Come ogni anno, arriva puntuale la lista dei film che in questo interessantissimo 2018, non hanno superato la prova botteghino, mandando in delirio le case di produzione. Un esempio lampante è “Gotti – Il primo padrino”, con John Travolta, che partendo da un budget di 10 milioni di dollari ne ha incassato 4.3. Peggio ancora ha fatto “Robin Hood – L’origine della leggenda” che, a fronte di 100 milioni di budget ne ha racimolati 73. Nella lista nera ci sono anche due film prodotti dalla Disney, “Nelle pieghe del tempo” e “Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni” ma anche il re dei film d’azione Bruce Willis, protagonista del remake “Il giustiziere della notte”, non apprezzato dal pubblico che forse continua a preferire il cult del 1974 con Charles Bronson. Di seguito, trovate i 10 peggiori flop commerciali di quest’annata, con alcuni titoli che si sono rivelati davvero un’amara sorpresa.

“Gotti – Il primo padrino”

Il regista Kevin Connolly e il protagonista John Travolta di sicuro non si aspettavano di mettere segno uno dei più cocenti flop dell’anno con “Gotti – Il primo padrino”, pellicola che racconta la storia del boss italo-americano John Gotti, capo della potente famiglia criminale Gambino. Connolly parte dall’ascesa al potere del boss, negli anni ’70, fino a diventare una vera e propria celebrità negli anni ‘80 per la sua eleganza e per la capacità di sfuggire a qualsiasi accusa. Il pubblico, però, non ha gradito, forse perché affezionati ancora e unicamente a “Il Padrino”, di Francis Ford Coppola o forse perché, nel caso di “Gotti”, la sceneggiatura di Lem Dobbs e Leo Rossi finisce per essere un tantino troppo pesante e confusa, affossando tutto il progetti. Il box office parla chiaro poiché, partendo da un budget di circa 10 milioni di dollari, il film ne ha incassati solamente 4.343.220.

“Robin Hood – L’origine della leggenda”

Al regista Otto Bathurst non è riuscita l’impresa di riportare in auge la leggenda di Robin Hood. Il principe dei ladri, interpretato da Taron Egerton, coadiuvato da Jamie Foxx, Ben Mendelsohn, Eve Hewson, Tim Minchin e Jamie Dornan, ha deluso fortemente le aspettative dato che la produzione del film è costata circa 100 milioni di dollari mentre gli incassi si sono fermati a 73.197.410.

“Macchine Mortali”

Lo sci-fi di Christian Rivers, ambientato in futuro distopico post apocalittico e basato sul romanzo di Philip Reeve, doveva essere uno dei titoli di punta di fine anno, invece è stato il contrario. Nonostante gli impressionanti effetti speciali di Brian Duff, Trevor Kiely e Gavin Legge e la mega produzione del re Mida Peter Jackson, che ha sborsato ben 100 milioni di budget, è riuscito a racimolarne solamente 55.215.000. Un vero peccato perché i protagonisti Hera Hilmar, Robert Sheehan e un pazzo e inedito Hugo Weaving sono davvero bravi e la fotografia, le musiche e la scenografia sono dettagliate e davvero ben fatte. Che sia rivalutato in futuro?

“Pupazzi senza gloria”

Melissa McCarthy è una delle regine della risata made in USA ma stavolta, con la storia di alcuni pupazzi che vivono a Los Angeles in mezzo agli umani e la svolta thriller con il killer dei fantocci da stanare, non poteva decisamente sperare che il box office fosse clemente. E, infatti, non lo è stato, dal momento che “Pupazzi senza gloria” ha incassato solo 27.506.450 dollari partendo da un budget di 40.

“Hurricane – Allerta uragano”

Rob Cohen di un uragano di categoria 5 che sta per abbattersi sugli Stati Uniti, organizza un colpo alla più grande riserva di banconote per portare via 600 milioni di dollari. Ma il tentativo di fare un mix tra genere catastrofico e quello “heist” è totalmente fallito. “Hurricane – Allerta uragano” è stato tradito dal botteghino, racimolando solo 6.115.820 dollari a fronte di un budget di 35.

“Nelle pieghe del tempo”

Colpo basso, in questo 2018, anche per Disney Pictures. Il kolossal fantasy “Nelle pieghe del tempo”, diretto da Ava DuVernay e basato sul del best seller di Madeleine L’Engle, è incentrato sulla storia di Meg Murry, studentessa che vive con la madre e suo fratello Charles Wallace, dopo la scomparsa del padre. Sarà proprio Charles a mettere Meg e il suo amico Calvin in contatto con tre guide arrivate sulla Terra per aiutare la giovane a ritrovare suo padre e a fermare una pericolosa minaccia. Nel cast ci sono grandissime star del calibro di Oprah Winfrey, Reese Witherspoon, Mindy Kaling, Zach Galifianakis e Chris Pine, ma la storia, trasposta al cinema, non ha avuto lo stesso risconto del libro e il pubblico l’ha quasi snobbata, facendo fermare gli incassi a 132 milioni di dollari quando le spese di produzione sono arrivate quasi a 130.

“Il giustiziere della notte”

Eli Roth e Bruce Willis sono stati vittime della febbre da remake. “Il giustiziere della notte”, rifacimento del cult del 1974, col grandissimo Charles Bronson, non ha funzionato al botteghino mondiale. Nonostante il mix di ironia (troppa?), azione e thriller che, in alcune scene, risulta anche piacevole, ma per la maggior parte del tempo offre un fastidioso senso di deja vu che non ha aiutato a far decollare la pellicola, fermatasi a 34.017.000 partendo da un budget di 34.

“I Primitivi”

Stavolta, Nick Park, pluripremiato regista di “Wallace & Gromit e altre storie”, “Galline in fuga” e “Shaun – Una vita da pecora”, con “I Primitivi” ha fatto un passo falso. Lo scontro tra due comunità di cavernicoli su un campo da calcio, seppur godibilissimo e con una sceneggiatura e piena di dialoghi sferzanti non ha magnetizzato l’attenzione dei più piccoli – probabilmente perché uscito a pochi anni di distanza dal blockbuster “I Croods” – ed è stato un cocente flop. “I Primitivi” è costato circa 50 milioni di dollari e ne ha incassati 54, davvero troppo pochi.

“Darkest Minds”

In “Darkest Minds”, Jennifer Yuh Nelson ci porta in un futuro distopico dove una terribile epidemia ha ucciso il 98% delle persone sotto i 20 anni mentre i pochi sopravvissuti hanno sviluppato incredibili poteri psichici e per questo posti in campi di internamento perché potenziali minacce. Tra questi c’è la 16enne Ruby Daly (Amandla Stenberg) che sarà costretta a fuggire dalle forze governative per salvare la propria vita e quella dei suoi simili. Era tutto pronto per l’inizio di una nuova saga, ma purtroppo il film di Nelson ha incassato solo 41.142.379 dollari a fronte di un budget di 34.

“Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni”

Lasse Hallström e Joe Johnston, nell’ottobre scorso, hanno portato al cinema la storia di Clara (Mackenzie Foy), una ragazza che vuole assolutamente cercare una chiave capace di aprire una scatola donatale dalla sua defunta madre. Il padrino Drosselmeyer le darà un filo d’oro che la porterà all’ambito oggetto ma anche in un magico mondo parallelo. Prodotto dalla Walt Disney Pictures e The Mark Gordon Company, il film sembrava destinato a diventare l’ennesimo blockbuster della casa di produzione di Topolino, anche perché nel cast ci sono Keira Knightley, Mackenzie Foy, Helen Mirren e Morgan Freeman e gli effetti speciali di Chris Corbould sono sorprendenti. Invece, a fronte di un budget di 120 milioni di dollari ne ha incassati solamente 166.070.657.

Gli altri blockbuster annunciati che hanno deluso le aspettative

Accanto ai tonfi clamorosi, il 2018 ha visto anche l’uscita di altre pellicole con grandi protagonisti e registi di prestigio su cui le grandi major non avevano grossi dubbi, e invece la scure del botteghino li ha colpito lo stesso. Ne sa qualcosa Roar Uthaug che ha diretto il premio Oscar Alicia Vikander in “Tomb Raider”, in cui l’attrice veste i panni dell’eroina Lara Croft. Il successo del film avrebbe dato il via ad un nuovo franchise ma il film, pur avendo incassato circa 274 milioni di dollari, ha avuto un costo di produzione di 94 milioni, quindi i ricavi sono stati veramente pochi. E’ accaduto anche con “Solo – A Star Wars Story”, diretto dal premio Oscar Ron Howard. Il regista ha ambientato la storia molti anni prima di “Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza”(1977) e racconta le avventure di Han Solo, interpretato da Alden Ehrenreich, e del suo incontro col pilota Chewbacca (Joonas Suotamo) e con il mitico Lando Calrissian (Donald Glover). I fan della saga, però, non si sono riversai in massa nelle sale, come previsto e il film ha incassato 392.924.800 contro costo di produzione di ben 275 milioni di dollari.

Anche la leggenda vivente del cinema, Clint Eastwood, ha dovuto fare i conti col box office. Il suo “Ore 15:17 – Attacco al treno”, che racconta le vicende realmente accadute e legate all’attacco terroristico, di matrice islamica, al treno Thalys, avvenuto il 21 agosto del 2015 e sventato dagli stessi passeggeri, è costato 30 milioni di dollari ma ne ha incassati 57.076.280. Incassi non esaltanti sono stati registrati anche dall’atteso “Red Sparrow”, col premio Oscar Jennifer Lawrence, fermatosi a 151.572.000 dollari a fronte di un budget di quasi 70 milioni e da “12 Soldiers”, col granitico Chris Hemsworth. Il film, basato sulla storia vera dei 12 soldati americani che si scontrarono contro 50.000 talebani a pochi giorni dall’11 settembre 2001, non ha appassionati gli spettatori, facendo registrare 67.450.000 dollari d’incasso partendo da costi di produzione pari a 35 milioni di dollari.