La battaglia più difficile di questa 90esima edizione degli Academy Awards era proprio quella del Miglior film straniero. A spuntarla, alla fine, è stato “Una donna fantastica”, emozionante film diretto dal cileno Sebastián Lelio, che ha stracciato la concorrenza degli altri favoriti “The Square” e “L’Insulto”.

La storia della transgender Marina

Lelio racconta la storia di è la storia di Marina (Daniela Vega), una donna giovane e attraente, legata sentimentalmente ad un uomo di vent’anni più grande. La sua fragile felicità si interrompe la sera in cui Orlando, il suo grande amore, muore all’improvviso. È in quel momento che la sua natura transgender la metterà di fronte ai pregiudizi della società in cui vive. Marina è però una donna forte e coraggiosa e si batterà contro tutto e tutti per difendere la propria identità e i propri sentimenti.

L’annientamento dell’identità e dei diritti civili

Lelio ha colto nel segno e ha centrato il suo obiettivo alla grande. Con “Una donna fantastica”, il regista ha costruito un film esteticamente splendido ma anche dal forte vigore narrativo, diviso tra tensione e sentimento. Lo spettatore vede Marina come un essere umano che, oltre ad elaborare un terribile lutto, deve anche affrontare la denigrazione della sua identità e l’annientamento dei suoi diritti civili. La sua vita sembra procedere sempre controvento, tra mille difficoltà e umiliazioni, dovute soprattutto al dualismo sessuale che resta sempre sullo sfondo, trattato con estrema realtà e concretezza.

I premi conquistati prima dell’Oscar

Prima dell’Oscar, la pellicola aveva già vinto l’Orso d’Argento per la Migliore sceneggiatura al Festival di Berlino e il Teddy Award al Miglior film; l’Independent Spirit Awards al Miglior film straniero e il Premio Goya al Miglior film straniero in lingua spagnola. Fu candidato anche ai Golden Globe, ma il riconoscimento è andato a “Oltre la notte”, di Fatih Akin, con Diane Kruger, clamorosamente escluso dalla cinquina degli Oscar.