Quando parla Meryl Streep, si sa, lo fa sempre in modo preciso, deciso, convinto, e fa sempre rumore. Non solo per la sua incredibile fama, ma anche perché l'attrice non ha mai nascosto il suo punto di vista, si è sempre esposta, a rischio di prendere posizioni scomode e mettersi contro personaggi potenti, pur di esprimere le proprie idee.

L'intervista di Meryl Streep al New York Times

In questo caso, notizia delle ultime ore è la sua dichiarazione rispetto a un precedente sul set con Dustin Hoffman, uno dei nomi coinvolti nel recente flusso di notizie inerenti abusi nel mondo del cinema hollywoodiano. In una intervista rilasciata al New York Times (era insieme a Tom Hanks, per la presentazione dell'ultimo film di Steven Spielberh "The Post"), l'attrice premio Oscar ha ammesso che sul set, anni fa, Hoffman le diede uno schiaffo: ‘È accaduto mentre giravamo "Kramer contro Kramer"‘. L'attrice aggiunge tuttavia un elemento, che ci porta su un piano più profondo della questione e che mitiga quella che potrebbe sembrare un'accusa bella e buona a Hoffman:

È complicato perché quando sei un attore, sei sulla scena, devi sentirti libero. Sono sicura che, inavvertitamente, anche io abbia colpito fisicamente qualcuno in scena. C'è una certa indulgenza rispetto a questa cosa. Ma era il mio primo film, ed era il mio primo ciak del mio primo film, e lui semplicemente mi diede uno schiaffo. Cosa che si può vedere nel film. Si spinse troppo in là. Ma credo che questo genere di cose sia sistemato, che lo stiamo risolvendo. Penso che verrà sistemato, perché le persone non sono più disposte ad accettarlo. Quindi è una cosa buona.

Quello che la Streep descrive è quindi un contesto culturale, uno stato delle cose che ha condizionato per anni una sostanziale tolleranza verso alcuni tipi di comportamenti e che da qualche tempo a questa parte si sta cercando di risolvere. Meryl Streep non sembra accusare esplicitamente Dustin Hoffman, le sue parole appaiono come il tentativo di spiegare che il mondo dello spettacolo sia stato governato da logiche particolari, malsane, che hanno creato una realtà deformata in cui passava come normalità ciò che normalità non doveva essere. Una realtà che ora sta cambiando anche grazie all'attenzione pubblica su alcuni temi importanti come la violenza e gli abusi. Nel caso specifico, peraltro, sono diverse le scene di "Kramer contro Kramer" nelle quali è altissima la tensione tra i due protagonisti, impegnati a interpretare una coppia alle prese con i pesanti effetti di un divorzio.

 Meryl Streep e il movimento #metoo

Nella stessa intervista la Streep è stata interpellata sulla vicenda del movimento #metoo, la campagna contro la violenza e le molestie sulle donne conseguenza del ciclone generato dallo scandalo Weinstein. In tanti si erano chiesti per quale motivo l'attrice non si fosse espressa sull'argomento e non avesse preso una posizione netta contro il potentissimo produttore. Ecco la sua risposta: "Non sapevo che abusasse delle persone. A me non ha mai chiesto di andare nella sua stanza d'albergo. Non so come facesse a condurre la sua vita senza che le persone a lui vicine sapessero”.

Le accuse di molestie a Dustin Hoffman

Una affermazione che è ben diversa dalla sintesi che sta passando in queste ore di un attacco diretto a Dustin Hoffman. Attacco che renderebbe precaria la posizione dell'attore, il quale nelle ultime settimane ha ricevuto diverse accuse, tra cui quella grave di Anna Graham Hunter, che sul sito The Hollywood Reporter ha raccontato di essere stata molestata sessualmente da lui quando avevo 17 anni. La replica dell'attore: "Ho il massimo rispetto delle donne e mi dispiace terribilmente che qualsiasi cosa io possa aver fatto possa averla messa in una situazione spiacevole. Mi dispiace. Non riflette ciò che sono".