Nell'anno dello scandalo Weinstein, del #MeToo e dei movimenti contro le molestie, il Festival di Cannes risponde con grande forza, con un evento unico: una marcia di 82 donne del mondo dello spettacolo (attrici, registe, produttrici), che hanno sfilato sul red carpet sabato 12 maggio, tenendosi per mano, prima della proiezione del film Les Filles du soleil di Eva Husson, dedicato alla lotta delle soldatesse curde. Un momento davvero straordinario, con il quale il mondo femminile del cinema mondiale ha voluto sensibilizzare il pubblico sulla clamorosa disparità tra registe e registi, in nome di una maggiore inclusione e di una vera parità tra generi.

Il messaggio letto da Cate Blanchett e Agnès Varda

Il numero delle protagoniste sul tappeto rosso non è stato scelto a caso: nei 71 anni di storia del Festival di Cannes, soltanto 82 film diretti da donne sono stati protagonisti della competizione principale, rispetto ai 1.688 film diretti da uomini. Appena due donne hanno vinto premi: Jane Campion per Lezioni di piano nel 1993 e Agnès Varda (palma onoraria nel 2015). Questo il messaggio letto in inglese dalla presidente di giuria Cate Blanchett e in francese dalla Varda, che hanno guidato la marcia.

Su queste scale oggi ci sono 82 donne, che rappresentano il numero delle registe che hanno percorso queste scale dalla prima edizione del Festival di Cannes nel 1946. Nello stesso periodo, 1688 registi maschi hanno percorso le stesse scale. Nei 71 anni di questo festival di fama mondiale ci sono state 12 presidenti di giuria donne. La prestigiosa Palma d'Oro è stata conferita a 71 registi maschi ma solo a due donne: Jane Campion, che è con noi nello spirito, e Agnès Varda che è con noi oggi. Questi fatti sono crudi e innegabili: le donne non sono una minoranza nel mondo, ma lo stato attuale della nostra industria dice il contrario. Come donne, ognuna di noi affronta la propria sfida, ma oggi siamo insieme su queste scale per simboleggiare la nostra determinazione e il nostro impegno per il progresso. Siamo scrittrici, produttrici, registe, attrici, direttrici della fotografia, agenti, editrici, distributrici, agenti di vendita e rappresentanti di tutti i lavori delle arti cinematografiche. Siamo solidali con le donne di tutti i settori. Ci aspettiamo che le nostre istituzioni forniscano attivamente parità e trasparenza nei loro organi esecutivi e ambienti sicuri in cui lavorare, ci aspettiamo che i nostri governi si assicurino che le leggi sulla parità di retribuzione per lo stesso lavoro siano rispettate. Chiediamo che i nostri posti di lavoro rispettino la diversità e l'equità in modo da rispecchiare al meglio il mondo in cui viviamo realmente. Un mondo che permetta a tutti noi dietro e davanti alla macchina da presa di crescere fianco a fianco con i nostri colleghi maschi. Le scale della nostra industria devono essere accessibili a tutti. Saliamole.

Chi sono le 82 donne della Women's March di Cannes 2018

La marcia è stata organizzata dal movimento 5050×2020, che chiede l'uguaglianza di genere nell'industria cinematografica francese, in unione con altri movimenti, tra cui Time's Up U.S., Time's Up U.K., l'italiano Dissenso Comune, lo spagnolo CIMA e il greco Greek Women's Wave. Tra le 82 donne intervenute, c'erano ovviamente i membri femminili della giuria del Festival: le attrici Cate Blanchett, Kristen Stewart, Lea Seydoux (in lacrime di fronte al discorso della Blanchett), la regista Ava DuVernay e la cantante del Burundi Khadja Nin. Due le italiane presenti: Claudia Cardinale e Jasmine Trinca. Tra le altre, Salma Hayek, Marion Cotillard, Patty Jenkins, Sofia Boutella.

Il Festival di Cannes 2018

La kermesse cinematografica più glamour e famosa al mondo di terrà alla Croisette fino al 19 maggio. La giuria chiamata a scegliere i vincitori della Palma d'Oro e degli altri premi tra i film in concorso, è formata, oltre che dai nomi già citati, da Denis Villeneuve, Andreï Zviaguintsev, Robert Guédiguian e Chang Chen. Due i film italiani in competizione: Lazzaro felice di Alice Rohrwacher e Dogman di Matteo Garrone. C'è grande attesa, tra i titoli fuori concorso, per Solo: A Star Wars Story, The House That Jack Built del controverso regista danese Lars von Trier e per The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam, che ha confermato la sua fama di  film maledetto e che chiuderà il festival benché intoppi burocratici abbiano fatto rischiare la cancellazione: nonostante i recenti problemi di salute, ci sarà anche lo stesso Gilliam.