lanciato la carriera di Robert Downey Jr. e ha realizzato il doc "Tyson" sul noto pugile.

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