Il suo immenso talento l’ha reso uno dei pilastri del nostro cinema e uno dei pochi richiesti anche all’estero in grandissime produzioni. Pierfrancesco Favino compie 50 anni il 24 agosto e ha già girato 47 pellicole per il grande schermo e tante serie e film tv. Tra i film più importanti ci sono “Romanzo criminale”, “L’ultimo bacio”, “L’industriale”, “ACAB – All Cops Are Bastard”, “Suburra”e il pluripremiato e recente “Il traditore”. Progetti in cantiere? Altri tre progetti che faranno impazzire i suoi fan.

L’esordio al cinema con Lino Capolicchio

Favino è nato a Roma anche sei suoi genitori sono originari di Candela, in provincia di Foggia. Dopo aver conseguito il diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove ha modo di frequentare le lezioni di Luca Ronconi e Orazio Costa, si dedica al teatro, esordendo poi in televisione nel 1991 con il film tv “Una questione privata”, diretto da Alberto Negrin e prosegue con la serie “Amico mio”(1993-1998). Al cinema, invece, l’esordio avviene con “Pugili”(1995), di Lino Capolicchio a cui seguiranno “Il principe di Hombourg”(1997), diretto da Marco Bellocchio e “In barca a vela contromano”(1997), per la regia di Stefano Reali.

“L’ultimo bacio” e “El Alamein”

L’attore continua a lavorare anche in televisione nei film tv di enorme successo “I giudici – Excellent Cadavers”(1999), di Ricky Tognazzi e “Padre Pio”(2000), diretto da Carlo Carlei. Nel 2001, Gabriele Muccino gli affida il ruolo di Marco nel blockbuster “L’ultimo bacio”. In seguito, sarà nel cast di “La verità vi prego sull’amore”(2001), di Francesco Apolloni; “Da zero a dieci”(2001), per la regia di Luciano Ligabue e “El Alamein – La linea del fuoco”(2002), di Enzo Monteleone, che gli regalerà una nomination ai David di Donatello come Miglior attore non protagonista. In televisione, sarà nel film tv “Gli insoliti ignoti”(2002), di Antinello Grimaldi e nella miniserie “Ferrari”(2003), di Carlo Carlei invece la sua carriera cinematografica continuerà con “Passato prossimo”(2003), di Maria Sole Tognazzi; “”Le chiavi di casa”(2004), per la regia di Gianni Amelio; “Nessun messaggio in segreteria”(2005), diretto da Luca Miniero e Paolo Genovese e “Amatemi”(2005), di Renato De Maria.

I premi per “Romanzo criminale”

Il 2005 è davvero il suo anno fortunato. Michele Placido gli offre il ruolo del Libanese nel suo “Romanzo Criminale”, dove Favino recita accanto a Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Claudio Santamaria e Stefano Accorsi. E’ un vero e proprio trionfo. L’attore riesce a portare a casa il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la sua incredibile performance. Nello stesso anno, è anche il protagonista della miniserie tv “Gino Bartali – L’intramontabile”, del suo amico Alberto Negrin. Nel 2006, è di nuovo nelle sale con “La sconosciuta”, di Giuseppe Tornatore e nel blockbuster internazionale “Una notte al museo”, di Shawn Levy, dove recita accanto a Ben Stiller e Robin Williams.

Le esperienze all’estero e “ACAB – All Cops Are Bastards”

La sua ascesa è costante e continua (anche all’estero) con “Saturno contro”(2007), per la regia di Ferzan Opetek; “Le cronache di Narnia – Il principe Caspian”(2008), per la regia di Andrew Adamson, dove Favino ha il ruolo di Lord Glozelle; “Miracolo a Sant’Anna”(2008), del grande Spike Lee; “Angeli e demoni”(2009), di Ron Howard e “Baciami ancora”(2010), di Gabriele Muccino. Dopo gli interessanti “Cosa voglio di più”(2010), diretto da Silvio Soldini; “La vita facile”(2011), per la regia di Lucio Pellegrini e “L’industriale”(2011), di Giuliano Montaldo, è il celerino Cobra nel bellissimo e crudo “ACAB – All Cops Are Bastards”(2012), che gli farà vincere il Nastro d’argento e il Premio Flaiano.

Da “Posti in piedi in Paradiso” alla serie “Marco Polo”

Sempre nel 2012, si concede la divertente commedia “Posti in piedi in Paradiso”, di e con Carlo Verdone per rituffarsi poi nel dramma con “Romanzo di una strage”(2012), di Marco Tullio Giordana e nelle produzioni internazionali  con “World War Z”(2013), diretto da Marc Forster con protagonista Brad Pitt e “Rush”(2013), di Ron Howard, dove ha il ruolo di Cley Regazzoni. Successivamente, sarà in “Senza nessuna pietà”(2014), di Michele Alhaique; “Suburra”(2015), di Stefano Sollima e “Le confessioni”(2106), diretto da Roberto Andò. Tra il 2014 e il 2016 gira anche la serie Netflix, “Marco Polo”, dove ha il ruolo di Niccolò Polo.

“Il traditore” e i tre progetti in cantiere

Negli ultimi tre anni, Favino ha girato la commedia “Moglie e marito”(2017), con Kasia Smutniak; “Rachel”(2017), di Roger Michell, con protagonista il premio Oscar Rachel Weisz; “Chi m’ha visto”(2017), di Alessandro Pondi; il corale “A casa tutti bene”(2018), di Gabriele Muccino; “The Catcher Was a Spy”(2018), di Ben Lewin e “I Moschettieri del re – La penultima missione”(2018), di Giovanni Veronesi. Nello stesso anno, ha presentato il Festival di Sanremo con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker invece, dal maggio scorso, è stato nelle sale con “Il traditore”, di Marco Bellocchio, in cui interpreta il ruolo di Tommaso Buscetta. La pellicola ha vinto 2 Globi d’oro, 7 Nastri d’argenti (tra cui quello al Miglior attore protagonista) e il Premio Flaiano alla Migliore sceneggiatura. In cantiere, l’attore ha già altri tre film: “I migliori anni”, del suo amico Gabriele Muccino; “Hammamet”, diretto da Gianni Amelio e in cui vestirà di Bettino Craxi e “Nel sole”, diretto da Claudio Noce.