Il mito della commedia sexy degli anni ’70 e ’80 taglia un nuovo traguardo. Il grande Lino Banfi festeggia l’11 luglio – anche se, come lui stesso è costretto a chiarire ogni anno, è venuto alla luce il 9 ma dichiarato all’anagrafe due giorni dopo – i suoi splendidi 80 anni. Nella sua lunghissima carriera, costellata da più di 100 film, 28 tra serie e film tv e 20 varietà televisivi, l’attore si è sempre dimostrato un esilarante istrione, capace di far ridere a crepapelle e di far emozionare i suoi tantissimi fan. Le nuove generazioni lo conoscono, soprattutto, per il ruolo di Nonno Libero, di un “Medico in famiglia”, ma gli adulti non possono non ricordare pellicole come “Cornetti alla crema”, “L’allenatore nel pallone”, “Vieni avanti cretino”, “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” e tantissime altre che, ancora oggi, quando vengono trasmesse in televisione, tengono incollati milioni di spettatori. Banfi ha lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani, tra cui Bruno Corbucci, Lucio Fulci, Luciano Salce, Nanni Loy, Steno, Salvatore Samperi e con stelle amatissime del nostro panorama cinematografico come Monica Vitti, Alberto Sordi, Lando Buzzanca, Enrico Montesano, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Renato Pozzetto, Renzo Montagnani e molte atre.

Gli inizi e il nome d’arte.

Pasquale Zagaria, questo il suo vero nome, è nato ad Andria, anche se a soli 3 anni, si è trasferito con la famiglia a Canosa di Puglia. I genitori, profondamente cattolico, volevano che entrasse in seminario, ma la sua passione per lo spettacolo lo spinse verso altri lidi e, infatti, sin da giovanissimo, si esibiva come cantante nelle feste della sua cittadina. Nel 1954, a 18 anni, decide di andare a Milano e, qui, entra nella compagnia teatrale di Arturo Vetrani, dove si distinguerà per la sua comicità frizzante e genuina, focalizzata, soprattutto, sui modi di dire e sul dialetto della sua città. Come nome d’arte scelse quello di Lino Zaga, ma fu il grande Totò a dirgli che, nel mondo dello spettacolo, portava sfortuna accorciare i cognomi. Così l’attore, con la collaborazione del suo impresario, arrivò a scegliere il nome d’arte di Lino Banfi.

I primi film e i programmi tv.

Nel 1960, esordisce al cinema con “Urlatori alla sbarra”, di Lucio Fulci, in un piccolo ruolo e in seguito, Banfi sposa la sua Lucia, nel 1962, dalla quale ha i figli Walter e Rosanna. Si trasferisce, poi, a Roma dove, nel 1964, prende parte al programma televisivo “Biblioteca di Studio Uno”, seguito da “Senza Rete”(1975) e “Arrivano i mostri”(1977). Banfi lavorerà al cinema in alcuni film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, tra cui “I due evasi di Sing Sing”(1964), “Due marines e un generale”(1965), “I due pompieri”(1968) e poi il cult di Bruno Corbucci “Zum Zum Zum – La canzone che mi passa per la testa”; con Little Tony ed Enrico Montesano.

I magnifici anni ’70 e la commedia sexy.

Gli anni ’70 vedono Banfi impegnato in ben 48 pellicole.  Il suo decennio d’oro, che comprende anche tantissimi film della commedia sexy, si apre con “Io non scappo… fuggo”, di Franco Prosperi e va avanti con “Ninì Tirabusciò – La donna che inventò la mossa”(1970), con Monica Vitti; “… Scusi, ma lei paga le tasse”(1971) sempre di Corbucci; “Detenuto in attesa di giudizio”(1971) di Nanni Loy, fino al suo primo film da protagonista, “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia”(1973), diretto da Luca Davan. Seguiranno altri successi come “4 marmittoni alle grandi manovre”(1974), di Franco Martinelli; “L’esorciccio”(1975) per la regia di Ciccio Ingrassia e “Orazi e Curiazi 3-2”(1977), di Giorgio Mariuzzo. Da quel momento, si aprirà la grande stagione della commedia sexy dove Banfi lavorerà con i registi Mariano Laurenti, Bruno Corbucci, Tarantini, Nando Cicero e Sergio Martino in pellicole cult del genere come: “L’affittacamere”(1976), “La compagna di banco”(1977), “L’insegnante va in collegio”(1978), “La liceale nella classe dei ripetenti”(1978), “La soldatessa alle grandi manovre”(1978), “L’insegnante viene a casa”(1978), “L’infermiera di notte”(1979), “La liceale seduce i professori”(1979), “La poliziotta della squadra del buon costume”(1979), “L’insegnante al mare con tutta la classe”(1980), “La ripetente fa l’occhietto al preside”(1980), “La dottoressa ci sta col colonnello”(1980) fino a “Cornetti alla crema”(1981). Banfi lavora con le più belle attrici del momento – Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gloria Guida, Nadia Cassini, Lilli Carati, Anna Maria Rizzoli –  e attori esilaranti come Gianfranco D’Angelo, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Lando Buzzanca, Enzo Cannavale, in questi film demenziali con donne nude e uomini che le spiano dal buco della serratura, con trame inconsistenti ma tremendamente magnetici.

“L’allenatore nel pallone” e i cult degli anni ‘80.

Nei primi anni ’80, esauritasi gradualmente la corrente della commedia sexy, Banfi fa spesso coppia con Paolo Villaggio in film come “Fracchia la belva umana”(1981) e “Pappa e Ciccia”(1983), di Neri Parenti ma girerà altri cult come “Vieni avanti cretino”(1982), di Luciano Salce; “Dio li fa e poi li accoppia”(1982), di Steno, con Johnny Dorelli; “Al bar dello sport”(1983), diretto da Francesco Massaro, con Jerry Calà e Mara Venier e “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”(1983), sempre di Sergio Martino. Sarà proprio quest’ultimo regista che lo vorrà nel ruolo dell’allenatore Oronzo Canà nel suo successo più grande, “L’allenatore nel pallone”, del 1984, dove compaiono anche moltissimi calciatori, allenatori e commentatori sportivi di quel periodo. Il personaggio di Oronzo Canà, allenatore dell’immaginaria squadra lombarda di nome Longobarda, è ispirato all'allenatore Oronzo Pugliese che, proprio come Canà, portava il sale in panchina per scaramanzia, è uno dei più rappresentativi di tutta la carriera di Lino Banfi e, ancora oggi, il film è uno dei più acquistati in DVD.  Banfi sarà anche in televisione nei varietà “Risatissima”(1985), “Premiatissima”(1986) e, sfruttando la scia della pellicola, avranno grandissimo seguito anche le commedie: “I pompieri”(1985), “Scuola di ladri”(1986), “Grandi Magazzini”(1986) e “Il commissario Lo Gatto”(1986).

Il clamore di “Un medico in famiglia”.

Tra il 1987 e 1988, l’attore conduce “Domenica In” e, nel 1989, ottiene molto successo con il varietà “Stasera Lino”, trasmesso da Rai Uno, il sabato sera, per sei puntate. In seguito, gira la serie televisiva “Il vigile urbano”(1989), con la figlia Rosanna e altre serie molto amate come “Un inviato molto speciale”(1992) e “Nuda proprietà”(1997). Nel frattempo, conduce anche i programmi tv “Il caso Sanremo”(1990), “Il gioco dei giochi”(1991) e “Un’estate italiana”(1991). Dal 1998, inizia la sua nuova giovinezza artistica con la fiction “Un medico in famiglia”. Lino Banfi ha il ruolo di Nonno Libero Martini e lavora accanto a Giulio Scarpati e Lunetta Savino, fino al 2009. La serie ha un successo spaventoso e, così, Banfi riesce a scrollarsi di dosso, definitivamente, l’etichetta di attore simbolo delle commedie sexy e diventa uno di famiglia per milioni di spettatori italiani.

Le ultime fiction e il ritorno al cinema.

L’attore diventa richiestissimo in televisione e gira, a ruota, i film tv “Voila Sciusciù”(2000), “Piovuto dal cielo”(2000), “Un difetto di famiglia”(2002), “Il mio amico Babbo Natale”(2005) “Un posto tranquillo”(2003) e le serie tv “Angelo il custode”(2001), “Raccontami una storia”(2004). Nel 2008, torna al cinema con “L’allenatore del pallone 2”, diretto da Sergio Martino, poi lavora con Carlo Vanzina nelle commedie “Un’estate al mare”(2008) e “Buona giornata”(2012).  Tra 2009 e 2010, gira i film tv “Scusate il disturbo” e “Tutti i padri di Maria”, seguiti dalla miniserie “Il commisario Zagaria”, ma lo vedremo anche, al cinema, in “Focaccia Blues”(2009), di Nico Cirasola; “Indovina chi sposa mia figlia!”(2009), diretto da Neele Volllmar; “Le frise ignoranti”(2015) per la regia di Antinello De Leo e Pietro Loprieno e nel blockbuster “Quo Vado?”(2016), di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone.