UPDATE 25/05/2018: Come annunciato ieri dai media americani, Harvey Weinstein si è consegnato questa mattina alla polizia di New York. Andrà a processo con l'accusa di stupro e molestie sessuali. Il tribunale ha fissato una cauzione di 10 milioni di dollari per la sua liberazione. L'avvocato del produttore ha già precisato che il suo assistito si dichiarerà non colpevole.

L'indiscrezione sull'imminente arresto

La parabola discendente di Harvey Weinstein, il produttore cinematografico accusato di violenze, molestie e abusi da decine e decine di donne dello spettacolo, potrebbe concludersi con l'arresto. La notizia sta facendo il giro dei media americani ed è balzata improvvisamente in trend in tutto il mondo: secondo quanto affermato dal New York Times, dal New York Daily News e da altre molteplici fonti, venerdì 25 maggio Weinstein dovrebbe consegnarsi alla polizia della Grande Mela per l'accusa di molestie sessuali. Si parla di un caso specifico: la denuncia di Lucia Evans, che sostiene di essere stata da lui costretta a un rapporto orale nel 2004.

Weinstein è in rehab, l'avvocato rifiuta di commentare

Dopo che negli scorsi mesi un vero e proprio ciclone si è abbattuto di lui, con circa cento donne che lo hanno accusato, Weinstein ha negato di aver avuto rapporti intimi non consenzienti e si è chiuso in un centro di riabilitazione in California. Al momento, il suo legale, l'avvocato Benjamin Brafman, ha rifiutato ogni commento. La Evans ha raccontato al New Yorker che, ai tempi in cui era una studentessa del college, incontrò produttore in un locale notturno. Lui la invitò nel suo ufficio della Miramax e la costrinse a compiere l'atto contro la sua volontà: "Ho provato a scappare, ma forse non ci ho provato abbastanza, non volevo prenderlo a calci o lottare contro di lui".

Lo scandalo Weinstein, da Asia Argento a Gwyneth Paltrow

Tra le tantissime attrici, modelle e lavoratrici del mondo del cinema che hanno accusato Weinstein di reati che vanno dal semplice comportamento scorretto al vero e proprio stupro, c'è anche la nostra Asia Argento, che sostiene di essere stata violentata due volte e ha rievocato quei momenti terribili recentemente, nella cerimonia di chiusura del Festival di Cannes. Nei giorni scorsi, è tornata sull'argomento anche Gwyneth Paltrow, che subì avance fastidiose nel lontano 2005: a differenza di molte altre star (come Rosanna Arquette, Annabella Sciorra e Rose McGowan, la cui carriera fu bloccata) ebbe la fortuna di essere difesa dal suo potente fidanzato, Brad Pitt.

La rivoluzione dei movimenti femminili

Dopo lo scandalo Weinstein e i tanti altri casi di star accusati di molestie (da Kevin Spacey al recentissimo caso di Morgan Freeman), Hollywood e l'intero mondo del cinema hanno subito una scossa senza precedenti. Sono così sorti tantissimi movimenti femminili che sostengono non solo una lotta ferrea all'avance non gradita e alla molestia nel mondo del lavoro, ma anche una autentica parità tra sessi. Dal #MeToo all'associazione Time's Up, passando per l'italiano Dissenso Comune, si chiede il ribaltamento di un sistema che per troppi anni è stato maschilista. Tante le forme di protesta pubblica, ultima la marcia di 82 donne sul red carpet di Cannes.