Era comprensibile che lo scandalo che ha travolto Harvey Weinstein ricadesse direttamente anche sulla sua "The Weinstein Company", la società di produzione cinematografica che, dopo gli scoop e l'ondata di indignazione, si è vista costretta a cercare potenziali acquirenti.

Trattative in corso per la vendita.

Si legge dalle agenzie di stampa statunitensi che potrebbe essere la "Colony Capital", società di investimento di Tom Barrack, a subentrare con un'iniezione di capitali. È la stessa azienda a comunicarlo e potrebbe essere questa l'unica soluzione che potrebbe risollevare le sorti della Weinstein Company, che in questo momento appaiono segnate. Sono infatti tantissimi i progetti cancellati, dopo lo scandalo per le molestie di Weinstein nei confronti delle attrici.

Attori e manager lasciano i progetti.

Dopo quello che è successo, manager e attori stanno uscendo in massa dai progetti di Weinstein mentre Amazon e Apple, che avevano ordinato serie televisive prodotte dalla compagnia, hanno subito risolto ogni tipo di vincolo contrattuale. Non sembra voler abbandonare la nave che affonda Quentin Tarantino, che con Weinstein ha fatto una fortuna. Fu lui a produrre "Le Iene" nel 1992 e poi tutti i film successivi. Quentin Tarantino si è detto ancora scosso dopo una settimana ed ha lasciato un comunicato attraverso il profilo twitter dell'attrice Amber Tamblyn

Nell’ultima settimana sono rimasto shockato e col cuore spezzato per via delle rivelazioni venute a galla riguardo Harvey Weinstein, mio amico da 25 anni. Ho bisogno di un altro paio di giorni per elaborare il mio dolore, le mie emozioni, la mia rabbia e i miei ricordi, e poi ne parlerò pubblicamente.

Il caso Asia Argento.

In Italia, intanto, continuano a tenere banco le rivelazioni di Asia Argento che, dopo aver rilasciato una lunga intervista a "La Stampa" raccontando quei giorni di terrore sotto la morsa di "un orco", con un tweet ha rivelato di aver ricevuto molestie anche da un attore-regista italiano, quando aveva solo 16 anni.