Dal 26 giugno, nelle nostre sale sbarca l’attesissimo “Toy Story 4”, quarto capitolo delle avventure di Woody, Buzz e dei loro amici giocattoli e, stavolta, in cabina di regia c’è Josh Cooley. Dal 27, invece, troveremo anche l’intenso “La mia vita con John F. Donovan”, con un cast stellare capeggiato da Kit Harington e Jacob Tremblay; “Ma”, il thriller horror prodotto da Jason Blum con protagonista il Premio Oscar Octavia Spencer in una veste totalmente inedita; “Nureyev – The White Crow”, per la regia id Ralph Fiennes e incentrato sulle vicende del ballerino Rudolf Nureev, interpretato da Oleg Ivenko e “Wolf Call – Minaccia in alto mare”, l’action-thriller con François Civil, Omar Sy e Mathieu Kassovitz.

“Toy Story 4”

Questa volta l'avventura della Disney Pixar è un vero e proprio viaggio on the road, durante il quale spunteranno volti già noti ai giocattoli protagonisti e ci saranno notevoli sorprese. Woody, con il suo ottimismo contagioso cercherà di convincere del valore la new entry del gruppo, Forky, che sembrerebbe non avere fiducia in sé stesso. Durante il viaggio che il figlio di Woody, Bonnie, decide di fare affinché il suo nuovo amico possa prendere coscienza di non essere un oggetto da buttare, Woody incontrerà un personaggio del suo passato, la sua amica Bo Peep. Dopo anni da vagabonda, l'intraprendente bambolina di porcellana, sembra stanca e provata, ma ritrova l'intesa con il suo vecchio amico Woody, eppure la differenza nel loro mondo fatto di giocattoli si fa sentire. Ma scopriranno, ben presto, che non sarà questo il motivo per cui dovranno davvero preoccuparsi.

“La mia vita con John F. Donovan”

Il giovane attore Rupert Turner decide di raccontare la vera storia di John F. Donovan, star amatissima della televisione americana scomparsa dieci anni prima. Il bello e talentuoso Donovan, in una corrispondenza epistolare, gli aveva aperto le porte del cuore, svelando i turbamenti di un segreto celato agli occhi di tutti. Turner ne ripercorre così la vita e la carriera, dall’ascesa al declino, causato da uno scandalo infamante tutto da dimostrare.

“Ma”

Sue Ann è una donna solitaria che vive in una piccola e tranquilla cittadina dell'Ohio. Un giorno, viene fermata da Maggie, un’adolescente che le chiede dove poter comprare degli alcolici per sé ed i suoi amici. Sue Ann intravede così la possibilità di farsi dei nuovi e, soprattutto, inconsapevoli amici. Offre quindi ai ragazzi la possibilità di ospitarli nella sua cantina, evitando loro di bere e mettersi alla guida, a patto che seguano alcune regole della casa: uno deve rimanere sobrio; non devono essere dette imprecazioni; Non devono andare mai al piano di sopra e nessuno deve chiamarla "Ma". L'ospitalità della donna si trasforma presto in ossessione, e quel che è iniziato come un sogno da adolescente degenera in un incubo.

“Nureyev – The White Crow”

Giovane, ribelle, dotato di un'elasticità e una duttilità corporea fuori dal comune, bello e schivo, seducente e misterioso, il noto ballerino russo è stato già soggetto di trasposizioni cinematografiche, anche piuttosto recenti. Ma in The White Crow la danza va di pari passo con la storia umana e personale di un uomo che ha rivoluzionato la staticità di un universo così schematico come quello della danza classica. Il film racconta della sua infanzia, in Russia, nel paese di Ufa sotto il regime sovietico, racconta della sua passione crescente per il ballo e per l'arte, così forte che a soli 22 anni già faceva parte della compagnia di Kirov, tra le più importanti dell'Unione Sovietica. Di lì a poco tempo sarebbe diventato l'incarnazione della leggerezza, dell'istintualità, del dinamismo e dell'interpretazione sentita, dolente e potente, che si lasciava alle spalle i dettami di un'impostazione rigida e conformista. Nureyev viene raccontato nella fase della sua vita più rivoluzionaria. Durante una tournée in Francia, la prima che gli fu concessa, riuscì a sfuggire agli ufficiali del KGB, e non tornare mai più nel suo Paese che non gli avrebbe permesso di ingrandire e realizzare i suoi sogni di gloria. Per 26 anni non potè mai più rientrare in patria, accusato dal governo di alto tradimento, e forse questo esilio forzato gli permise di diventare la stella che è diventato con il tempo, ballando nelle più grandi città europee, fino ad arrivare a New York, rivoluzionando l'unico mondo che davvero gli appartenesse, l'unica modalità espressiva che gli consentisse di essere se stesso.

“Wolf Call – Minaccia in alto mare”

Chanteraide è un giovane che ha il raro dono di riconoscere ogni suono che sente. A bordo di un sottomarino nucleare francese ogni cosa dipende da lui, da tutti reputato il migliore e chiamato “l’orecchio d’oro”. Un giorno, però, commette un errore che mette l’equipaggio in pericolo di vita. Per cercare di recuperare la fiducia dei suoi compagni, finirà per mettersi in una situazione ancora più drammatica, in un’altra missione e, oltre a salvare se stesso, dovrà anche pensare a mettere in salvo D’Orsi, Alfost, Grandchamp e gli altri membri del sottomarino.