Questo weekend, al cinema troveremo la commedia "La prima pietra", diretta da Rolando Ravello e tratta dall’opera teatrale originale di Stefano Massini, con un cast eccezionale che comprende Valerio Aprea, Iaia Forte, Corrado Guzzanti, Lucia Mascino, Kasia Smutniak e Serra Yilmaz; il bellissimo “Colette”, con Keira Knightley nei panni della scrittrice francese anticonformista e amatissima in patria; il terrificante horror “La Casa delle Bambole – Ghostland”, del regista Paul Laugier; l’intenso “Il Castello di vetro”, con Brie Larson, Naomi Watts e Woody Harrelson e i documentari “Santiago, Italia” di Nanni Moretti e “Sulle sue spalle”, con il Premio Nobel per la Pace 2018, Nadia Murad.

“La prima pietra”

Tutto comincia durante un normalissimo giorno di lezione in una scuola elementare, poco prima delle vacanze di Natale, quando tutti sono in fermento per la recita imminente. Un bambino, intento a giocare con gli altri nel cortile dell'istituto, lancia una pietra rompendo una finestra e ferendo lievemente il bidello. Si tratta di un bimbo musulmano e l’accaduto darà vita ad un dibattito, ricco di colpi di scena, che vedrà protagonisti il preside, interpretato da Corrado Guzzanti, la maestra (Lucia Mascino), il bidello e sua moglie, rispettivamente Valerio Aprea e Iaia Forte, e naturalmente la mamma del bambino insieme a sua suocera. Questi ultimi due personaggi sono interpretati da Kasia Smutniak e Serra Yılmaz. Riuscirà il preside a risolvere la faccenda e a portare in scena la tanto agognata recita di Natale?

“Colette”

Dopo essere nata e cresciuta nella campagna francese, Colette arriva nella Parigi di fine ‘800 a seguito del matrimonio con Willy, ambizioso impresario letterario. Affascinata dalla vivacità intellettuale dei salotti della capitale e spinta a scrivere dal marito, riprende i suoi scritti di scuola e dà alla luce una serie di libri pubblicati con il nome di Willy. I libri diventano ben presto un fenomeno letterario e la loro protagonista – Claudine – un’icona della cultura pop parigina, oltre che un simbolo di libertà femminile. Mentre cresce insieme alla sua Claudine, diventando sempre più consapevole di se stessa, Colette decide di porre fine al suo matrimonio e inizia una battaglia per rivendicare la proprietà delle sue opere e guadagnare l’agognata emancipazione sociale.

“La Casa delle Bambole – Ghostland”

Pauline e le figlie Beth e Vera ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta e riesce ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze. Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle, diventando una scrittrice di successo, Vera invece non supera lo shock e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto. La ragazza ritorna così nella casa delle bambole dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito.

“Il Castello di vetro”

La pellicola racconta la storia della giornalista americana Jeannette Wall, soprattutto della sua infanzia nomade e travagliata. Seconda di quattro fratelli, cresce con Rose Mary, una madre immatura più attenta agli scorci da dipingere che alle necessità dei figli, e Rex, un padre affettuoso che si getta però in progetti sconclusionati e che, purtroppo, trova spesso rifugio nell’alcol. L'immaginario castello di vetro che promette un giorno di costruire per le sue bambine, diventa simbolo dei suoi stessi fallimenti e delle promesse infrante, ma anche dei guizzi della follia e dell'immaginazione che, forse, non avranno solo effetti puramente negativi.

“Santiago, Italia”

In questo intenso documentario, Nanni Moretti racconta i mesi successivi al colpo di stato che nel 1973 pose fine al governo democratico di Salvador Allende in Cile, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca. Moretti concentra l’attenzione sul ruolo dell'ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a circa 250 oppositori del regime dittatoriale di Augusto Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia e di ricominciare a vivere.

“Sulle sue spalle”

Alexandria Bombach è la regista di questo straordinario ed emozionante documentario incentrato sulla straziante storia di Nadia Murad, Premio Nobel per la Pace 2018, ex-aequo con Denis Mukwege, ginecologo e attivista congolese. Quando aveva appena 20 anni, nell’agosto del 2014, L’Isis attaccò Sinjar, la città della Murad, sterminando sua famiglia e gran parte dei cittadini di fede Yazidi. Lei fu catturata, subì ogni genere di violenza e solo per una coincidenza riuscì a mettersi in salvo. Oggi, Nadia è diventata il volto del suo popolo e continua a raccontare la sua storia, ripercorrendo con coraggio quei momenti terribili e riaprendo ferite recenti perché quanto è accaduto e, sta accadendo, non passi sotto silenzio e perché la sua voce diventi il grido di speranza di un’intera popolazione.