Manca un mese alla Notte degli Oscar 2018. La 90esima edizione dei premi più importanti del cinema, presentata da Jimmy Kimmel, vedrà sfidarsi grandissime celebrità nella cornice del Dolby Theatre e, a capitanare le nomination ci sono “La forma dell’acqua – The Shape of Water”, di Guillermo del Toro, candidato a 13 statuette, poi “Dunkirk" di Christopher Nolan, con 8 e “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, diretto da Martin McDonagh, a quota 7. Ci sono, però, degli assenti illustri che i cinefili più attenti avranno sicuramente notato. Nomi come quelli di James Franco, travolto dalla valanga delle accuse di molestie; Gal Gadot, splendida “Wonder Woman” oppure quella di Steven Spielberg, snobbato dall’Academy nella categoria Miglior regia per il suo “The Post”. Ecco, allora, alcuni esempi lampanti.

Kevin Spacey e James Franco, travolti dallo scandalo molestie

Due grandi assenti di questi Oscar 2018 sono, indubbiamente, Kevin Spacey e James Franco. Il primo, dopo lo scandalo molestie che l’ha travolto nei mesi scorsi, dopo il coming out e le scuse, è stato sostituito nel film “Tutti i soldi del mondo”, di Ridley Scott, dall’attore Christopher Plummer, che ha dovuto rigirare tutte le sue scene. Plummer è stato candidato come Miglior attore non protagonista, quindi, per Spacey si è trattato di una grandissima occasione persa che gli avrebbe permesso, potenzialmente, di mettere in bacheca il suo terzo Oscar. James Franco, invece, per il suo “The Disaster Artist” (di cui è regista e protagonista) aveva già portato a casa il Golden Globe come Miglior attore in un film commedia o musicale, dichiarando il suo enorme supporto alle iniziative Time’s Up e #Metoo. Subito dopo, però, è stato di molestie da tre attrici. Il film è in corsa per la Miglior sceneggiatura non originale, ma il suo nome è stato letteralmente snobbato dall’Academy.

Gal Gadot, “Wonder Woman” si, ma non per l’Academy

Beh, tutti gli amanti dei cinecomic avrebbero voluto vederla nella straordinaria cinquina delle Migliori attrici protagoniste. Invece, sembra che la performance di Gal Gadot come protagonista di “Wonder Woman”, nonostante il grande successo di pubblico e critica non è stata minimamente presa in considerazione, così come il film di Patty Jenkins, che ha incassato quasi 822 milioni di dollari globalmente. Tutto ciò, però, non è bastato all’Academy e quindi non ci resta che aspettare il 1° novembre 2019, quando arriverà nelle sale “Wonder Woman 2”.

Steven Spielberg, Martin McDonagh e Denis Villeneuve: registi snobbati

Ebbene si. Il re Mida del cinema mondiale Steven Spielberg, con il suo “The Post”, non è riuscito a fare suo un posto nella cinquina dei 5 Migliori registi candidati all’Oscar 2018. La sua pellicola è in gara come Miglior film e Miglior attrice protagonista (Meryl Streep) ma la sua candidatura per la regia era quasi certa. Lo era anche quella di Martin McDonagh, regista di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, film candidato a ben 7 statuette, ma clamorosamente non per la Miglior regia. Stessa sorte anche per Denis Villeneuve che, l’anno scorso, con “Arrival” aveva ricevuto 8 nomination, inclusa quella alla Miglior regia, ma quest’anno con “Blade Runner 2049” ne ha ricevute 5 tutte tecniche e non è stato considerato tra i migliori registi. Misteri dell’Academy.

Armie Hammer, assente anche Oliver di “Chiamami col tuo nome”

Dopo la mancata candidatura ai Golden Globe, si sperava almeno in quella agli Oscar. Invece, Armie Hammer, il biondo e sexy Oliver dell’emozionante “Chiamami col tuo nome”, di Luca Guadagnino e candidato a 4 Oscar, non ha ricevuto nessuna nomination, al contrario del suo collega Timothée Chalamet che dovrà vedersela con Daniel Day-Lewis, Daniel Kaluuya, Gary Oldman e Denzel Washington nella categoria Miglior attore protagonista.