Asia Argento torna a parlare apertamente della vicenda Weinstein e dell'enorme vaso di Pandora scoperchiato dall'inchiesta che qualche settimana fa ha portato a vacillare l'intero sistema dello spettacolo internazionale e a far tremare tutta Hollywood. In una lunga intervista rilasciata al Guardian l'attrice ha previsto quello che secondo lei accadrà nelle prossime settimane, facendo intuire che non è ancora emerso tutto:

 "Le coscienze si stanno svegliando. Ogni volta che uno di questi maiali cade, è una medaglia d'onore. Altri porci verranno fuori".

L'analogia riesce facile: "Quello che vedo ricorda una frana, dove basta una prima pietra perché si crei uno smottamento. E così si crea un altro ambiente, uno in cui le donne possono lavorare e vivere senza avere paura degli uomini. Ora, sono sicura, sono gli uomini ad avere molta paura di noi, e prima di fare qualcosa ci penseranno dieci volte".

La reazione dell'Italia è colpa di Berlusconi?

Dopo le reazioni in Italia alle sue dichiarazioni, come noto, Asia Argento ha deciso di lasciare l'Italia: "In Francia la gente mi ha fermato per la strada per ringraziarmi, in Italia mi guardavano male, Nessuno a dirmi ‘brava'. La mia non è paranoia: non so se dover camminare a testa alta o nascondere la testa in un foulard". L'attrice italiana lega la mentalità che ha portato ad una reazione così avversa alle sue parole all'avvento in politica di Silvio Berlusconi, colpevole con le sue reti di avere in qualche modo oggettivizzato la donna con un'esposizione oltre la norma del corpo femminile:

"Tutti amano un uomo virile al quale piace mostrare la propria mascolinità. Pensano sia affascinante. Non è così, è disgustoso".

Quando Asia Argento ha scelto di dire basta con la recitazione

Nel 1998 (quando conobbe Weinstein) Asia Argento racconta di aver scelto di dire basta alla rcitazione dopo il film B. Monkey: "Il film richiedeva che fossi nuda e girassi scene di sesso. Compii 21 anni sul set. Dovetti tirare fuori la mia femminilità per quel film. Non sono qualcuno che indossa tacchi alti, non è il mio genere". Da quel momento le arrivarono solo offerte per ruoli di prostitute o donne con problemi mentali e in abiti sempre succinti:

"Capii che la mia falsa identità non poteva più convivere con quella reale e che questa immagine che ho contribuito a creare – questa immagine sessuale – era difficile da conciliare con quello che sono davvero, a un punto tale che in Italia vivevo in un grande isolamento. Non ho molti amici nell'industria del cinema perché sento che non possono vedermi per quello che sono. Non sono una puttana. Sono una madre. Sono una figlia. Sono una donna".

L'iniziativa di Asia Argento e Fanpage.it

In questi ultimi giorni il caso ha preso piede definitivamente anche nel Belpaese. Il tema diventa sempre più pressante e questo giornale ha voluto fare la sua parte, lanciando un'iniziativa insieme ad Asia Argento, ovvero il sostegno alla campagna #metoo. Lei ci metterà la faccia, Fanpage.it ci mette il sostegno legale. Qui tutte le informazioni per contattarci.