La rassegna cinematografica più attesa della primavera è appena iniziata. La Croisette di Cannes pullula di star che da oggi, 14 Maggio fino al 25, si avvicenderanno per presentare i film di cui sono protagonisti. La kermesse, arrivata alla sua 72esima edizione, si articola di varie sezioni che oltre ai film in concorso vedono alcune proiezioni speciali, di quei film che non concorrono all'ambita Palma d'oro, raccolti nelle sezioni Certain RegardQuinzaine des Réalisateurs, una sezione dedicata alla documentaristica e un'altra dedicata ad opere ritenute originali per contenuti o per estetica, che possano essere un rinnovamento dell'espressione cinematografica, oltre che una sezione di film restaurati. Quest'anno l'Italia sarà presente in varie sezioni del Festival, con significativi esponenti della regia e della critica.

Il film di Bellocchio unico in concorso

L'unico film italiano in concorso è "Il Traditore" di Marco Bellocchio. Il regista de "La Condanna", che mancava dagli schermi dal 2016 anno del suo ultimo film, Fai bei sogni, torna alla regia di una pellicola quanto mai delicata e complessa per gli argomenti trattati. "Il Traditore" è costruito attorno alla figura di Tommaso Buscetta, il pentito boss di mafia, che sarà interpretato da Pierfrancesco Favino. La storia di Buscetta viene ripercorsa nella sua totalità: dall'arresto in Brasile, con la conseguente estradizione in Italia del boss, l'amicizia con Falcone e il Maxiprocesso di mafia. Il film verrà presentato nel giorno della ricorrenza della strage di Capaci, il 23 Maggio. Bellocchio nel cast ha voluto anche Maria Fernanda Candido che interpreta la moglie di Tommaso Buscetta, Fabrizio Ferracane nelle vesti di Pippo Calò, Fausto Russo Alesi che interpreta Giovanni Falcone ed infine Luigi Locascio nei panni di Totuccio Contorno. Il film concorre per la Palma d'oro

Gli orsi con le voci di Servillo, Albanese e Camilleri

Nella sezione un Certain Regard compare un titolo interessante e piuttosto curioso, quello del fumettista Lorenzo Mattotti, che cura la pellicola d'animazione "La famosa invasione degli orsi in Sicilia". Questo è il primo lungometraggio curato dall'illustratore de Il rumore della brina, che nella sua veste registica riprende l'omonimo racconto di Dino Buzzati. La produzione del film di animazione è italo-francese, con il contributo di Rai Cinema. Il racconto è incentrato sulla discesa di un branco di orsi dai monti siciliani, intenzionati ad invadere le terre degli esseri umani, con la speranza di ritrovare il figlio del loro re, rapito dai cacciatori. Il branco incontrerà diverse insidie, ma potrà contare sull'aiuto di un mago. L'incontro tra natura e uomo è mediato da una figura magica, una figura che possa fungere da immaginario ponte tra due mondi così vicini e pur così intimoriti l'uno dalla presenza dell'altro. Daranno voce alla pellicola Toni Servillo, Antonio Albanese e Andrea Camilleri che caratterizzeranno i personaggi di questo film animato.

Wertmuller e Giannini di nuovo insieme

La rassegna cinematografica offre una grande opportunità a registi e critici cinematografici, ovvero quella di riproporre in versione restaurata alcuni capolavori del cinema internazionale. Restaurare un film è quasi come rimetterci mano daccapo, ridare lustro ad un'opera che aveva perso smalto nel corso degli anni, pur riconoscendole un valore inestimabile. Tra i capolavori del cinema italiano, riproposti in questa sezione, c'è la pellicola "Pasqualino Settebellezze", film che nel 1977 garantì la candidatura all'Oscar per la regista Lina Wertmuller e che viene riproposta in versione restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia della Cineteca Nazionale con l’aiuto di Genoma Films e Deisa Ebano. La nuova veste del film verrà presentata durante il Festival dalla regista in presenza del protagonista Giancarlo Giannini.

I documentari su Bertolucci e Magnani

La documentaristica è una branca del cinema che ha dato vita a prodotti di notevole impatto emotivo, oltre che importanti a livello culturale, intellettuale, e non sono pochi gli italiani che hanno deciso di dare un contributo a questo modo di guardare e parlare della realtà. Ecco infatti due docufilm di grande spessore, "La passione di Anna Magnani" per la regia di Enrico Cerasuolo e "Cinecittà – I Mestieri del Cinema Bernardo Bertolucci" di Mario Sesti. Due icone, due personaggi che hanno arricchito il panorama cinematografico italiano, emblemi di diversità e di tragica poesia. Bernardo Bertolucci e Anna Magnani sono raccontati in una veste inedita, una veste che mostra il loro essere rivoluzionario, la palpabile sensibilità che ci ha permesso di percepire e vedere il mondo con occhi nuovi.

Dopo Suspiria, il mediometraggio di Guadagnino

Nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, una selezione parallela a quella ufficiale in cui vengono individuate le opere di 15 registiLuca Guadagnino presenta il mediometraggio "The Staggering girl". La pellicola è ambientata nel mondo della moda e vede Julienne Moore nelle vesti di una scrittrice, Francesca, che vive a New York ma è costretta a tornare a Roma per accudire la madre ormai anziana. Una pellicola di 35 minuti che vanta la presenza di un cast tutto al femminile, nel quale spiccano Mia Goth e Alba Rohrwacher, la sorella Alice sarà invece in giuria, oltre ad altre attrici che ripercorrono a ritroso la vita della donna anziana, riproducendo varie fasi del suo passato.

Il film segna la collaborazione con lo sceneggiatore Michael Mitnick, della serie tv Vinyl, il compositore Ryuichi Sakamoto e lo stilista Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, che ne firma i costumi. Questo prodotto cinematografico si configura come un'idea innovativa secondo cui è possibile trattare una collezione d'alta moda come se fosse un testo letterario: la moda può raccontare una storia, può parlare pur non essendo dotata di parola, può comunicare in un modo più evidente di quanto sembri ai nostri occhi.

La locandina che omaggia Agnes Varda, la regista di origine belga, che ha segnato con i suoi film la storia del cinema, campeggia, imponente sul tappeto rosso, quasi a significare la passione che porta a superare i propri limiti, per allargare lo sguardo dove l'uomo non può arrivare. Forse è ancora questa la magia del cinema, la possibilità di mostrare l'altro lato di un mondo che non è sotto l'occhio, talvolta disattento, di tutti coloro che lo vivono e il Festival di Cannes contribuisce ad alimentare, con la sua selezione cinematografica, questo sogno che non avrà mai fine.