Il 23 luglio prossimo avrebbe compiuto solo 47 anni e la sua tragica morte ha colpito nel profondo tutto il mondo del suo amato cinema. Il grandissimo Philip Seymour Hoffman ha iniziato a lavorare nel mondo della celluloide solo 23 anni fa ma ha collezionato successi su successi, che lo hanno reso, in assoluto, uno dei più bravi attori in circolazione. Ha preso parte a film cult come “Il grande Lebowsky”, dei fratelli Coen, “La 25esima ora” di Spike Lee, fino a capolavori più recenti come “Le idi di Marzo” e  “The Master”. Di seguito, trovate 10 dei suoi più bei film, anche se è stata davvero dura scegliere tra i suoi 52 lungometraggi. Hollywood ha decisamente perso un altro pezzo da novanta.

Il grande Lebowsky” (1998), regia di Joel Coen

Al giovanissimo attore viene affidato il ruolo di Brandt nella pellicola cult dei fratelli Coen, al fianco di Jeef Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore e John Turturro. Per lui è un trampolino di lancio senza precedenti che gli apre le porte della Hollywood che conta.

Magnolia” (1999), di Paul Thomas Anderson

Philip Seymour Hoffman è Phil Pharma, infermiere di un malato terminale di cancro la cui bontà d’animo e la facile manipolabilità lo cacceranno in situazioni decisamente imbarazzanti. Grande performance al fianco di Tom Cruise.

La 25esima ora”(2002), regia di Spike Lee

La pellicola è tratta dal romanzo omonimo di David Benioff ed è uno dei primi film ambientati a New York dopo la tragedia dell’11 settembre 2011 e a mostrare Ground Zero. Il compianto attore interpreta il ruolo di Jacob, uno dei migliori amici del protagonista Monty Brogan (Edward Norton) spacciatore di droga che ne passerà di tutti i colori.

Truman Capote – A sangue freddo” (2005), regia di Bennett Miller

E’, senza ombra di dubbio, il film in cui le sue straordinaria capacità attoriali vengono fuori con tutta la loro potenza. Il film è basato sulla vita dello scrittore statunitense Truman Capote, in particolare sul lavoro di ricerca e approfondimento svolto dall'autore in preparazione del suo romanzo “A sangue freddo”, ultima sua opera compiuta. Grazie a questo film, Philip Seymour Hoffman vince l'Oscar al miglior attore nel 2006.

Il dubbio” (2008), regia di John Patrick Shanley

E’ un film indipendente tratto dall’omonimo dramma teatrale scritto dallo stesso regista, vincitore del Premio Pulitzer, nel 2005. La pellicola ha ottenuto 5 candidature agli Oscar 2009, per l'intero cast Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams e Viola Davis, e per la miglior sceneggiatura non originale. Straordinaria l’interpretazione dell’attore nei panni di Padre Brendan Flynn.

I Love Radio Rock” (2009), regia di Richard Curtis

Il film è dedicato al fenomeno delle radio pirata inglesi degli anni sessanta, ispirandosi in particolare alla vicenda di Radio Caroline. L’attore è “Il Conte”, uno dei gestori di Radio Rock.

Le idi di Marzo” (2011), regia di George Clooney

Nel fortunato film di George Clooney, l’attore è nei panni di Paul Zara, il responsabile della campagna elettorale di Mike Morris/George Clooney. La performance viene premiata con una nomination ai prestigiosi BAFTA.

L’arte di vincere” (2001), regia di Bennett Miller

È basato sul libro “Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game” di Michael Lewis sulla squadra di baseball Oakland Athletics e sul loro general manager Billy Beane. Hoffman è Art Howe, l’allenatore degli Athletics che si oppone a Beane/Brad Pitt sulla gestione dei giocatori della squadra. Grandissimo film candidato a ben sei premi Oscar.

The Master” (2012), regia di Paul Thomas Anderson

I grandi protagonisti di questo stupendo film sono:  Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix e Amy Adams. Il film è stato presentato in concorso alla 69esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. La trama del film è stata parzialmente ispirata dal personaggio di Lafayette Ron Hubbard, fondatore di Scientology, ma anche da scene inutilizzate della prima stesura de Il petroliere, da storie che l'attore Jason Robards aveva raccontato ad Anderson riguardo ai suoi giorni in marina durante la guerra, e dalla vita di John Steinbeck. Hoffman, per il ruolo di Lancatser Dodd, capo carismatico e spirituale del movimento denominato “La Causa”, ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e ha ricevuto una nomination ai BAFTA, Golden Globe e agli Oscar 2013.

Una fragile armonia” (2012), regia di Yaron Zilberman

L’attore è Robert, componente di un famoso quartetto d’archi che, Dopo aver suonato insieme per più di venti anni, è costretto a fare i conti con la perdita di uno dei membri, colpito dal morbo di Parkinson. Da vedere.