All'indomani delle nomination agli Oscar 2018, tra tante piacevoli sorprese (una su tutte, le 4 candidature a "Chiamami col tuo nome" del nostro Luca Guadagnino) è impossibile non notare una clamorosa esclusione: quella di James Franco, vincitore del Golden Globe come miglior attore in una commedia per The Disaster Artist – già universalmente considerata come la sua migliore interpretazione – eppure nemmeno inserito nella cinquina degli Academy Awards. Il motivo di tale scelta da parte dei votanti è facilmente intuibile: dopo la vittoria ai Globe, Franco è stato accusato di cattiva condotta sessuale da parte di cinque donne. Un caso in cui non si parla di molestie vere e proprie, è bene dirlo, quanto di "abusi di potere".

Le accuse di Violet Paley e Sarah Tither-Kaplan

Franco ha pubblicamente respinto le accuse tramite i suoi legali. Tre donne, Hilary Dusome, Natalie Chmiel e Katie Ryan, hanno parlato di comportamenti aggressivi da parte dell'attore alla Playhouse West, dove ha insegnato recitazione. Ci sono poi Violet Paley e Sarah Tither-Kaplan, che, dopo la denuncia su Twitter la sera dei Golden Globe, sono intervenute nel programma tv Good Morning America chiedendo a Franco di scusarsi pubblicamente. La Paley ha parlato di un rapporto orale di cui si è pentita ("Spingeva la mia testa verso il basso ed era come dire, dai…"), mentre la Tither-Kaplan ha fatto riferimento ad alcune scene di nudo che sarebbe stata costretta a realizzare. Precisato che Franco "non è assolutamente un nuovo Weinstein",  ha chiarito perché ha deciso di parlare:

È una piramide. In cima c'è lo stupro. Alla base ci sono forme di abusi di potere che, se accadono ripetutamente, non fanno altro che creare una cultura che porta agli esempi più atroci di violenza sessuale, misoginia e discriminazione. Se ne giustifichiamo qualcuno, è come se li giustificassimo tutti.

James Franco distrutto, ha cambiato numero

Gli ultimissimi aggiornamenti sulla vicenda arrivano da People, che cita le dichiarazioni di alcune fonti vicine a Franco. L'attore si troverebbe "in uno stato d'animo davvero negativo" e non avrebbe dormito per giorni. Sarebbe stato costretto addirittura a cambiare il numero di telefono. Benché il suo staff intenda continuare con le uscite pubbliche, al momento lui preferirebbe "nascondersi" e parlare solo "con un gruppo ristretto di persone", dopo che questa oscura vicenda lo avrebbe "molto scosso".

La carriera di Franco è finita?

La carriera artistica di Franco, che di The Disaster Artist è anche regista, rischia insomma di subire uno stop: una scena molto simile a quella che abbiamo visto non solo con Weinstein ma anche con Kevin Spacey e con Woody Allen. Qualche collega sta già prendendo le distanze, come Scarlett Johansson, che alla Women's March ha criticato il fatto che Franco sostenga il progetto Time's Up: "Come può una persona sostenere pubblicamente una organizzazione che aiuta a fornire supporto alle vittime di violenza sessuale mentre depriva privatamente le donne?". The Disaster Artist non sarà comunque assente agli Oscar: il film è infatti candidato per la miglior sceneggiatura non originale.

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