L'effetto a catena degli scandali per molestie sessuali a Hollywood continua ad ampliare la sua portata e coinvolgere nomi di grande rilievo del mondo dell'intrattenimento internazionale. Dopo Harvey Weinstein, James Toback, Kevin Spacey e Sylvester Stallone, anche il capo creativo della Pixar John Lasseter finisce nelle maglie dello scandalo. Con un annuncio reso noto nelle ultime ore, il direttore creativo della Pixar e degli studi di animazione di Disney, il cui nome sta dietro a buona parte dei più grandi successi dei film d'animazione degli ultimi anni, si è messo in aspettativa per sei mesi in seguito a una serie di "conversazioni complesse".

Le scuse di John Lasseter.

Nella comunicazione riportata si avvertono i toni e i termini di un'ammissione di colpa preventiva e, soprattutto, delle scuse a chiunque si sia sentito a disagio per i suoi comportamenti: "Non è mai facile – scrive Lasseter – affrontare i propri errori, ma è l'unico modo per trarne una lezione. E' stato portato alla mia attenzione che ho mancato di rispetto e ho messo qualcuna di voi a disagio. Non era mai stata la mia intenzione". "Pieno appoggio alla decisione di prendersi un semestre sabbatico", da parte dei vertici aziendali, che evidentemente in questo momento strico avrebbero preferito risparmiarsi una grana di questo tipo.

Secondo quanto riporta l'Hollywood Reporter, tutto è partito dalle dimissioni dell'attrice Rashida Jones e la co-sceneggiatrice di Toy Story 4, giunte in seguito a una serie di avances del regista 60enne. "Voglio chiedere scusa – aggiunge Lasseter – a chiunque sia mai stata toccata da me con gesti che hanno oltrepassato la linea in qualsiasi forma e modo. Non importa quali fossero le mie intenzioni, chiunque ha diritto a fissare i limiti che nessuno può oltrepassare e che debbono essere rispettati".

John Lasseter, il Walt Disney moderno.

Lasseter è praticamente una divinità nell'ambito del cinema d'animazione. Il suo nome è scolpito su buona parte dei titoli memorabili prodotti da Disney dalla metà degli anni Novanta e la sua fama è tale da avergli comportare l'onere e l'onore di essere definitio il Walt Disney dei giorninostri. Il suo palmares di premi e onorificenze, d'altronde, è la testimonianza della sua reputazione.

Oscar, Golden Globe e Leone d'Oro: i premi di una carriera.

Ha vinto un premio Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione con Tin Toy nel 1989, un Oscar speciale con Toy Story nel 1996 e un Golden Globe per il miglior film d'animazione con Cars – Motori ruggenti.Lasseter è anche stato nominato in altre quattro occasioni nella categoria Miglior film d'animazione, per Cars e Monsters & Co., nella categoria Miglior sceneggiatura originale per Toy Story e in quella di Miglior cortometraggio d'animazione per Luxo Jr. Nel 2009, nel corso della 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia è stato consegnato a Lasseter ed ai registi della Disney Pixar il Leone d'oro alla carriera. C'è il nome di Lasseter in qualità di produttore esecutivo anche dietro a titoli come "Frozen" e "Zootopia", entrambi campioni di incassi al box office.