Asia Argento non merita di essere la paladina italiana del Me Too? Sta finalmente pagando per l’arroganza con la quale si è spesso posta in pubblico? Ok, ma perché? A seguito dei documenti pubblicati dal New York Times, riguardo una lettera ricattatoria e un risarcimento per presunte molestie sessuali a favore dell’ex enfant prodige Jimmy Bennett, equivalente alla somma di 380mila dollari, l’Italia intera le ha dichiarato guerra. Lei, che da un biennio sventola il mantello dell’eroina femminista, ora si trova al centro dell’ennesimo dirty movie e pare che per l’opinione pubblica sia già colpevole.

Una notte in albergo a Marina Bay, in California, con il 17enne Bennett, con il quale si scambiava buffi post su Instagram, geolocalizzandosi come fosse un'adolescente. ‘Mi manchi‘ e biglietti sdolcinati da parte di lui, accennati su uno di quei tovaglioli da bar mono velo , resi umidi dal ghiaccio sciolto e dal calore di mani in preda all’emozione. Una notte di sesso, come confermato dalla Argento in via confidenziale a un amico (inutile approfondire il concetto di confidenziale quando una conversazione viene ceduta alle pagine di un giornale) e dalle foto dell’after sex con le quali lui, il giovane Bennett, avrebbe ricattato la nota attrice. E questo farebbe schifo, molto. Sarebbe deplorevole, disdicevole, disgustoso, e tanto.

Il biglietto scritto da Jimmy Bennett ad Asia Argento dopo il loro incontro
in foto: Il biglietto scritto da Jimmy Bennett ad Asia Argento dopo il loro incontro

Il motivo è anagrafico: lei aveva 37 anni, lui 17. Si tratta senza dubbio di molestie, di adescamento, di  uno squallido ma reale set sul quale si è consumato un abuso, prima di tipo emotivo e poi fisico. Sì ma perché? Se dapprima la risposta ha assunto un valore morale (una donna di 37 anni non ci va a letto con un 17enne, punto), è diventata poi di tipo legislativo: perché è reato, lui era minorenne. E questo detto in Italia, dove l’età del consenso è ancor meno, ovvero 16 anni. Ma cos’è l’età del consenso? È il limite minimo di età, dato dalle varie nazioni nel mondo, dal quale un adolescente può essere considerato capace di accondiscendere a un atto sessuale.

La mappa dell’età del consenso nel mondo (fonte: ageofconsent.net)
in foto: La mappa dell’età del consenso nel mondo (fonte: ageofconsent.net)

La media mondiale è 16 anni, come anche in Italia, ma la forbice oscilla tra gli 11 anni, come in Nigeria, e i 21 anni, come nel Regno del Bahrein. In California, dove sarebbe avvenuta la notte di sesso tra Asia Argento e jimmy Bennett, il limite è di 18 anni e, vista la loro significativa differenza di età, non avrebbe nemmeno avuto valore la clausola ‘close in age excemptions’, detta anche ‘legge di Romeo e Giulietta’, ovvero quella che tutela i rapporti sentimentali tra ragazzi anagraficamente vicini, seppur non ancora in età del consenso. Tra l’altro la California non la contempla proprio, quindi diciamo che lì, ad oggi, Asia Argento avrebbe commesso un ‘reato minore’, andando a letto con un minorenne consenziente. Lì, non qui. Eppure qui le si continua ad augurare la galera, la stessa nella quale lei stessa avrebbe voluto vedere marcire Harvey Weinstein, accusato però di aggressioni e violenze da decine di donne e sul quale pendono almeno tre capi d'accusa relativi all'abuso sessuale.

E perché mai? Che nesso ha una notte di sesso con un 17enne, dal passato abbastanza oscuro, con un’ipotetica violenza sessuale nel bagno di un hotel di lusso? Per quale motivo c’è la necessità di farle abiurare i suoi ideali, se a 37 anni ha incontrato l’assenso di un quasi 18enne completamente invaghito di lei? È un trattamento ad personam che trova, nei suoi contrasti e nelle sue incongruenze, l’approccio giustizialista che, nei giorni, sta portando gravi conseguenze dapprima alla sfera professionale dalla Argento, esonerata dal ruolo di giudice di X Factor, e poi a quella privata, in un momento già di per sé molto delicato (avendo perso da pochi mesi il compagno, Anthony Bourdain).

Quest’ultimo pare fosse stato il primo intenzionato a commissionare un dossier su Bennett, accondiscendendo al versamento dell’ingente somma di denaro ‘non per pagare il suo silenzio’ ma per riacquisire la libertà della sua compagna. Compagna che si trovava nel bel mezzo del movimento Me Too e che avrebbe sicuramente risentito anche solo della natura del ricatto resa pubblica. Come sta accadendo oggi d’altronde, senza sconti e margini di dubbio sulle dinamiche del post incontro. E questa, mascherata da battaglia in difesa dell’essenza femminista racchiusa in un pugno chiuso proteso verso l’alto, in questo modo sta diventando solo un’immotivata caccia alle streghe.