Un'accusa di molestie sessuali diventa un'onta, un marchio dal quale è difficile liberarsi anche se un giorno si dovesse mai dimostrare l'innocenza della persona a cui sono state rivolte queste accuse. Quando, poi, le accuse sono rivolte a due volti assai noti del mondo dello spettacolo, la risonanza mediatica diventa schiacciante. È quello che è accaduto al produttore Harvey Wenstein, dal cui scandalo e caso giudiziario è nato il movimento #MeToo, attraverso il quale numerose attrici, volti più e meno noti, hanno avuto modo di denunciare i presunti abusi subiti.

Anche l'attore Kevin Spacey è in attesa di un processo, perché accusato di aver abusato di più ragazzi. Entrambi sono stati isolati dalla comunità cinematografica in seguito alle numerose denunce  sporte nel corso di questi anni. Sul loro conto, ha speso delle parole piuttosto significative una delle attrici più conosciute nel panorama hollywoodiano, ovvero Judi Dench.

Le dichiarazioni di Judi Dench

Volto iconico di numerosissimi film, Judi Dench ha espresso le sue perplessità sul comportamento adottato nei confronti di Weinstein e Spacey. In un'intervista a Radio Times, l'attrice 86enne ha dichiarato che uno dei suoi timori riguarda proprio la possibilità che tutto il lavoro fatto dai suoi amici e colleghi possa essere dimenticato in seguito alle accuse che gli sono state rivolte. Non giustifica la loro riprovevole condotta, ma il suo è un discorso ben più ampio e affatto scontato, che prende ad esempio il caso di Kevin Spacey, al quale è stata negata la partecipazione al film di Ridley Scott del 2017, "All the money in the world":

Che tipo di sofferenza è mai questa? Vogliamo davvero negare i suoi dieci anni all'Old Vic, come direttore artistico, tutto il lavoro che ha fatto? Quanto è stato meraviglioso in tutti i film che ha interpretato? E di Harvey…non stiamo andando a vedere tutti i film che sono stati prodotti da lui? Non puoi negare a qualcuno di avere un talento. Dovremmo smettere di guardare un dipinto di Caravaggio. Dovremmo cancellare Noel Conrad.

Gli esempi portati dall'attrice sono piuttosto calzanti, dal momento che è storicamente attestato che Caravaggio si fosse macchiato del reato di omicidio e Noël Conrad è stato invece accusato di comportamento predatorio. Queste dichiarazioni sono il frutto di anni di collaborazione e conoscenza, l'attrice non nega di dover gran parte del suo successo a Weinstein, come non dimentica il sostegno dimostratole da Kevin Spacey, quando nel 2001 è morto suo marito Michael Williams. Questi trascorsi non sono sintomo di un giudizio fuorviante da parte dell'attrice, il suo è un pensiero lineare che unisce due emisferi diversi, quello della moralità e quello dell'arte, del talento che ovviamente non può offuscare un atteggiamento condannabile.