C'erano grandi aspettative nella notte degli Oscar per il film di Noah Baumbach e per le interpretazioni dei suoi protagonisti. Eppure ‘Storia di un matrimonio' non ha vinto nessuna statuetta e Scarlett Johansson e Adam Driver restano i grandi esclusi degli Oscar 2020. Nonostante il film fosse tra i favoriti, non ha convinto il racconto doloroso e implacabile del regista americano, sulla fine dell'amore tra il regista di Broadway Charlie Barber (Driver) e la moglie Nicole, attrice californiana di serie tv (Johansson). Nei 137 minuti c'è tutta la sofferenza del distacco, la presa di coscienza di un amore finito senza un vero motivo scatenante. Nel racconto, l'amore è semplicemente svanito e anche se vorrebbe tramutarsi in rabbia, rancore, non resta invece altro che affetto reciproco. La delicatezza della loro storia viene messa da parte, scalzata dall'intrigante metafora di "Parasite", Miglior film e Miglior film internazionale agli Oscar 2020.

Scarlett Johansson 2 nomination nessuna vittoria

Due nomination, ma neanche una vittoria. La 35enne newyorkese Scarlett Johansson, splendente sul red carpet degli Oscar, è tornata a casa a mani vuote dal Dolby Theatre di Los Angeles, nonostante concorresse al titolo di Miglior attrice protagonista per ‘Marriage Story' e a quello di Miglior attrice non protagonista per ‘Jojo Rabbit'. Un exploit che prima di lei si era verificato solo altre 11 volte in oltre 90 anni di storia dell'Academy. Come già accadde a Cate Blanchett nel 2007 (con la nomination per ‘Elizabeth, The Golden Age' e ‘Io Non Sono Qui'), nessuna delle due nomination le ha portato la vittoria. L'attenzione è stata tutta su Renée Zellweger, Miglior Attrice in ‘Judy' e su Laura Dern, anche lei vista in ‘Storia di un matrimonio' nei panni dell'avvocato di Nicole, premiata come Miglior attrice non protagonista. Sui social i fan, anche in Italia, hanno espresso tutto il loro disappunto per la mancata vittoria della Johansson, secondo molti ingiustamente privata della statuetta.

Adam Driver non arriva all'Oscar

Il Joker di Joaquin Phoenix porta via la statuetta da Miglior Attore Protagonista ad Adam Driver, per il secondo anno consecutivo ad un soffio dalla vittoria. Agli Oscar 2019 infatti, Driver era candidato come Miglior attore non protagonista per ‘BlacKkKlansman' di Spike Lee, ma anche allora non andò come sperava. La denuncia sociale gridata del Joker, anti eroe degli eccessi, ha avuto la meglio sull'interpretazione minuziosa di Adam River, in un personaggio dalle mille sfaccettature. Charlie è un marito amorevole, un padre comprensivo, allo stesso tempo uomo ferito e arrabbiato. Nei panni dell'individuo qualunque Adam Driver è comunque riuscito a dare il meglio di sé in un'interpretazione che non resterà dimenticata.

La battaglia tra Academy Awards e Netflix

Già lo scorso anno il regista americano pluripremiato Steven Spielberg aveva dato il via ad una vera e propria battaglia contro la partecipazione dei film Netflix agli Oscar, dalla quale era uscito sconfitto. La piattaforma di streaming è riuscita a farsi largo nel mondo di Hollywood e agli Oscar si è presentata con 24 nomination per i suoi film, 9 in più dello scorso anno. Il colosso di Los Gatos vince la sfida con le altre major e distributori; 10 nomination sono solo per ‘The Irishman' di Martin Scorzese, che eguaglia ‘C'era una volta a…Hollywood'. Eppure l'unica statuetta vinta da Laura Dern e la vittoria a Miglior film di una pellicola "outsider" come ‘Parasite' la dice lunga sulla strada che ancora Netflix deve fare.