Dopo la presentazione al Festiva di Venezia, “Madre!”, l’horror-thriller di Darren Aronofsky, con Jennifer Lawrence e Javier Bardem, arriva nei nostri cinema, ma la concorrenza al botteghino sarà particolarmente agguerrita. Escono, infatti, anche “L’incredibile vita di Norman”, con Richard Gere; la  commedia “Chi m’ha visto”, con Pierfrancesco Favino e Giuseppe Fiorello e il blockbuster francese “Alibi.com”; l’angosciante horror “Jukai – La foresta dei suicidi”; “Una Famiglia”, diretto da Sebastiano Riso e “Il contagio”, per la regia dei romani Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, sempre reduci da Venezia 74 e il divertente “Emoji – Accendi le emozioni”, per un pubblico di giovanissimi.

“Madre!”.

La vita di una giovane donna, e di suo marito, sarà sconvolta quando, nella loro casa di campagna, arriverà una coppia misteriosa di ospiti inattesi che porteranno con sé un carico di misteri inquietanti.

“Chi m’ha visto”.

Il film racconta la storia rocambolesca, comica e grottesca di Martino Piccione, un bravissimo chitarrista che collabora con i più grandi divi della musica leggera italiana, solo che nessuno se n’è accorto, perché lui è quello che sul palco sta dietro e i riflettori sono tutti puntati sul cantante famoso. D’altra parte il mondo dello spettacolo è così: non conta quanto vali, conta quanto appari. E tutte le volte che Martino ritorna a casa nel suo paesino in Puglia, deve subire le ironie dei suoi concittadini che lo sfottono per la sua ossessione di diventare un musicista famoso. E allora, con l’aiuto del suo migliore amico Peppino, un “cowboy di paese” con pochi grilli per la testa, decide di mettere in atto un piano strampalato pur di attirare l’attenzione su di sé, e organizza la propria sparizione. 
Ma questo gesto estremo porterà a conseguenze davvero inaspettate.

“L’incredibile vita di Norman”.

Richard Gere è Norman, un navigato affarista di New York alla disperata ricerca di attenzioni e amicizie che possano cambiargli la vita. La sua è una corsa continua a soddisfare i bisogni degli altri con la speranza di trovare un giorno rispetto e riconoscimento da sempre desiderati. Quando viene eletto Primo Ministro un uomo a cui anni prima Norman aveva fatto un favore, quel giorno che tanto aveva desiderato sembra finalmente arrivato. Ma sarà davvero come lo aveva immaginato?

“Jukai – La foresta dei suicidi”.

La giovane Sara si inoltra nella foresta di Jukai – la famosa foresta dei suicidi – per ritrovare la gemella Jess che tutti credono morta. La ragazza è svanita in circostanze misteriose durante un campeggio solitario, proprio nel luogo in cui si recano le persone intenzionate a togliersi la vita. Ma questo non basta a convincere Sara che Jess sia morta e vola dall'altra parte del pianeta per rintracciarla. Lo spettacolo che le si presenta davanti è lo scenario minaccioso e desolato di un incubo ricorrente: il fitto ammasso di vegetazione racchiude oscuri misteri incomprensibili all'uomo, al di là dei sentieri battuti si consumano orrende visioni di paura, strazio e dolore, creature demoniache si nascondono nelle grotte gelate e nei fossi coperti. Chiunque vorrebbe fuggire da quel luogo selvaggio e labirintico, ma non l'ostinata Sara, almeno non prima di aver ritrovato sua sorella.

“Una Famiglia”.

Vincent è nato cinquant’anni fa vicino a Parigi, ma ha tagliato ogni legame con le sue radici. Maria, più giovane di quindici anni, è cresciuta a Ostia, ma non vede più la sua famiglia. Insieme formano una coppia che non sembra aver bisogno di nessuno e conducono un’esistenza appartata nella Roma indolente e distratta dei giorni nostri, culla ideale per chi vuole vivere lontano da sguardi indiscreti. In più, Vincent e Maria sono bravi a mimetizzarsi: quando prendono il metrò, si siedono vicini, teneramente abbracciati. A volte cenano al ristorante, più interessati a guardarsi negli occhi che al cibo nei loro piatti. Quando tornano a casa, fanno l’amore con la passione degli inizi, in un appartamento di periferia che lei ha arredato con cura. Eppure, a uno sguardo più attento, quella quotidianità dall’apparenza così normale lascia trapelare un terribile progetto di vita portato avanti da lui con lucida determinazione e da lei accettato in virtù di un amore senza condizioni. Un progetto che prevede di aiutare coppie che non possono avere figli. Arrivata a quella che il suo istinto le dice essere l’ultima gravidanza, Maria decide che è giunto il momento di formare una vera famiglia. La scelta si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione a Vincent, l’uomo della sua vita.

“Alibi.com”.

Greg è il capo di una società denominata Alibi.com che crea qualsiasi tipo di alibi. Insieme ad Augustin, il socio, e a Medhi, il nuovo dipendente,  sviluppano stratagemmi incredibili per fornire alibi di ferro ai loro clienti. Ma l’incontro con la giovane Flo, che detesta gli uomini che mentono, complicherà la vita di Greg, che le nasconderà la vera natura della sua attività. Al momento della presentazione ai genitori, però, Greg scoprirà che Gérard, il padre di Flo, è uno dei suoi migliori clienti.

“Emoji – Accendi le emozioni”.

Nascosta tra le app troviamo Messaggiopoli, una vivace città dove vivono tutte le nostre emoji preferite, in attesa di essere scelte da Alex, proprietario del telefono. In questo mondo, ogni emoji ha una sola espressione facciale, tranne Gene, un’esuberante emoji che, nato senza filtri, riesce a fare più espressioni. Deciso a diventare “normale” come tutte le altre emoji, Gene chiede aiuto al suo migliore amico Gimme 5 e da una famosa hacker. Tutti insieme si imbarcano in un’epica “app-ventura” all’interno del telefono, ognuno in modo simpatico e scatenato, per trovare il codice che riuscirà ad aiutare Gene nel suo scopo. Quando un grande pericolo minaccia il telefono, il destino di tutte le emoji dipenderà da questi tre improbabili amici, che dovranno salvare il loro mondo prima di venire definitivamente cancellati.

“Il contagio”.

In una palazzina della periferia romana si agitano le vite di Marcello e Chiara, di Mauro e Simona, di Valeria e Attilio, di Flaminia e Bruno e del boss di quartiere Carmine. Un intreccio che vede mescolarsi amore e sesso a pagamento, crimine e speranza, tragico e comico, formando un mosaico variegato in cui la periferia è un mostruoso gigante arenato ai margini di una grande città. Ma nel film c'è anche la Roma del centro storico, elegante e crudele, dove ha sede una cooperativa sociale che lucra sui fondi pubblici erogati a centri di accoglienza per profughi e case famiglia per bambini orfani; vicende che rievocano i fatti venuti poi all'attenzione della cronaca con il caso di Mafia Capitale. Due mondi, quello delle borgate e quello del centro di Roma che, nonostante sembrino apparentemente inconciliabili, non sono altro che due facce della stessa medaglia.