Non si arrestano gli effetti dello scandalo molestie sessuali che ha travolto Harvey Weinstein. La casa di distribuzione e produzione cinematografica fondata dall'imprenditore – licenziato lo scorso ottobre – è pronta a dichiarare bancarotta. L'ultimo tentativo di vendita a un gruppo di investitori guidati da Maria Contreras-Sweet non è andato a buon fine.

L'ultimo tentativo di vendita è fallito

A quanto si apprende dal ‘The Guardian', il Consiglio di Amministrazione contava di poter vendere l'azienda a un gruppo di investitori guidati da Maria Contreras-Sweet, ex funzionario dell'amministrazione Obama. La proposta ammontava a 500 milioni di dollari – due anni fa il valore dell'azienda era stato stimato a 800 milioni – inoltre, il nome dell'azienda sarebbe stato modificato, i dirigenti cambiati e il CdA avrebbe dovuto contare su più volti femminili, in memoria dello scandalo che ha travolto il fondatore dell'azienda. Infine, era previsto un fonda da 40 milioni da destinare alle vittime delle molestie. La vendita, che ormai sembrava essere giunta alle battute finali, si è conclusa con un nulla di fatto.

Il comunicato della Weinstein Company

In un comunicato rilasciato dal Consiglio di Amministrazione della Weinstein Company si legge: "Pur riconoscendo che questo sia un esito estremamente spiacevole per i nostri dipendenti, i nostri creditori e per le vittime, il consiglio non ha scelta se non quella di ricorrere all'unica opzione possibile per massimizzare il valore residuo della società".

Weinstein è stato licenziato dopo lo scandalo molestie

Harvey Weinstein è stato accusato da una lunghissima lista di donne di averle molestate sessualmente. Lo scorso ottobre, l'imprenditore è stato licenziato dallo studio cinematografico di cui era co-fondatore. Nel giro di pochi giorni anche la moglie Georgina Chapman ha preso le distanze da lui. Weinstein, in una nota, si espresse sulla sua famiglia andata in frantumi:

"Sono profondamente devastato. Ho perso mia moglie, i miei bambini, coloro che amo più di ogni altra cosa. So che Georgina ha preso la decisione migliore per i bambini, per lei e per i suoi affari, che danno lavoro a 130 persone. Non voglio fare del male a lei o ai miei bambini più di quanto non abbia già fatto. Amo sinceramente Georgina e spero che un giorno possiamo riconciliarci, anche se in questo momento sembra sia impossibile".