Jeff Bridges è da inserire, senza alcun dubbio, nella top list delle icone viventi di Hollywood. Il divo compie 70 anni il 4 dicembre e, nella sua straordinaria carriera iniziata quando era praticamente un bambino, ha collezionati ben 7 nomination agli Oscar, riuscendo a portare a casa la statuetta solo nel 2010 grazie al bellissimo Crazy Heart. Il suo ruolo più noto e riuscito, però, resta quello del Drugo nel cult Il grande Lebowski, diretto dai fratelli Coen, anche se nella sua filmografia è impossibile non citare King Kong, Tron, Starman, The Contender, Il Grinta e Hell or High Water.

Da bambino prodigio alla prima nomination agli Oscar

Bridges è nato a Los Angeles in una famiglia di attori. Già nel 1951 è apparso nel film N.N. Vigilata speciale, di John Cromwell e, in seguito, partecipa alle serie tv Sea Hunt (1958), The Lloyd Bridges Show (1962-63), Cavaliere solitario (1965) e Lassie (1969). Dopo l’Università, entra a far parte della guardia costiera americana, ma il richiamo del cinema è più forte e, infatti, nel 1970 è già sul set del film I sentieri della rabbia, di Paul Bogart, seguito da The Yin and Yang of Mr. Go (1970), di Burgess Meredith; L’ultimo spettacolo (1971), diretto da Peter Bogdanovich, che gli regala la sua prima nomination agli Oscar; il bellissimo Città amara – Fat City (1972), del grande John Huston e Cattive compagnie (1972), di Robert Benton.

Una calibro 20 per lo specialista e Starman

Dopo The Iceman Cometh (1973), di John Frankeneheimer, Jeff Bridges riceve la sua seconda nomination agli Oscar per Una calibro 20 per lo specialista (1974), di Michael Cimino, dove recita accanto a Clint Eastwood, mentre due anni dopo è nei panni di Jack Prescott nel cult King Kong, di John Guillermin. Altri film interessati di questo periodo sono Alla maniera di Cutter (1981), diretto da Ivan Passer; il fantascientifico Tron (1982), di Steven Lisberger e Due vite in gioco (1984), per la regia di Taylor Hackford. John Carpenter, sempre nel 1984, lo vorrà come protagonista del suo cult fantasy Starman, che gli regala un’altra nomination ai Golden Globe e agli Oscar come Miglior attore protagonista. La sua carriera continua con pellicole dirette ancora da grandi registi tra cui Il mattino dopo (1986), di Sidney Lumet; Tucker – Un uomo e il suo sogno (1988), per la regia di Francis Ford Coppola; I favolosi Baker (1989), di Steve Kloves; La leggenda del re pescatore (1991), del grande Terry Gilliam e L’Albatross – Oltre la tempesta (1996), di Ridley Scott.

Il ruolo del Drugo nel cult Il grande Lebowski

1998, Joel e Ethan Coen gli offrono il ruolo della vita. Jeff Briges viene, infatti, scelto dai famosi fratelli per la parte di Jeffrey Lebowski, il "Drugo" del cult assoluto Il grande Lebowski, che gli regalerà un successo enorme ma sarà snobbato dall’Academy. Successivamente, lo vedremo in Arlington Road – L’inganno (1999), di Mark Pellington; La dea del successo (1999), diretti da Albert Brooks e The Contender (2000), di Rod Lurie, che gli regalerà un’altra nomination come Miglior attore non protagonista. I film più interessanti degli anni Duemila sono Seabiscuit – Un mito senza tempo (2003), di Gary Ross; The Door in the Floor (2004), di Tod Williams; Tideland – Il mondo capovolto (2005), per la regia di Terry Gilliam; Iron Man (2008), diretto da Jon Favreau, in cui ha il ruolo di Obadiah Stane/Iron Monger e L’uomo che fissa le capre (2009), di Grat Heslov.

L’Oscar per Crazy Heart e gli ultimi film

Finalmente, Jeff Bridges alzerà l’agognato Oscar come Miglior attore protagonista per il bellissimo Crazy Heart (2008), di Scott Cooper, incentrato sulla storia del cantante country alcolizzato Bad Blake. Dopo Tron: Legacy (2010), i fratelli Coen lo dirigeranno ancora nello straordinario Il Grinta (2010), che gli porterà l’ennesima nomination agli Oscar. Dopo i non fortunatissimi R.I.P.D. – Poliziotti dall’Aldilà (2013), diretto da Robert Schwentke; The Giver – Il mondo di Jonas (2014), per la regia di Phillip Noyce e Il settimo figlio (2014), diretto da Sergei Bodrov, Bridges viene candidato nuovamente ai Golden Globe e agli Oscar per Hell or High Water (2016), di David MacKenzie. Gli ultimi film in cui l’abbiamo visto sono Kingsman – Il cerchio d’oro (2017), di Matthew Vaughn; Fire Squad – Incubo di fuoco (2017), diretto da Joseph Kosinski e 7 Sconosciuti a El Royale (2018), di Drew Goddard. All’inizio del 2019, invece, ha ricevuto il Golden Globe alla carriera.