Quando la vediamo, la associamo subito al personaggio di Mary Poppins, ma Julie Andrews è una vera è propria leggenda vivente dello spettacolo mondiale. Il 1° ottobre compie 80 anni e la sua carriera è davvero da guinness dei primati. 22 film, 10 film tv, una trentina di speciale e serie tv, svariati show televisivi, 10 spettacoli teatrali sempre sold out,  ha pubblicato 17 album e partecipato a tantissime colonne sonore. E’ autrice di libri e audiolibri, è una doppiatrice e chi più ne ha più ne metta. Tutti questi lavori le hanno fatto vincere 1 Oscar, 5 Golden Globe, 2 Emmy, 3 Grammy, 2 BAFTA, 1 David di Donatello e tutti i premi più importanti che un artista possa vincere, lei li ha vinti.

Il debutto a teatro, Brodway e il primo film tv.

Julie Andrews nasce a Walton-on-Thames il 1° ottobre del 1935 e i suoi genitori formavano un duo musicale molto in voga in quel periodo. La madre, Barbara Morris, la iscrive alla Cone-Ripman School di Londra, dove la Andrews studia col soprano Lilian Stiles-Allen. Proprio con i genitori, l’attrice debutta a soli 8 anni in un loro spettacolo e già a 12 anni, grazia alla sua ugola d’oro che raggiungeva un’estensione di 4 ottave, si esibisce nei più grandi teatri del regno Unito, arrivando a far conoscere la sua voce alla regina d’Inghilterra Elizabeth Bowes-Lyon (futura Regina Madre) e alla principessa Elisabetta, la futura Regina Elisabetta II. La sua gavetta quindi, inizia prestissimo e già nel 1947 pubblica il suo primo album, “La Polonaise”, dall’opera “Mignon”. Nel 1954, invece, la Andrews arriva a calcare le tavole di Broadway, a soli 18 anni, esordendo da protagonista nel musical “The Boy Friend”, di Sandy Wilson e, un anno dopo, grazie al musical “My Fair Lady”, riesce a portare la sua prima nomination ai Tony Award. Anche la televisione la richiede, e così l’attrice è la protagonista di “Cinderella”, nel 1957, che fu un grandissimo successo e le fece ottenere una nomination agli Emmy. Il suo principe azzurro arriva due anni dopo e si tratta dello scenografo Tony Walton, che sposa proprio nel 1959, dando alla luce la sua unica figlia, Emma. I due, però, divorzieranno nel 1967.

“Mary Poppins” e “Tutti insieme appassionatamente”.

Gli anni ’60 sono quelli della consacrazione, anche se non mancarono le delusioni. La più cocente di tutte la Andrews la subì quando il produttore Jack Warner affidò il ruolo della protagonista della versione cinematografica di “My Fair Lady” ad Audrey Hepburn, mentre la Andrews fu assoldata per doppiarla nel canto. Proprio lei che a teatro con l’omonimo musical aveva fatto faville, adesso era stata relegata nell’ombra, e questo suscitò tantissime polemiche. Poco male, perché nel 1964 ci pensa Walt Disney a farne una star mondiale grazie al ruolo della magica bambinaia nel film “Mary Poppins”, diretto da Robert Stevenson. Il clamore è immediato e l’attrice, a soli 27 anni è travolta dal successo. Il film le fa vincere il Golden Globe e l’Oscar come Migliore attrice protagonista, lanciandola nell’Olimpo della Hollywood che conta. Già l’anno dopo gira “Tutti insieme appassionatamente”, altro film cult, diretto da Robert Wise, che porta a casa 5 Oscar e, il ruolo della novizia Maria le fa vincere il suo secondo Golden Globe. In seguito gira film molto diversi come il drammatico “Hawaii”(1966) di George Roy Hill e “Il sipario strappato”(1966) diretto dal maestro Alfred Hitchcock. Il pubblico però, anche se continua ad amarla, la apprezza di più nei musical e in ruolo decisamente meno pesanti. Ecco che, quindi, George Roy Miller la richiama per la commedia musicale “Millie”(1967), campione d’incassi di quell’anno.

Il sodalizio col marito Blake Edwards, il clamore di “Victor/Victoria” e la perdita della voce.

Nel 1969, Julie Andrews sposa il grande regista Blake Edwards col quale gira il musical “Operazione Crepes Suzette”, il film “Il seme del tamarindo”(1974), seguiti dalla commedia sexy “10”(1979) e la pruriginosa e sboccata commedia “S.O.B. – Son of Bitch” dove l’attrice appare in topless e interpreta il ruolo di un’attrice di musical costretta dal marito produttore a spogliarsi in un film a luci rosse. Indimenticabile, però, è il capolavoro di Edwards, “Victor/Victoria”(1982), meravigliosa commedia musicale dove la Andrews interpreta il ruolo di una donna che si finge omosessuale per esibirsi come drag queen nella Parigi degli anni ’30. La performance le porta la terza nomination agli Oscar, il Golden Globe e un David di Donatello, facendola diventare un’icona del mondo gay. 13 anni dopo, Edwards e la Andrews portano il film sulle tavole di Broadway, mandando il pubblico in delirio. Tuttavia, la trasposizione teatrale di “Victor/Victoria” non fa impazzire la critica che lo ritiene troppo cinematografico e, infatti, lo spettacolo, nonostante il clamore suscitato, ottiene solo una nomination ai Tony Awards, alla Migliore attrice protagonista. L’attrice, però, rifiuta la nomination. Due anni dopo, nel 1997, alla Andrews, ancora impegnata a teatro con lo spettacolo diretto dal marito, accade qualcosa di terribile. L’attrice viene ricoverata per quello che sembra un intervento di routine alla gola, mentre Liza Minnelli la sostituisce a Broadway. Ebbene, un gravissimo errore del chirurgo Scott Kessler le provoca cicatrici permanenti sulle sue preziose corde vocali e la perdita della voce da usignolo. In seguito, vincerà la causa contro il chirurgo che le porterà un risarcimento di circa 20 milioni di dollari.

La Andrews scrittrice, doppiatrice e le ultime commedie degli anni Duemila.

Naturalmente, l’indole da combattente dell’attrice non la fa abbattere minimamente e, con sua figlia Emma, inizia scrivere libri per l’infanzia, creando la “Julie Andrews Collection” per la famosa casa editrice Harper Collins e la sua autobiografia “Home: A Memoir of My Early Years”.  Nel 2000 riceve l’investitura di Dama di Commedia dell’Ordine dell’Impero Britatnnico. Il cinema la richiede ancora e, così, l’attrice prende parte a commedie leggere e di gran successo come “La fidanzata ideale”(2000) di Eric Styles, “Pretty Princess”(2001) e “Principe azzurro cercasi”(2004) di Garry Marshall, “Insieme per caso”(2002) diretto da P.J. Hogan  e “L’acchiappadenti”(2010) con Dwayne Johnsonper la regia di Michael Lembeck, prestando anche la sua voce ai personaggi della Regina Lilian e alla mamma di Gru nei film d’animazione “Shrek e vissero felici e contenti”(2010) e “Cattivissimo me”(2010). Nel 2011 le è stato assegnato il Grammy Award alla carriera, mentre dal 2013 al 2014 è stata in tour col suo spettacolo “An Evening with Julie Andrews”, portato in Australia, Nuova Zelanda e Inghilterra con un successo enorme. Agli ultimi Oscar, Lady Gaga le ha regalato un'emozionante omaggio musicale e la Andrews ha premiato con l'ambita statuetta il compositore Alexandre Desplat.