Si continua a parlare del caso di Harvey Weinstein e della denuncia di Asia Argento, che sostiene di aver subito violenza dal produttore nel 1997, quando lei aveva appena 21 anni. Sorprende come in Italia moltissime critiche si siano abbattute sull'attrice, ritenuta colpevole di "non aver parlato prima" o addirittura di aver avuto con Weinstein una vera e propria relazione per agevolare la propria carriera, benché lei abbia sempre smentito. Ora, a zittire tali voci interviene Giovanni Veronesi. Non è vero che Asia non ha mai parlato prima che scoppiasse lo scandalo: raccontò dello stupro subito proprio al regista, che oggi lo rivela su Twitter e biasima se stesso per non aver denunciato pubblicamente l'accaduto.

Asia criticata, interviene Giovanni Veronesi

Veronesi parla a dirci giorni di distanza da quando la Argento accusò per la prima volta Weinstein. Lo scoop nel frattempo si è trasformato in una vera bomba sul mondo di Hollywood, coinvolto nel più grande scandalo sessuale della sua storia con circa 30 donne che hanno puntato il dito contro il produttore cinematografico americano. In Italia, va avanti un bizzarro e inquietante caso parallelo dove la solidarietà alla Argento è superata dalle critiche, attraverso spietati commenti via web e gli attacchi di diversi esponenti del mondo dello spettacolo, tanto che la stampa americana ha accusato il nostro Paese di misoginia (a difenderla è intervenuta invece Laura Boldrini). Ecco, però, la dichiarazione di Veronesi via Twitter:

C'è ancora in giro chi dubita, chi dice che l'ha fatto per la carriera. A me lo disse vent'anni fa ma era piccola e aveva paura. E io non sapevo che fare. Mi sembrava una cosa troppo lontana da me. Ma avrei dovuto denunciare io.

Il mea culpa del regista

Intervistato da Vanity Fair, il regista di "Manuale d'amore" (che ha diretto Asia in "Viola bacia tutti") ha quindi racconta con maggiori dettagli quando la Argento le confessò di aver subito un rapporto orale forzato in una camera d'albergo a Cannes:

Successe 20 anni fa. Ricordo questa ragazza schifata e impaurita, e il racconto di un orco a Cannes che le aveva messo le mani addosso. Mi disse solo che le aveva fatto del male, non che cosa le fece. Per lo stesso pudore per cui io non feci ulteriori domande. Si vergognava. Provai a starle vicino da amico. Quando vedevo Weinstein in Tv – perché non mi sono mai seduto a un suo tavolo – mi risaliva il pensiero di quella confessione. Passò il tempo, e vedendo che Asia aveva avuto figli, si era fatta una famiglia, da uomo superficiale – a volte noi maschi non ci arriviamo proprio, siamo di una banalità infinita – ho pensato che anche un abuso, proprio come il tempo, nel tempo potesse passare. Che potesse essere rimosso. E invece: quando lei l’ha detto al mondo è stata una doccia fredda anche per me.

Veronesi sulle attrici italiane ‘assenti'

Veronesi (marito dell'attrice Valeria Solarino) precisa inoltre di non essere mai stato fidanzato con Asia ma di essere legato a lei da semplice amicizia: la descrive come un'attrice "anticonformista" che "non voleva in nessun modo essere sponsorizzata, il contrario di come la dipingono ora". Pur ammettendo di aver sbagliato a non parlare prima, non si sente complice, come vari personaggi a Hollywood che hanno scelto il silenzio e l'omertà (vedi la recente ammissione di Quentin Tarantino o, ancora, lo sfogo durissimo dello sceneggiatore Scott Rosenberg). Veronesi accusa quindi le attrici italiane, colpevolmente silenziose in questo frangente quando non esplicitamente critiche (vedi il caso recentissimo di Rossella Brescia, che successivamente si è scusata).

Ma le vere assenti di questa storia, oggi, sono le attrici italiane. Dove sono? Perché non fanno muro in difesa di Asia? Qui non può davvero esistere contraddittorio, e sa perché? Perché umiliando Asia, mettendola in dubbio e alla gogna, si stanno impaurendo tutte quelle centinaia di ragazze che erano pronte a prendere esempio: gli stiamo sgretolando il coraggio e non diranno più la verità.