Dopo diversi mesi di silenzio, Uma Thurman esce finalmente allo scoperto e accusa Harvey Weinstein di aggressione sessuale nei suoi confronti, dopo avergli già riservato parole severe nei mesi scorsi. Stando a quanto l'attrice ha raccontato in un'intervista al New York Times, i fatti risalgono ad un periodo successivo all'uscita di Pulp Fiction (primo film da regista di Tarantino con protagonista la Thurman, prodotto proprio da Weinstein).

L'aggressione in una stanza d'hotel

Come per molte delle accuse rivolte al noto produttore, la Thurman ha parlato di un incontro avvenuto in una stanza del Savoy Hotel di Londra: "Mi spinse a terra e cerco di mettersi sopra di me e di svestirsi. Fece molte cose sgradevoli, ma non insistette più di tanto e non mi costrinse. Mi sentivo come un animale che si contorce per liberarsi, come una lucertola".

Le minacce di Weinstein a Uma Thurman

Weinstein aveva già in parte ammesso quanto accaduto con la protagonista di Pulp Fiction, affermando di aver frainteso alcuni atteggiamenti dell'attrice, ma il produttore ha negato di aver mai minacciato Uma Thurman, mentre secondo Ilona Herman, un’amica dell’attrice che la accompagnò all’incontro con il produttore, lui la intimidì mettendo in discussione la sua carriera. Nella stessa intervista l'attrice ha raccontato anche di esserestata vittima di uno stupro quando aveva 16 anni da parte di un attore ventenne, di cui tuttavia non fa il nome.

Le accuse a Quentin Tarantino

Discorso diverso per Quentin Tarantino. Uma Thurman, il cui rapporto col regista è sempre parso particolarmente complice, al punto da far pensare a una relazione, ha espresso risentimento per un comportamento scorretto avuto nei suoi confronti sul set di "Kill Bill Vol.2". Pare che Tarantino la obbligò a guidare l’auto Karmann Ghia modificata che compare all’inizio del film a una velocità elevata, cosa alla quale lei si sarebbe voluta opporre. Alla fine prevalsero le insistenze di Tarantino e la Thurman finì fuori strada, facendosi male al collo e alle ginocchia, con conseguenze fisiche che si protraggono ancora oggi. C'è un video di quell'incidente, che per anni la Miramax ha rifiutato di fornire all'attrice e che ora è disponibile sul sito del New York Times.

Il mea culpa di Tarantino

Tarantino deve di fatto la sua carriera alla fiducia di Harvey Weinstein, che ha creduto nelle sue qualità artistiche e prodotto tutti i suoi film. Per il regista è stato dunque complesso affrontare la vicenda dell'enorme scandalo che ha travolto il produttore. A poche settimane dall'inchiesta condotta dal New York times che ha scoperchiato il vasodi Pandora, Tarantino aveva pronunciato parole di pentimento:

Sapevo abbastanza da fare di più di ciò che ho fatto. Non erano cose riferite. Sapevo di almeno un paio di questi episodi direttamente. Avrei voluto prendermi la responsabilità di quanto avevo saputo e se lo avessi fatto avrei dovuto smettere di lavorare con lui.