Il Lido di Venezia è pronto ad ospitare la 76esima Mostra d'arte cinematografica, in programma dal 28 agosto al 7 settembre. Un evento atteso, per i cinefili e non solo, una kermesse che come al solito concede spazio tanto al cinema internazionale quanto a quello di casa nostra, aprendo non solo le porte del concorso in sé, ma anche delle tante sezioni che formano il Festival. Quest'anno, come non accadeva da diverso tempo, la schiera di italiani è piuttosto folta: tre i film in concorso e altri sono i nomi di registi che mostreranno le loro opere in anteprima.

I film in concorso a Venezia 76

Come già annunciato durante la conferenza stampa ufficiale della rassegna, i film italiani in concorso sono tre, tre storie frutto dell'innovazione e dell'impegno di grandi nomi della regia italiana, ma quest'anno le produzioni cinematografiche toccano anche la serialità, con due anteprime di portata internazionale. Uno dei film più attesi in concorso è "Martin Eden" di Pietro Marcello che vede il ritorno di Luca Marinelli sul red carpet veneziano. Un ritorno atteso, per uno degli attori più talentuosi del panorama artistico italiano, nel rifacimento cinematografico dell'omonimo romanzo di Jack London pubblicato nel 1909, un racconto incentrato sul tipico dissidio tra la borghesia e le classi sociali più umili, che cercano a tutti i costi di elevare il proprio rango. Una storia d'amore e rivincita che ruota attorno alla figura del marinaio Martin Eden e di Elena esponente di un'influente famiglia borghese.

La mafia non è più quella di una volta

Altro film in concorso è quello di Franco Maresco, che ha diretto "La mafia non è più quella di una volta", una pellicola che affronta in maniera sarcastica e parodica l'atteggiamento mafioso nella città di Palermo. Protagonisti sono Letizia Battaglia e Ciccio Mira, due personaggi agli antipodi che sono legati proprio dalla criminalità organizzata. Letizia Battaglia è una delle più grandi fotografe contemporanee, che ha raccontato con i suoi scatti le guerre di mafia, aggiudicandosi l'etichetta del New York Times come una delle donne più influenti del nostro tempo. Ciccio Mirra è il suo esatto opposto, storico organizzatore di feste di piazza che, in cerca di riscatto, organizza un evento dedicato a Falcone e Borsellino, quasi avvertendo la nostalgia per una mafia che, appunto, non è più la stessa cosa.

Il sindaco del Rione Sanità

Ultimo film che, tra gli italiani, concorre all'ambita Palma d'oro è "Il sindaco del Rione Sanità" di Mario Martone. Dopo Capri Revolution il regista partenopeo torna a Venezia, portando sul grande schermo la tradizione, la storia e l'inventiva di Eduardo De Filippo, eppure scarnificando il testo originale, ma riprendendone  la sua lampante verità. Simbolo di un'Italia confusa, derelitta, la Napoli raccontata da Martone rievoca e rielabora la scrittura teatrale, per raccontare la sopraffazione di un mondo, quello della criminalità organizzata che si insinua sempre di più nello retrovie dello Stato, sempre più connivente e incapace di far valere la propria autorità.

Le pellicole fuori concorso

Come già anticipato, altri film incrementeranno la lista di titoli italiani che presenzieranno alla 76esima Mostra del Cinema, pur non essendo in lizza per l'ambito premio. Torna a Venezia Valeria Golino, stavolta in veste d'attrice, tra le protagoniste del film di Gabriele Salvatores , "Tutto il mio folle amore", insieme a Claudio Santamaria. La pellicola parla di una storia d'amore e speranza, tratta dal libro "Se ti abbraccio non avere paura" di Fulvio Ervas, che descrive il mondo dell'autismo attraverso il racconto di un viaggio on the road in America, quello di Andrea, un ragazzo autistico di 22 anni, e suo padre Franco. Un vero e proprio inno alla vita e alla consapevolezza che le diversità siano sempre fonte di conoscenza e arricchimento. Francesca Archibugi porta alla Mostra il film "Vivere", con Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. Il racconto di una storia complicata, una storia difficile di una famiglia che vive sulle macerie di sogni infranti, la cui quotidianità verrà sconvolta dall'arrivo di una giovane donna che rimetterà le loro vite in discussione.

Non propriamente film, ma serie televisive, saranno presentate in anteprima durante la kermesse. Grande fermento per questa iniziativa, a partire dalla visione di "The New Pope" di Paolo Sorrentino, con protagonista Jude Law e interpreti di fama internazionale come Sharon Stone. La vera e propria novità, però, è rappresentata dalla serie di Stefano Sollima, "Zerozerozero" ispirata all'omonimo libro di Roberto Saviano, prodotta da Cattleya per Sky, Canal + e Amazon. Quest'ultimo è un prodotto che desta particolare interesse, dopo il successo del precedente romanzo dello scrittore partenopeo, anche stavolta la trama ruota attorno al traffico di droga, sebbene non ad opera della camorra, bensì della ‘ndrnagheta.

Tra le pellicole fuori concorso c'è anche "Unposted" il film su Chiara Ferragni, la fashion blogger divenuta un idolo delle masse, che ha creato un vero e proprio impero attraverso l'uso dei social. La vita di una ragazza, diventata un'imprenditrice di successo, raccontata dalla giovane regista Elisa Amoruso sarà poi nelle sale italiane soltanto per tre giorni, dal 16 al 18 settembre. Per concludere, anche il film di chiusura della rassegna è firmato da un italiano, Giuseppe Capotondi,  che con il suo "The Burnt Orange Hersey", porta sul grande schermo un cast internazionale con Donald Sutherland e Mick Jagger, tratto dal romanzo di Charles Willeford: un noir dai risvolti inaspettati.