È un Bernardo Bertolucci durissimo, quello che si è scagliato contro Ridley Scott e la censura americana per la scelta di cacciare Kevin Spacey dal film Tutti i soldi del mondo e da Hollywood, in seguito alle accuse di molestie piovute sull'attore. Il grande regista italiano è intervenuto al Bif&st, manifestazione cinematografica di Bari che ha presentato la versione restaurata del suo intramontabile Ultimo tango a Parigi. Nel corso di una masterclass al Petruzzelli, Bertolucci ha ricordato l'episodio con parole di fuoco e si è detto disponibile a fare un film con Spacey:

Ho provato vergogna per Scott: malgrado il grosso potere contrattuale che ha con Hollywood, ha scelto di sottostare alla imposizione razzista su Spacey (sono scattati gli applausi del pubblico, ndr). La mia prima reazione è stata mandare un sms a Pietro Scalia, il suo montatore storico, per fagli dire a Scott che si doveva vergognare. E poi mi è venuta subito voglia di fare un film con Kevin Spacey.

Le accuse a Spacey

Chissà che Bertolucci non offra davvero all'attore la possibilità di risollevare una carriera che, nonostante i due Oscar vinti, oggi sembra chiusa. Ridley Scott ha rimosso Spacey dalla lavorazione di Tutti i soldi del mondo parlando di "comportamento inaccettabile" e sostituendolo con Christopher Plummer, rigirando gran parte delle scene a tempo di record. Sono più d'uno gli uomini che hanno accusato di molestie il divo, obbligato dalle circostanze a fare coming out per la prima volta. Tra questi, Anthony Rapp ha sostenuto di essere stato vittima quando aveva 14 anni, mentre altre accuse sono arrivate dal figlio di Richard Dreyfuss. Un caso scoppiato sull'onda dello scandalo Weinstein che ha sancito anche l'espulsione di Spacey dal cast di House of Cards.

Bertolucci sul restauro di Ultimo Tango a Parigi

Curioso che il film al centro dell'incontro di Bertolucci, Ultimo Tango a Parigi, è noto anche per una polemica su presunti abusi subiti dall'attrice protagonista Maria Schneider. A proposito del restauro del suo film più famoso e controverso, il cineasta ha ricordato l'incontro con Marlon Brando, di cui contribuì a rilanciare la carriera: "Andai alla Paramount e mi dissero: questo qui non vale più nulla, è una vecchia carcassa. Ma io, che dentro di me ero già impegnato con Marlon, dissi loro ciao. E andai dalla United Artist, dove accettarono come protagonista Brando. Che era sparito per un po' e aveva però girato Il padrino (non ancora uscito, ndr)".