Un anno fa, in molte città americane, ma anche nel resto del mondo, si teneva la Women's March 2017, una grande marcia contro Trump e per la parità di diritti tra uomini e donne, che aveva visto sfilare tantissime star del cinema e della musica. Per celebrarne il primo anniversario, si è svolta a Roma, in Piazza Santi Apostoli, una manifestazione per riaffermare i diritti delle donne nel mondo del lavoro e nella società civile, anche sulla scia dei recenti casi di violenze e molestie denunciati da tantissime donne dello spettacolo. Ospite d'onore è stata Asia Argento, protagonista di un durissimo discorso contro gli abusi (sessuali e di potere) alle donne.

Asia Argento criticata per aver denunciato gli stupri di Weinstein.

Asia è una delle presunte vittime illustri del produttore Harvey Weinstein, al centro del più grande scandalo sessuale nella storia di Hollywood. Sono oltre cento le donne (soprattutto americane) che hanno accusato Weinstein, ma – a differenza della solidarietà raccolta in Usa – la Argento è stata oggetto di attacchi molto pesanti.

Se avessi sentito questo applauso 4 mesi fa, quando mi hanno chiesto di raccontare cosa mi ero successo. Me l'hanno chiesto perché si sapeva nel mio ambiente che era successo, così come era successo ad altre donne. Io posso parlare del mio mostro. Ci sono stati tanti altri mostri nella mia vita e nella mia carriera, non è stato l'unico. Vorrei vedere quante di voi riconoscono di aver subito soprusi, alzate le mani. Non solo soprusi sessuali, ma del potere, perché siamo donne. Quando mi è successa questa tragedia avevo 21 anni e sono riuscita a metterla sotto un tappeto; però quando metti un mostro sotto un tappeto non rimane là, diventa sempre più grande. Questo mostro si è mangiato la mia vita. Io ho oggettificato il mio corpo, la mia persona. Attraverso il mio lavoro, ho lasciato questo corpo diventasse una cosa lontana da me. Nel cinema, questa oggettificazione del corpo è così potente che è proprio per questo motivo che questo movimento è nato nel mondo del cinema e oggi si espande in tutti i settori. La violenza contro le donne è trasversale. Per il mio stupro, io sono stata rivittimizzata nel mio Paese, perché sono una persona diversa… perché sono una persona difficile? Perché ho mostrato troppo il mio corpo? Perché ho messo delle gonne troppo corte? Perché ho mostrato il mio seno? Sono stata chiamata prostituta perché io me la sarei cercata. Sono stata stuprata per ‘andare avanti nella mia carriera', questo è stato detto in Italia. Siamo nel Medioevo. Parlo anche per le due ragazze di Firenze, stuprate dai carabinieri e rivittimizate.

Se attaccata a 21 anni, forse avrebbe scelto il suicidio.

Portavoce del movimento #MeToo, Asia cita anche Miriana Trevisan, che ha accusato Giuseppe Tornatore e Massimiliano Caroletti di molestie ma non è stata creduta. In un passaggio molto toccante, ammette che se avesse ricevuto attacchi così violenti a 21 anni, quando sarebbe avvenuto il primo dei due stupri subiti da Weinstein, probabilmente si sarebbe suicidata per il dolore.

Ora dobbiamo noi essere al potere. Quando le donne avranno lo stesso potere sono sicura che le cose cambieranno. Il movimento #MeToo è l'identificazione di una donna nella sofferenza di un'altra donna. Mi spiace che nella mia industria cinematografica non ci sia stata nemmeno un'attrice che abbia detto "Io sto con Asia". Un'altra donna, Miriana Trevisan, è stata svergognata. Mi ci sono voluti 20 anni per metabolizzare il mio trauma, per questo le leggi vanno cambiate. Non bastano pochi mesi per dire "sono stata stuprata". Una donna vuole normalizzare il trauma. Qualsiasi governo arriverà, spero che cambi le leggi della prescrizione. Se io avessi ricevuto a 21 anni le critiche che ho ricevuto oggi, forse non sarei qui con voi, forse mi sarei tolta la vita. Grazie ai miei figli, ho il coraggio di essere qui. Non so quando cambieranno le cose qui in Italia, in genere si arriva sempre in ritardo. Dobbiamo avere il coraggio pagandone le conseguenze.

Asia Argento contro Silvio Berlusconi e Giulia Bongiorno.

Nell'ultimo passaggio dell'intenso discorso (sotto il video integrale), attacca con molta durezza Silvio Berlusconi e anche l'avvocato Giulia Bongiorno (nota penalista, ma anche fondatrice dell'associazione Doppia Difesa Onlus, per assistere le donne vittime di discriminazioni e violenze), per la scelta di candidarsi con la Lega Nord.

La verità sradica qualsiasi tipo di patriarcato, che è stato infiltrato nel nostro Dna da quel porco di Berlusconi che 30 anni fa ha oggettificato il corpo della donna e ci ha reso degli oggetti da desiderare, da usare. Basta, non può tornare questo porco nel nostro Paese, basta queste persone che condonano la violenza, come nella lega Nord, vergogna all'avvocato Bongiorno, che si candida con Salvini che ha giustificato i Carabinieri stupratori. Basta, alziamo la voce o non saremo ascoltate. La vergogna che abbiamo provato, ricada sui predatori.