26 Settembre 2012
18:51

Il Reality di Garrone sbarca al cinema

Dopo aver ricevuto il Grand Prix della giuria all’ultimo Festival di Cannes, la pellicola di Garrone arriva nelle sale italiane con grandissime aspettative e il boccone amaro della mancata candidatura agli Oscar 2013.
A cura di Ciro Brandi
Reality

L’Italia non l’ha candidato agli Oscar 2013, preferendogli “Cesare deve morire”, di fratelli Taviani, ma “Reality”, di Matteo Garrone, vincitore del Grand Prix della giuria all’ultimo Festival di Cannes, si appresta a sbarcare nelle sale, il 28 settembre, con ottime prospettive. Il regista di “Gomorra” ha dichiarato che la storia che ha raccontato è una sorta di favola contemporanea, quella di un Pinocchio napoletano, in questo caso il pescivendolo Luciano, che sogna di partecipare al Grande Fratello, perdendo però pericolosamente di vista la realtà. Il suo sogno è sospeso nello spazio e nel tempo, ingabbiato e spinto, allo stesso tempo, dal “folklore” dei concittadini di Barra, piccolo quartiere di Napoli. Garrone si rifà a “Bellissima” di Visconti, riprende le atmosfere di De Filippo, di Monicelli e al De Sica di “Matrimonio all’italiana”, costruendo una commedia dove le cose viste in tv risultano essere più vere di quelle della realtà quotidiana. Il regista si tiene comunque lontano da intenti pedagogici o moralistici, mescolando sapientemente comico e drammatico, senza mai trasformare i suoi personaggi in semplici macchiette. A fare da colonna sonora, le splendide musiche di Alexandre Desplat, candidato all’Oscar per ben quattro volte (vedi “Carnage”, “Le idi di Marzo”, “The Ghost Writer” The tree of life). Un gioiellino da non perdere.

La trama

Reality - Il cast

Luciano è un pescivendolo napoletano che per integrare i suoi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Grazie a una naturale simpatia e una verve da attore comico, Luciano non perde occasione per esibirsi davanti ai clienti della pescheria e ai suoi numerosi parenti. Un giorno, spinto dai familiari, partecipa a un provino per entrare nella casa del Grande Fratello. Da quel momento la sua percezione della realtà non sarà più la stessa, il sogno diventa quasi ossessione e sarà difficile, se non impossibile, tornare con i piedi per terra.

Il cast

Nando Paone

Il protagonista assoluto è Aniello Arena, nei panni di Luciano. L’uomo, come abbiamo raccontato già tempo fa, sta scontando l’ergastolo nel carcere di Volterra, essendo stato coinvolto, all’età di 23 anni, nella strage di Piazza Crocelle a Barra, nel 1991, che costò la vita a tre persone. Aniello è rinato grazie al teatro (fa parte della Compagnia della Fortezza, di Armando Punzo), luogo che gli ha fatto conoscere anche Garrone e passione che gli ha cambiato letteralmente la vita. Gli altri straordinario interpreti che compongono il cast sono: Loredana Simioli (Maria), il grande Nando Paone (Michele), Garticoloraziella Marina (mamma di Luciano), Amiello Iorio (Massimone), Nunzia Schiano (Zia Nunzia), Rosaria D’Urso (Zia Rosaria), Giuseppina Cervizzi (Giusy), Claudia Gerini (presentatrice del Grande Fratello), Raffaele Ferrante (Enzo), Paola Minaccioni (cliente romana), Ciro Petrone (barista), Salvatore Misticone (calzolaio), Vincenzo Riccio (Vincenzo), Martina Graziuso (Martina), Alessandra Scognamillo (Alessandra) e Arturo Gambardella (poliziotto).

La nostra recensione

Per Garrone non sarà stato affatto facile approcciarsi ad un altro film dopo l’immenso successo riscosso dal suo “Gomorra”. Ebbene, quattro anni dopo, il regista decide di cambiare totalmente registro e mettere in scena questa commedia corale che non ha nulla a che fare con la precedente. Sensazionale il protagonista Aniello Arena nei panni di Luciano, così come Loredana Simioli e il simpatico Nando Paone, due artisti napoletani che avremo modo di apprezzare, spero, anche in altri film. La Napoli mostrata da Garrone è quella più pura, che vive di sogni, di speranze appese ad un filo, dove la voglia di evadere è fortissima e la forza di fare i conti con la dura realtà diventa un peso insopportabile. La sua non è una condanna al reality show italiano per eccellenza, bensì un viaggio nella psicologia del protagonista, vittima e carnefice di se stesso e delle persone che lo circondano. Il confine tra realtà e finzione si annulla, lasciandolo in un perenne e pericoloso bilico, trasformandolo in una persona paranoica e completamente folle. Certo non mancano frecciatine alla fama “temporanea” che questi personaggi dei reality ottengono partecipandovi. Garrone le mette in pratica attraverso il personaggio di Enzo (Raffaele Ferrante) ex-concorrente idolatrato e invidiato da Luciano, ma il tutto si risolve in poche battute. E’ una favola tutta da vedere, resa meravigliosa dalla fotografia del compianto Marco Onorato, dalle fantastiche musiche di Desplat e dalla tecnica registica di Garrone, fatta di tanti primi piani e telecamera a spalla, vedute aeree ed esaltazione di dettagli intimistici. Bravo.

Voto: 7 ½

Il trionfo di Reality a Cannes, per Garrone un altro Grand Prix
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Il Reality di Garrone che strega Cannes (ancora una volta)
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E’ morto Marco Onorato, direttore della fotografia di Garrone
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